- Categoria: La Bacheca dei Lettori
- Scritto da Laura Alberico
Testimoni
A distanza di pochi giorni, la scomparsa di don Antonio Mazzi e di Francesco Guccini può apparire come due poli opposti di vite vissute in nome di un ideale. Il sacro e il profano, fin dai tempi antichi, sono stati un unico nucleo aggregante attorno al quale gli uomini hanno sempre trovato risposte sui grandi temi dell'esistenza, su come la vita sia un passaggio e una testimonianza di fede oltre la vita terrena, il credo che unisce ideale e reale e costruisce un ponte tra le due rive.
Ognuno di noi, ateo o credente, può riconoscere che questi due importanti protagonisti del nostro tempo, nonostante la profonda diversità di origine, cultura e formazione, abbiano molte cose in comune. La testimonianza, come valore umano, in ogni campo, resta sempre una risorsa inesauribile di idee e stimoli alla riflessione per la coscienza collettiva, soprattutto in periodi di fragilità individuale e di crisi sociale.
Il "decalogo straordinario" di don Mazzi è un nuovo modo di approcciare e rendere più efficace l'educazione e la vicinanza ai più deboli, agli emarginati, a chi si è perduto ed è diventato schiavo delle droghe (diceva don Mazzi "spengo il cervello e accendo il cuore").
Si può sognare e credere in un mondo migliore anche ascoltando le canzoni di Francesco Guccini che della vita e della morte riusciva a cogliere il grido, il silenzio, la ribellione, il dolore. In" Dio è morto" vive il decalogo di una civiltà decadente che tuttavia vuole riscattarsi e ad ogni costo risorgere a nuova vita. Questa è la testimonianza, il filo d'Arianna che aiuta a uscire dal labirinto del "perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto". Il Dio di tutti e di ognuno risorge sempre perché la speranza è simbolo di resilienza, coraggio, cambiamento, fiducia, il credo che atei e credenti condividono in nome di un ideale di vita vissuta fino in fondo.
Vi ho conosciuto e amato attraverso le parole, le sfumature che disegnano un mondo più giusto e più vero,il mezzo per interpretare le fragilità dell'essere umano, la forza per reagire alla schiavitù e alle catene del potere, la luce oltre il buio dell'indifferenza e dell'emarginazione, le armi silenziose che difendono e custodiscono gli ideali di riscatto e di redenzione. Grazie.

