- Scritto da Laura Alberico
- Categoria: La Bacheca dei Lettori
Testimoni
A distanza di pochi giorni, la scomparsa di don Antonio Mazzi e di Francesco Guccini può apparire come due poli opposti di vite vissute in nome di un ideale. Il sacro e il profano, fin dai tempi antichi, sono stati un unico nucleo aggregante attorno al quale gli uomini hanno sempre trovato risposte sui grandi temi dell'esistenza, su come la vita sia un passaggio e una testimonianza di fede oltre la vita terrena, il credo che unisce ideale e reale e costruisce un ponte tra le due rive.

L'infanzia è uno spazio intimo che nel tempo torna a fiorire, immagini colorate e vivide, occhi spalancati e curiosi sul mondo, fantasie custodite nei segreti dell'innocenza. Il tempo delle favole era un piccolo spiraglio nel quale l'immaginazione distendeva il suo morbido e accogliente tappeto, i semi germogliavano magicamente regalando bellezza, umanità e purezza.
Per troppi anni l’accessibilità digitale è stata raccontata come una conquista, mentre in troppi casi è rimasta una messinscena. Siti, app e servizi online dichiarati “inclusivi” che, nei fatti, continuano a distinguere, esporre e perfino rendere riconoscibili gli utenti più fragili. È qui che cade la maschera dell’ipocrisia digitale.
Non sempre il percorso scolastico di una persona è lineare. Sono infatti numerosi coloro che hanno interrotto gli studi in giovane età. I motivi sono diversi: a volte si è trattato di scelte un po’ affrettate, mentre in altri casi hanno avuto un peso situazioni personali, problemi di salute oppure difficoltà con il sistema scolastico tradizionale. Col tempo, però, molte persone sentono l’esigenza di rimettersi in gioco. Ottenere un diploma diventa importante per migliorare la propria posizione lavorativa o per completare un percorso lasciato in sospeso. Questa scelta riguarda sia i più giovani sia gli adulti.