- Scritto da Gino Soldera ANPEP
- Categoria: La Bacheca dei Lettori
Manifesto per una nuova Scienza dell'Educazione
Sempre di più i genitori sono impreparati ad affrontare un compito così complesso e
gravoso come quello dell’educazione dei figli. La società muta velocemente e fa poco
o nulla per aiutarli. Manca un’agenzia che si assuma questo delicato compito e che
cerchi di fare fronte con competenza e determinazione alle questioni aperte dalla sfida
educativa. La Scienza dell’Educazione, che finora ha operato a servizio della società
dei consumi facendo gli interessi di finanza, economia e politica, deve recuperare la
sua “mission” e porsi con coerenza e decisione al servizio dell’uomo, della famiglia e
dei suoi valori, pena il decadimento morale, civile e culturale della società futura
orientata sempre più verso un uso spesso improprio della tecnologia e incapace di
rispondere ai bisogni fondamentali dell’uomo. In questo senso deve cominciare ad
appropriarsi di alcune grandi verità riguardanti la promozione del benessere, della
salute e la prevenzione del disagio e della malattia, riportate qui di seguito:

Percorsi di formazione iniziale e continua degli insegnanti a cura del CdS in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Verona
L'estate avanza con un torrido clima, anche i castelli di sabbia si sgretolano sotto il sole che stringe in un abbraccio soffocante pensieri, speranze, progetti di cambiamento e rinnovamento. La crisi politica diventa lo specchio di una crisi globale in cui gli uomini non riescono a trovare un frontecomune per delineare equilibri temporali stabili e soprattutto affidabili. A questo si aggiunge un panorama ambientale che ormai lascia tracce indelebilisul territorio, terra riarsa incapace di accogliere e custodire i semi di nuovi raccolti, le promesse di una stagione che sembra non avere certezze e radici.
Il traghettatore delle anime dei morti ritorna a definire un'estate rovente segnata da un caldo anomalo che rende la siccità una problematica ambientale critica e rilevante. L'aridità dei bacini idrici mette in serio pericolo le coltivazioni e il razionamento dell'acqua, in alcune regioni, potrebbe diventare operativo se le condizioni climatiche rimangono tali.