- Scritto da Laura Alberico
- Categoria: La Bacheca dei Lettori
La cura dell'anima. Un pensiero a Franco Battiato
Ad ognuno di noi è destinato un tempo reale, un percorso di vita terrena più o meno accidentato nel quale, nel bene e nel male, lasciamo una traccia: ricordi, parole non dette che il tempo restituisce sempre come àncore di approdo sulla terraferma. Lo spazio e il tempo non sono mai concetti astratti se riescono a esprimere pensieri, sentimenti ed emozioni, ciò che abbiamo vissuto e che ha modellato e orientato la ricerca di un obiettivo, uno scopo in grado di appagare e trasformare, anche solo per un attimo, la realtà. Quello che manca in questo periodo storico è il rimedio, la cura per i mali dell'anima, il faro che possa indicare la rotta da seguire, la luce dalla quale trovare conforto e nella quale immergere, come un atto catartico, l'ansia e l'urgenza di una realtà aliena e oscura.

A volte mio figlio, ormai quarantenne, mi chiede: "Ti ricordi mamma?". Spesso non so rispondere perchè sono passati tanti anni, i ricordi sbiadiscono e la memoria tende ad allentare i legami con il tempo, gli eventi diventano a volte un muro fragile di contenimento, un argine agli stimoli e alle occasioni che il presente offre, spesso senza filtri e impedimenti. Eppure ogni tanto, ma soprattutto nella ricorrenza del Natale, come per incanto, tutto sembra riemergere dal passato, i ricordi diventano immagini vivide e colorate, spiragli dai quali la luce affiora e illumina i volti, gli oggetti, gli sguardi, i gesti...
Usare le parole per trasmettere un'emozione, un sentimento, un messaggio non è mai facile ma questo è l'unico strumento che ci consente di esserti vicino, di accoglierti ed amarti nella memoria collettiva. Sei stato un piccolo grande eroe dei nostri tempi, questi tempi malati di protagonismo ed eccessi, di apparenza e vanesia virtualità nei quali tutto e il contrario di tutto si ergono come simulacri di una cultura priva di contenuti, vuota di ideali, risorse ed obiettivi per un futuro diverso e migliore. Non siamo stati in grado di difenderti da una bruta e gratuita violenza, da una notte buia e ingrata nella quale la vita e la morte sono state oggetto di un gioco crudele che ha affermato la legge ingiusta del più forte. Il branco si è accanito contro di te, preda occasionale e vittima inconsapevole di un perverso gioco di potere e prepotenza senza uguali.
Una giornata al mare come tante, spiagge battute dai bagnanti, bambini attratti e nello stesso tempo timorosi dell'acqua, l'andirivieni di gente alla ricerca del ristoro dal caldo opprimente. I "vu cumprà" sembrano essersi dati un appuntamento e, alla stessa ora, compaiono dal nulla, carichi della loro merce per iniziare la nomade e faticosa giornata. Il sole e il mare sono compagni del loro incessante vagabondare, non hanno schermi protettivi, gli oggetti di vario genere sono abbarbicati come una doppia pelle sulle braccia esili e scure, appendici di una nuova schiavitù che offre per pochi euro vestiti, accessori per il mare, i colori dell'estate venduti per assecondare fantasie e capricci di adulti e bambini.