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L'educatore scolastico ai tempi del coronavirus: partecipa ad un'indagine

logoNella consapevolezza della necessità di avere una costante attenzione ai diritti di inclusione degli studenti con Bisogni Educativi Speciali, e in particolare di coloro che hanno una certificazione secondo la legge 104/1992, riteniamo importante in questo periodo di chiusura delle scuole, in cui occorre impegnarsi con nuovi metodi, strategie e strumenti educativi e didattici atti a mantenere una relazione formativa a distanza, interrogarsi su come l'educatore scolastico possa continuare a rappresentare una risorsa indispensabile.

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Immunità biologica e resilienza psicologica

resilienzaSe dal punto di vista biologico l'immunità rappresenta una difesa contro gli agenti esterni, come virus e batteri, la resilienza interessa la condizione psicologica del soggetto. Siamo formati di corpo e psiche ed esiste tra queste due componenti una stretta relazione, come afferma l'OMS, considerando lo stato di salute l'equilibrio e il benessere sia fisico che mentale.

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Un messaggio ai giovani che fanno scuola ma non a scuola

cigno nero... Quando la vita “traballa”, ti attacchi alle cose che sostengono e danno forza. Alle cose che aiutano a definire in cosa consisti. Quando si “trema”, come con il terremoto, allora vuoi la scuola. Vuoi che ci sia per te, che ti aspetti, vuoi potervi rientrare presto. Per riavere il tuo presente e con esso costruire il tuo futuro. Ma il presente ora è diverso...

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La lezione dei tempi del virus

vita quotidiana ai tempi del virusCredo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte. Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare...

In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l'economia collassa, ma l'inquinamento scende in maniera considerevole. L'aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira...

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all'altro, arriva lo stop.

Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro. Sappiamo ancora cosa farcene?

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