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Con Decreto n. 182 del 29/12/2020, il Ministero dell'Istruzione ha introdotto i modelli di PEI nazionali che dovranno essere adottati dall'anno scolastico 2021/2022. Si tratta di un evento senza precedenti, poiché non si era mai avuto fino ad oggi un modello ministeriale per un documento così importante ai fini del diritto allo studio degli alunni con disabilità.
Dopo la positiva partecipazione della prima edizione, Educare.it propone un nuovo corso a distanza condotto dai proff. Lascioli e Pasqualotto dell'Università di Verona, autori del manuale Il Piano Educativo Individualizzato, aggiornato ai nuovi modelli nazionali di PEI (leggi un'anteprima).
Durante la formazione saranno illustrati i principi dell'approccio biopsicosociale che caratterizza il PEI, gli strumenti per l'osservazione sistematica degli alunni che consentono di ricavare i contenuti principali richiesti dal PEI ministeriale, grazie anche al supporto informatico messo a disposizione gratuitamente dall'Università di Verona.Inoltre saranno forniti esempi di compilazione delle diverse sezioni del PEI.
Al termine è rilasciato un attestato di partecipazione di 15 ore. In allegato il programma del corso.
Per ulteriori informazioni: www.educare.it/fad
Con Decreto n. 182 del 29/12/2020, il Ministero dell'Istruzione ha introdotto i modelli di PEI nazionali che devono essere adottati nell'anno scolastico in partenza.
Dopo la positiva partecipazione delle edizioni precedenti, Educare.it propone un nuovo corso a distanza condotto dai proff. Lascioli e Pasqualotto dell'Università di Verona, autori del manuale Il Piano Educativo Individualizzato, aggiornato ai nuovi modelli nazionali di PEI (leggi un'anteprima).
Durante la formazione saranno illustrati i principi dell'approccio biopsicosociale che caratterizza il PEI, gli strumenti per l'osservazione sistematica degli alunni che consentono di ricavare i contenuti principali richiesti dal PEI ministeriale, grazie anche al supporto informatico messo a disposizione gratuitamente dall'Università di Verona.Inoltre saranno forniti esempi di compilazione delle diverse sezioni del PEI.
Al termine è rilasciato un attestato di partecipazione di 15 ore. In allegato il programma del corso.
Per ulteriori informazioni: www.educare.it/fad
Il DLgs. n. 66/2017, nel prescrivere le Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, stabilisce l’obbligo di adottare l’ICF in tutte le fasi della presa in carico degli alunni/alunne con disabilità: dalla valutazione alla progettazione degli interventi educativi/scolastici. La prescrizione riguarda tutti gli insegnanti tenuti a definire un Piano Educativo Individualizzato per gli alunni con disabilità.
Angelo Lascioli e Luciano Pasqualotto
Il piano educativo individualizzato su base ICF
Strumenti e prospettive per la scuola
Carocci, Roma, 2019
pag. 186, 16 Euro
Angelo Lascioli e Luciano Pasqualotto
Il piano educativo individualizzato su base ICF
Strumenti e prospettive per la scuola. Nuova edizione aggiornata ai modelli nazionali
Carocci, Roma, 2021
pag. 216, 17 Euro
La riforma della disabilità introdotta dal D.Lgs. 62/2024 segna un passaggio di natura non solo normativa, ma anche eminentemente culturale e pedagogica. L'introduzione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato ridefinisce il rapporto tra la persona con disabilità, i servizi e la comunità territoriale, ma lascia aperta una questione decisiva: come concepire il progetto di vita senza ridurlo a una procedura burocratica o a una mera dichiarazione di principi. L'articolo propone come nucleo teorico originale la metafora del copione esistenziale, intesa come sceneggiatura di una vita possibile e come dispositivo pedagogico che favorisce il pensare il progetto di vita nella sua dimensione temporale, narrativa e co-costruita. In dialogo con la letteratura pedagogica sul progetto di vita, vengono analizzati le implicazioni educative della riforma, i rischi di una riduzione amministrativa della norma e il ruolo degli operatori come mediatori pedagogici.
The disability reform introduced by Legislative Decree No. 62/2024 marks a shift that is not only regulatory in nature, but also profoundly cultural and pedagogical. The introduction of the individualized, personalized, and participatory life project redefines the relationship between persons with disabilities, services, and the local community, while leaving open a crucial question: how to conceive the life project without reducing it to a bureaucratic procedure or a mere statement of principles. The article proposes, as an original theoretical core, the metaphor of the existential script, understood as the screenplay of a possible life and as a pedagogical device that supports thinking about the life project in its temporal, narrative, and co-constructed dimensions. In dialogue with the pedagogical literature on the life project, the paper analyzes the educational implications of the reform, the risks of an administrative reduction of the regulation, and the role of practitioners as pedagogical mediators.
Prende il via ufficiale Anffas#Giovani: un innovativo progetto di Anffas Onlus- Associazione famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale. L'obiettivo è di coinvolgere i giovani, con e senza disabilità, nella vita associativa e, in particolare, in iniziative volte a promuovere e garantire l'inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale di tutte le età.
Il 3 dicembre si celebra la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2017. La Giornata è un appuntamento che si ripete dal 1981, in occasione dell’Anno Internazionale delle Persone Disabili, con lo scopo di promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della disabilità, sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e combattere qualsiasi forma di discriminazione e violenza. Inoltre, nel 1993, la Commissione Europea ha reso il 3 dicembre anche la Giornata Europea delle Persone con Disabilità, rendendola un appuntamento non disabili, ma anche per le loro famiglie, gli operatori, i professionisti che operano nel sociale e, più in generale, per tutti i cittadini europei.
Il decreto di attuazione del Jobs act sulle semplificazioni che dà la possibilità alle imprese di chiamata nominativa nell'assunzione dei disabili all'interno delle liste speciali dei Centri per l'impiego "non discrimina", ma al contrario, "incentiva le assunzioni dei disabili più gravi". Lo sottolinea il ministero del Lavoro.
L’articolo descrive l’attività di formazione all’uso delle tecnologie TIC (75 ore, D.M. 30 settembre 2011) nell’ambito del Corso di Specializzazione al sostegno (VI Ciclo, a.a. 2020-2021 Università dell’Aquila), sulla quale è stata effettuata una ricerca al fine di avere indicazioni utili alla progettazione dei percorsi formativi TIC aderenti ai bisogni dei docenti in formazione.
La Lombardia riconosce la LIS, nelle sue varianti compresa quella tattile, come lingua a tutti gli effetti. Il Consiglio regionale, infatti, ha approvato la legge volta a promuovere l’inclusione e l’integrazione sociale delle persone sorde, sordocieche, con disabilità uditiva o con deficit di comunicazione e di linguaggio e delle loro famiglie mediante l’abbattimento delle barriere alla comunicazione.
La regione fiamminga del Belgio si conferma regina dell’inclusione dei disabili grazie alla creazione del Personal Assistance Budget (PAB), con il quale ha vinto il premio ‘migliore politica’ nell’ambito dello ‘Zero Project’. Le Fiandre hanno, infatti, deciso di stanziare meno risorse per le strutture di accoglienza e cura puntando, invece, direttamente sulle persone con disabilità con un sostegno di € 300 al mese.
La grande maggioranza dei genitori tedeschi promuove l’inclusione scolastica dei disabili o, più esattamente, le scuole che praticano l’inclusione. La cosa non era scontata. Il tema è complesso. Uno dei più significativi meriti della scuola italiana è avere intrapreso e realizzato fin dagli anni settanta l’inclusione scolastica dei disabili, gli handicappati si diceva allora. Le resistenze furono molte, ma sono state vinte dall’esperienza. Finalmente nel 2009 l’inclusione è stata sancita dalle Nazioni Unite. Così, dopo l’Italia, anche altri paesi si sono mossi, tra gli altri la Germania e i suoi land. Vittorioso a livello istituzionale, il principio dell’inclusione pareva che continuasse a trovare resistenze nell’opinione pubblica e nelle famiglie.
Luciano Pasqualotto
LA VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE ED IL PROGETTO PERSONALIZZATO
Prospettive e strumenti per educatori e operatori dei Servizi per la Disabilità Adulta
Edizioni Erickson, Trento, 2014
pag. 197, 18,50 Euro

Le rappresentazioni sociali delle disabilità costituiscono l’argomento del presente saggio. Utilizzando un questionario a domande aperte, abbiamo intervistato docenti specializzati e non, di ogni ordine e grado, e genitori di allievi con e senza disabilità. La nostra analisi evidenzia come, per i docenti curriculari e di sostegno, il disabile sia un alunno con difficoltà in aree specifiche di apprendimento, ma dotato di capacità e potenzialità che meritano sollecitazione; considerano l’allievo disabile con bisogni educativi speciali; credono che l’intervento educativo-didattico debba essere di tutto il team docente. Il ruolo della famiglia non è stato citato.
Per quanto riguarda i genitori, essi si riferiscono all’allievo disabile non come ad uno “svantaggiato”, ma in grado di raggiungere, attraverso la personalizzazione degli apprendimenti, sempre maggiore autonomia, integrazione/inclusione scolastica e sociale. Inoltre, fanno riferimento prioritariamente all’insegnante di sostegno e, solo in un secondo momento, agli insegnanti curriculari. La risorsa compagni è risultata essere non importante.
Social representations of disability are the topic of this paper. By using a questionnaire with open questions, we interviewed specialized and generic teachers, to all levels as well as parents of students with and without disabilities. Our analysis shows that, both specialized and generic teachers consider students with disability as subjects with some difficulties in specific areas of learning, but also having some potential abilities; they deserving students with special educational needs; they expect an educative and didactic support by teacher’s team. The role of the family was not mentioned.
Parents still don’t refer to student with disability as “disadvantaged”, but as a student that, through an individually teaching, is able to reach scholastic and social autonomy as well as inclusion/integration. Moreover, they mainly refer at first time primarily as to specialized teacher, and, only a later, to generic teachers. School friends hasn’t resulted as very important.
L’articolo presenta l’indagine realizzata all’Università dell’Aquila tra gli insegnanti in formazione sul sostegno didattico in merito all’utilizzo delle tecnologie informatiche nella progettazione di una didattica accessibile e utile a favorire l’apprendimento degli alunni con disabilità.
L’articolo presenta un lavoro interdisciplinare di ricerca-azione in educazione speciale a favore di un bambino colpito da una patologia all’orecchio che ha causato sordità temporanea nella fase di sviluppo del linguaggio. Lo studio indaga anche la correlazione di tale patologia con altri problemi di funzionamento che sono emersi durante gli interventi.
L’articolo propone una breve riflessione sulla necessità che tutti i docenti, indipendentemente dal ruolo che ricoprono, condividano saperi derivanti dalla pedagogia speciale, al fine di costruire una scuola realmente inclusiva per tutti gli alunni e le alunne.
La promozione dell’inclusione a scuola richiede il ricorso a modelli pedagogici e didattici utili a progettare l’agire educativo speciale: un agire rivolto a tutti gli alunni e le alunne, soprattutto laddove sussistono situazioni caratterizzate da bisogni educativi speciali (Muscarà, 2023; Focaroli, 2022; Iori, 2018; dalle Fratte, 2001; Pellerey, 1998).
Le esperienze scolastiche e le ricerche presenti in letteratura hanno dimostrato come l’inclusione sia un processo complesso, difficile da realizzare, che per questo non può basarsi sull’improvvisazione didattica, senza un progetto pedagogico appositamente pensato e costruito (Canevaro, Ciambrone & Nocera, 2021; Capperucci & Franceschini, 2019; Covelli, Gardou & De Anna, 2018).
Per essere realizzata con scientificità, è utile considerare l'inclusione come una ricerca-azione: un processo che prende l'avvio dall'investigazione sistematica, dunque dall’elaborazione di ipotesi da validare e/o da falsificare. Alla stessa stregua della ricerca, l’inclusione non può essere un processo “perfetto”, pienamente raggiunto in modo definitivo, perché si sviluppa attraverso l’elaborazione continua di proposte, di soluzioni sempre più efficaci, che falsificano, verificano e/o modificano teorie e pratiche conosciute, in raccordo con le continue mutazioni della scuola e della società.
L’inclusione mira a realizzare l’uguaglianza formale e sostanziale nei processi formativi, attraverso la condivisione nella comunità scolastica di valori e principi, a partire dalla solidarietà, eguaglianza, diversità e accoglienza. L’inclusione richiede, inoltre, l’organizzazione attenta dei contesti di apprendimento, l’utilizzo di metodologie e strumenti didattici efficaci (Franceschini, 2019).
In questo processo, il cui sviluppo non è affatto semplice, i docenti rivestire un ruolo impegnativo. Indossando gli abiti di registi pedagogici all’interno di un teatrodi azioni e di innumerevoli e variegati scenari, essi devono adottare modelli teorici consolidati, implementando e sperimentando quotidianamente e in modo continuo pratiche didattiche sempre più innovative, pensate e progettate per promuovere e favorire la convivenza scolastica, l’appartenenza a gruppi, la valorizzazione delle differenze, la crescita formativa di ogni alunno e alunna, indipendentemente dai suoi bisogni educativi. Attraverso tali pratiche i docenti si sforzano di coniugare costantemente la ricercacon l’azione in modo circolare, la riflessione pedagogica con l’azione didattica, mantenendo attivo un processo di ricerca educativa speciale per l’inclusione di tutti e di ciascuno.
L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli utenti registrati.
Autore: Corrado Muscarà,ricercatore di “Didattica e pedagogia speciale” presso l’Università degli Studi di Catania, dove insegna “Pedagogia speciale” nei corsi di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, in Scienze motorie e altre materie dello stesso settore nei corsi TFA Sostegno dell’Università di Catania.
copyright © Educare.it - Anno XXIV, N. 7, Luglio 2024
L’articolo propone uno studio sull’inibizione psicomotoria che trae spunto dall’osservazione del caso di un bambino di cinque anni, inserito in un programma di lavoro sulla psicomotricità. Partendo da un affondo teorico sulla condizione intrapsichica e comportamentale si giunge a prendere in considerazione alcune ipotesi di trattamento psicopedagogico nell’intento di rispondere al caso descritto. Dopo aver considerato l’importanza della relazione e del coinvolgimento emotivo, l’autore descrive strategie e strumenti operativi potenzialmente utili per il trattamento e l’eventuale superamento di questa condizione.
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Nessuno escluso
Il lungo viaggio dell'inclusione nella scuola italiana
Apice Libri, Sesto Fiorentino (Firenze), 2018
pag. 130, 10 Euro
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