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#migranti

  • Senza frontiere

    bambini migrantiIn un mondo delimitato dalle frontiere, dove le persone sono divise in base al colore del passaporto, sembra quasi naturale che una bambina nata in Liberia sia costretta ad affrontare più difficoltà, ad avere meno opportunità e a rischiare di morire prima di una bambina nata negli Stati Uniti o in Europa.

    La cittadinanza, però, è un tratto distintivo puramente artificiale. La contingenza della nascita, un cavillo della legge o il capriccio di un burocrate possono fare la differenza tra una vita agiata e una vita di stenti.

    Siamo talmente abituati a questa roulette geografica da non accorgerci di quanto sia moralmente indifendibile la separazione degli abitanti della terra tra ricchi e poveri, fortunati e svantaggiati, vittime e sopravvissuti, il tutto secondo un criterio largamente arbitrario e totalmente fuori dal controllo degli individui.

  • Straniero, frontiere, alterità: un progetto con i giovani nel Cantone Ticino

    cittadinanzaL’articolo offre un’esemplificazione concreta delle riflessioni approfondite nell’articolo dal titolo “Profughi, rifugiati, alterità: è ancora proponibile una pedagogia interculturale?” pubblicato su Educare.it n. 2/2019. Nello specifico si tratta di un Progetto pluriennale realizzato nel Cantone Ticino (Svizzera) che ha visto protagonisti una cinquantina di ragazzi per annata, dai 15 ai 20 anni, con origini e appartenenze culturali assai diverse.

     

  • Una mitica lezione di ospitalità

    imgNel lessico quotidiano parole come “accoglienza” e “ospitalità” sono ormai ricorrenti, perché lo scenario mondiale è caratterizzato da notevoli flussi migratori di profughi che chiedono di essere accolti, sfuggendo a situazioni estreme vissute nei loro Paesi d’origine, e perché, in senso più lato, ogni essere umano ha bisogno di vivere in relazione con l’altro, diventando suo “ospite”.

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