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L’articolo propone una riflessione su alcuni particolari conflitti che si verificano nei contesti scolastici caratterizzati da eterogeneità sociale e culturale e su come tali conflitti possono essere gestiti dall’insegnante. A partire da una breve premessa riferita ad alcuni approcci teorici, è presentata l’analisi di due conflitti avvenuti in un gruppo di bambini e tra un genitore e l’insegnante, entrambi aventi come elemento in comune la discriminazione dell’altro per la sua diversità (odore e diverso colore della pelle). Nella gestione del conflitto l’atteggiamento assunto dall’insegnante diventa di particolare rilevanza per poter trasformare questo evento in un’occasione evolutiva della relazione e in una maggiore conoscenza tra coloro che ne sono coinvolti. Inoltre, capire quale sia il ruolo assunto dal pregiudizio e come questo venga utilizzato nelle dinamiche relazionali tra persone, può rappresentare, per l’insegnante, un ulteriore tassello interpretativo per la comprensione di quanto accade nel gruppo dei bambini e nella relazione tra adulti.
Riconoscere l’altro da sé nella propria identità, al dì là di stereotipi e pregiudizi e al contempo comprendere e costruire il proprio Sé nel confronto con gli altri, è un passaggio fondamentale nel percorso formativo di ogni persona e la scuola diventa il luogo privilegiato dove portare avanti questo percorso esistenziale.
Il presente contributo illustra un progetto didattico realizzato in una classe quinta della scuola secondaria, incentrato sul tema dell’identità, volto a sostenere gli studenti nella ricerca del proprio sé, nella scoperta dei loro talenti e propensioni, accompagnandoli verso un percorso di adultità. Fulcro dell’esperienza didattica è stata la promozione dell’ ”identità adulta” dello studente con disabilità presente in classe: fondamentale è stato in questo percorso il superamento del “pregiudizio dell’identità speciale” e per questo si è lavorato sulla postura interiore dei docenti e dei compagni di classe.
Il presente contributo analizza un'esperienza di tirocinio presso un Liceo delle Scienze Umane, focalizzandosi sull'implementazione di pratiche didattiche inclusive attraverso un approccio di ricerca-azione. L'intervento ha coinvolto una classe seconda con particolare attenzione all'inclusione di una studentessa con sindrome di Down, rappresentando un'opportunità per sperimentare metodologie innovative nell'ambito della differenziazione didattica.
Il progetto "Pride... or Prejudice? Dal pregiudizio al contrasto alle discriminazioni" ha costituito il fulcro dell'intervento educativo, integrando diverse metodologie attive quali la flipped classroom, la group investigation e l'utilizzo strategico di tecnologie digitali per la creazione di prodotti multimediali inclusivi. L'esperienza si è sviluppata attraverso un modello di co-docenza che ha favorito la personalizzazione degli apprendimenti e la valorizzazione delle diversità individuali. L'analisi dell'intervento evidenzia le potenzialità delle metodologie collaborative strutturate nel promuovere competenze trasversali e cittadinanza attiva, offrendo spunti di riflessione per la formazione docenti e lo sviluppo di pratiche educative innovative.
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