Un bambino di sei anni può avere ancora una lettura esitante, confondere alcune lettere e aver bisogno di tempo per comprendere una consegna scritta, ma essere già capace di costruire una sequenza di azioni, prevederne il risultato e correggerla quando qualcosa non funziona. È proprio su questa capacità che si fondano le prime esperienze di robotica educativa nella scuola primaria, nelle quali programmare non significa scrivere righe di codice, ma organizzare il pensiero attraverso simboli, movimenti e relazioni spaziali.