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Educare.it 2000-2012
Rivista on line
ISSN 2039-943X

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Studi ed articoli sulle disabilità

La "speciale normalità" narrata nella fiaba

L’utilizzo della fiaba con alunni diversabili o, più specificatamente, in contesti di “speciale normalità [1]”, laddove, cioè, sussistono dei “Bisogni Educativi Speciali [2]”, è ormai comprovata nei suoi risultati positivi al fine di perseguire la cosiddetta “integrazione di qualità”, integrazione che interessa non solo gli alunni con difficoltà ma tutti gli attori coinvolti nel processo di apprendimento: gli insegnanti, tutti gli alunni, i famigliari, l’organizzazione scolastica nel suo complesso.

Non si può restare soli (sulla disabilità e la solitudine)

Il testo della canzone di Ligabue “Certe notti”, così come altri del cantautore, è uno di quei testi che si fissano nel pensiero. Vi sono alcune parti che, in virtù di un’alchimia fatta di suoni e parole, hanno il potere di pervadere – come un sottofondo – il pensiero. In questi casi, succede di canticchiarli inconsapevolmente per ore.

Mi è successo di sentire canticchiare vicino a me il brano “Non si può restare soli, certe notti qui”. La voce proveniva da un ragazza su una carrozzella. Il tono era triste, tipo cantilena. Lo sguardo era perso nel vuoto. Ho approfondito. Ho scoperto che la sua infermità è la conseguenza di una malattia che l’ha colpita quando aveva 23 anni. Prima, era una ragazza come tante altre. Ora, è affetta da una malattia degenerativa che progressivamente le sta portando via la vita. È difficile pensare come si possa sentire una persona nella sua situazione. Io, esperto di disabilità, non avevo prima d’ora messo a fuoco il problema della solitudine di chi ha una disabilità.

Le afasie e le anomalie del sistema nervoso: filo diretto tra cervello e linguaggio

Il linguaggio è una capacità esclusiva della specie umana e circa 6000 sono le lingue attualmente parlate in ogni parte del mondo. Espressione del pensiero, il linguaggio è il più complesso sistema di comunicazione che assolve alla funzione della regolazione sociale ed alla elaborazione interna delle conoscenze.

X-Fragile, sfide pedagogiche: dalla diagnosi all’autonomia

Le Associazioni Nazionali dei familiari di persone affette da Sindrome X-Fragile di Spagna, Belgio, Francia ed Italia hanno iniziato ad incontrarsi per creare un’Associazione europea. In veste di soci europei, infatti, gli aderenti si muovono con maggior incisività, decisi ad ottimizzare le risorse di ogni gruppo nazionale, al fine di ottenere risultati concreti per i propri parenti e stimolare la ricerca scientifica riguardo la sindrome.

Riflessioni su un posto vacante: l’avvocato della salute

Il percorso che si trova ad affrontare una persona con disabilità, o diversabilità come spesso si usa dire, è costellato di piccoli e grandi problemi. Il panorama attuale è ricco di iniziative che cercano di aiutare le persone con disabilità ad affrontare tali problemi e a trovare le soluzioni più adeguate alle loro esigenze: il sistema dei servizi che fanno direttamente capo alla A.S.L., le cooperative sociali (o altre forme associative) che con la loro creatività danno corpo a questi servizi e creano opportunità per sostenere i soggetti in questione e le loro famiglie.

Apprendimento e Sindrome Post Traumatica da Stress

È sempre più diffusa l'opinione che l'approccio "biologico" sia importante per comprendere l'apprendimento e i suoi processi. Questo metodo ci consente di identificare i meccanismi fisiologici responsabili dei pattern di apprendimento descritti da educatori e formatori, e di studiare l'evoluzione del rapporto tra comportamento e sistema nervoso.
La relazione tra PTSD, ovvero sindrome del disturbo post traumatico e i disturbi dell'apprendimento è stata accertata da numerose ricerche. Come già riportato dagli studi pioneristici di Hebbs (1), l'apprendimento avviene per l'instaurarsi di nuove connessioni tra neuroni di uno stesso centro e tra centri sensoriali diversi. Nel corso dell'apprendimento o durante il processo di memoria aumentano le connessioni sinaptiche tra neuroni e neurotrasmettitori. Questo tipo di meccanismo comporta la modifica delle connessioni sinaptiche preesistenti.

L'autismo e L'AERC: una proposta terapeutica

L’autismo è una sindrome neurobiologica diffusa che di solito compare entro i primi tre anni di vita, ha un’incidenza pari all’uno per mille della popolazione ed è equamente distribuita in ogni parte del mondo, con un rapporto di uno a quattro tra femmine e maschi.

La funzione dei sussidi nell’apprendimento delle persone con bisogni educativi speciali

La prospettiva culturale recentemente adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in tema di disabilità sta portando ad una revisione dei servizi e, in parte, della stessa pedagogia speciale. Nella prima versione dell’ICF (Classificazione Internazionale della Disabilità, del Funzionamento Umano e della Salute), pubblicata nel 2001, la disabilità viene infatti definita non come un attributo della persona, ma come una situazione che nasce dal divario tra lo stato di salute di quella persona e i fattori contestuali dell’ambiente in cui vive.

I bisogni educativi speciali tra integrazione, inclusione e progettualità

Con questo articolo intendo proporre una riflessione sulle problematiche educative e relazionali connesse alla presenza di bisogni educativi speciali, facendo particolare riferimento alle patologie gravi della relazione nell’infanzia evidenziandone le problematiche psicopedagogiche e relazionali che possono crearsi all’interno del sistema educativo e relazionale di cui sono parte.
Partendo da una panoramica sui bisogni educativi speciali e dopo aver individuato e definito l’ambito specifico dei disturbi pervasivi dello sviluppo , andrò ad approfondire gli aspetti legati all’integrazione scolastica e sociale. Passerò poi a considerare la patologia secondo un’ottica sistemico-relazionale, per poi delineare le competenze, gli ambiti di intervento e il ruolo specifico di una necessaria e fondamentale figura di raccordo tra le risorse, i professionisti e i sottosistemi in gioco affinché sia possibile progettare e attuare percorsi integrati scuola-famiglia-territorio di efficace valenza preventiva e di supporto psico-sociale.

La prospettiva lavorativa nell'educazione delle persone diversamente abili

Al di fuori dei circuiti assistenziali, il futuro di un giovane diversamente abile non può essere separato dalla necessità di avere un'occupazione. Il lavoro si impone come una prospettiva fondamentale nell'educazione di una persona, anche quando vi sono menomazioni, disabilità ed handicap.

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prolegomeni_pedagogiaGiuseppe Gagliano

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Aracne, Roma, 2013
pag. 108, 10 ... vedi

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