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La teoria di David A. Kolb e la sua applicazione ai musei

modello di Kolb

Il modello teorico di David Kolb, noto per il suo contributo scientifico al pensiero organizzativo, ha originato un notevole impatto sull’educazione degli adulti. Lo studioso americano immagina l’apprendimento come una spirale continua, ogni anello della spirale ha quattro punti attraverso i quali si concretizza l’acquisizione della conoscenza: l’esperienza concreta, osservazione e riflessione, la formazione dei concetti astratti, la sperimentazione attiva.

Per Kolb l’apprendimento è intimamente connesso alle esperienze pregresse, è un processo sociale che attinge ad altre sfere della propria esistenza e si combina alla reazione dell’individuo di fronte a nuove informazioni.

Tali principi, applicati in un contesto museale, suggeriscono di non prendere in esame soltanto la conoscenza acquisita durante la visita, ma il modo in cui l’individuo si accosta a questa esperienza, in base al suo personale stiledi apprendimento.

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Aspetti della riflessione pedagogica di Aldo Capitini

Uno degli aspetti che emergono con maggiore frequenza dalla saggistica relativa al pensiero di Capitini è certamente quello relativo al continuo confronto egli instaurò con i principali protagonisti della pedagogia europea e non solo. Può essere interessante focalizzare alcuni nuclei tutt’ora attuali del pensiero del pedagogista perugino, ricercandone le suggestioni e le influenze che egli ricavò da Montessori, Codignola, Don Milani e Gandhi.
Nella riflessione di Capitini, la scuola rappresenta il luogo eletto della formazione dell’uomo e del cittadino che si identifica per capacità critica ed impegno sociale. Tra i banchi si dovrebbero imparare non solo i saperi strumentali e quelli disciplinari, ma anche la pratica della non violenza attraverso un’educazione aperta ai valori universali ed alla dimensione religiosa, meta-empirica, seppur mai confessionale e dogmatica.

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La personalità non violenta secondo l'interpretazione di Giuliano Pontara

Giuliano Pontara -oltre a essere stato uno dei primi studiosi a introdurre in Italia la Peace Research e soprattutto lo studio sistematico della riflessione etico-politico di Gandhi- è stato uno dei fondatori della International University of Peoples' Institutions for Peace (IUPIP). Uno degli aspetti maggiormente sottolineati nella sua riflessione metaetica è stato indubbiamente lo studio- e le implicazioni anche in sede educativa- della personalità non violenta, studio condotto anche a partire dalla riflessione gandhiana sulla dimensione psicologica della non violenza. Scopo di questo breve articolo è proprio quello di mettere a fuoco le principali caratteristiche della personalità non violenta.

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Attraversare i confini. L'importanza di non dimenticare Paulo Freire

Henry Giroux in un interessante saggio definisce l'educatore brasiliano Paulo Freire un attraversatore di confini nella misura in cui ha dimostrato un serio impegno per allontanarsi dalle scontate posizioni della pedagogia classica (1).

Dal Brasile verso il resto dell'America Latina per poi giungere in Africa egli si è dedicato ai più poveri o, per usare le sue stesse parole, agli oppressi. Lavorando nelle favelas o bidonvilles, che si distendono nelle periferie delle grandi metropoli del Terzo Mondo, Freire si è assunto l'impegno di rispettare l'individualità ed il mondo di chi incontrava.

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