Stop the genocide poster

A+ A A-

L’uomo contro l’umano. Educazione e tecnocrazia in Gabriel Marcel

gabriel marcelL’incedere della tecnocrazia è tra i fattori che hanno contribuito maggiormente alla mutazione antropologica contemporanea. L’essere umano del XXI secolo sembra infatti condurre un’esistenza progressivamente orientata verso logiche utilitaristiche e produttivistiche, che tendono a ridurre la complessità dell’esperienza umana. In questo quadro, una nuova idea di uomo, plasmata dalla razionalità tecno-scientifica, si afferma in una temperie culturale esposta al rischio di disumanizzazione. L’articolo argomenta che, in tale contesto, l’educazione è chiamata non solo ad adattarsi ai cambiamenti in atto, ma anche a recuperare le condizioni che rendono possibile un processo integrale di promozione della persona. Muovendo da queste premesse, il contributo propone una riattualizzazione del pensiero di Gabriel Marcel, evidenziandone la rilevanza per una riflessione pedagogica contemporanea orientata alla dimensione interrogativa e riflessiva dell’umano.

Technocracy is among the factors that have most significantly contributed to the contemporary anthropological transformation. Indeed, human beings in the twenty-first century appear to lead an existence increasingly shaped by utilitarian and productivist logics, which tend to reduce the complexity of human experience. Within this framework, a new conception of the human being—shaped by techno-scientific rationality—is emerging in a cultural context marked by the risk of dehumanization. The article argues that, in such a context, education is called not only to adapt to ongoing changes but also to recover the conditions that make possible an integral process of personal development. On this basis, the contribution proposes a re-actualization of the thought of Gabriel Marcel, highlighting its relevance for a contemporary pedagogical reflection oriented toward the interrogative and reflective dimensions of the human condition.

Leggi tutto …

Rubem Alves: educare nella frontiera dell’immaginario

RubemAlvesIl contributo analizza la prospettiva pedagogica di Rubem Azevedo Alves (1933–2014), filosofo, teologo e scrittore brasiliano, tra i principali interpreti di un’educazione fondata sull’immaginazione e sulla libertà simbolica. Attraverso un approccio ermeneutico, l’articolo mette in luce come la metafora – elemento centrale della sua poetica – diventi un dispositivo formativo capace di generare conoscenza e trasformazione, oltre il linguaggio descrittivo e razionale dell’educazione tecnocratica. L’analisi dei testi letterari e pedagogici di Alves mostra un ricco “atlante immaginifico” popolato da figure vegetali, animali e oggettuali, che si configurano come strumenti di liberazione del desiderio, di riscoperta del sé e di costruzione di significato.

The paper examines the pedagogical perspective of Rubem Azevedo Alves (1933–2014), a Brazilian philosopher, theologian, and writer, among the leading interpreters of an education grounded in imagination and symbolic freedom. Through a hermeneutic approach, the article highlights how metaphor—a central element of his poetics—becomes a formative device capable of generating knowledge and transformation beyond the descriptive and rational language of technocratic education. The analysis of Alves’s literary and pedagogical works reveals a rich imaginal atlas populated by vegetal, animal, and material figures, which emerge as instruments of the liberation of desire, rediscovery of the self, and construction of meaning.

Leggi tutto …

La filosofia dialogale di F. Ebner e M. Buber. Riflessioni per una filosofia dell’esistenza

DialogoNell’ambito della filosofia del Novecento prende vita una sorta di “svolta dialogica” che punterà alla comunicazione interpersonale, alla reciprocità, alla centralità della relazione nell’ambito dei rapporti educativi. Il pensiero di Ferdinand Ebner e Martin Buber ben si inserisce in questa corrente di pensiero in quanto i due filosofi hanno visto nella relazione umana quella dimensione in grado di avvalorare la singolarità e l’unicità dell’individuo. L’articolo si addentra nel sostrato speculativo di tali riflessioni per mostrare la necessità di fondare/rifondare l’educazione sui principi che fanno della vita un’esperienza piena e soddisfacente.

As part of the philosophy of the twentieth century, it takes shape a sort of "dialogic turning point" that will aim to interpersonal communication, reciprocity and to the centrality of the relationship in the context of educational processes. The thought of Ferdinand Ebner and Martin Buber fits well into this way of thinking as the two philosophers saw in the human relationship a dimension capable of supporting the singularity and uniqueness of the human being. In this direction, the pedagogical issue that arises from these reflections will concern the need to constructively reflect on what theoretical bases a pedagogy of educational communication must lay today in terms of the philosophy of existence which, today more than ever, must be inspired by dialogic principles. Such a pedagogy of communication, therefore, may prove to be a continuous process of self-formation which, to lead to a sort of real transformation experience, will have to appeal to the strengthening of some fundamental assumptions of existence such as dialogue, confrontation and communication.

Leggi tutto …

Zygmunt Bauman, acuto interprete del nostro tempo

Zigmunt Bauman«Lo scioglimento diventa un processo continuo, niente ha il tempo di solidificarsi, è ciò che io chiamo “modernità liquida”. La modernità odierna, come i liquidi, non può assumere forma per lungo tempo».

Massimo esponente della sociologia contemporanea, Zygmut Bauman fornisce una attenta e incisiva interpretazione dei fenomeni di cambiamento sociale che si verificano nell’epoca moderna, sottoposta nel corso degli anni a modifiche sostanziali a causa della velocità con cui gli strumenti tecnologici si affermano come mediatori di conoscenza e di relazioni umane. In questo contesto i confini materiali e psicologici diventano terreno di confronto e, spesso, di scontro: «le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell’arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità».

Leggi tutto …