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  • Categoria: Scuola e dintorni

La teoria del campo di K. Levin a scuola: spunti educativi e didattici - Il gruppo sociale

Il gruppo sociale

Il clima sociale in cui il bambino vive è tanto importante per il suo sviluppo quanto l’aria che respira; il gruppo a cui appartiene è il terreno sul quale poggia la sua psicologia”.
Il gruppo a cui la persona appartiene e la cultura in cui vive ne determinano il comportamento e il carattere … condizionano il suo stile di vita personale, la direzione e l’efficacia dei suoi programmi”.

Secondo Lewin il gruppo sociale è formato da persone che regolarmente interagiscono e che proprio a causa di questa interazione danno vita a una unità caratterizzata da una propria identità. In ambito scolastico si parla di formazione del “gruppo classe” per indicare il processo di evoluzione e aggregazione dei membri che lo costituiscono. Spesso tra insegnanti che si scambiano opinioni su una classe ricorre questa frase: «preso singolarmente il ragazzo ha un comportamento diverso da quello che assume nel contesto del gruppo»”. Per questo motivo è importante considerare le influenze reciproche dei singoli elementi per poter comprendere come, dalle dinamiche che tra di essi si evolvono, si manifesti il comportamento globale e l’atmosfera del gruppo.

Il gruppo è qualcosa di più o per meglio dire di diverso dalla somma dei suoi membri: ha struttura propria, fini peculiari e relazioni particolari con altri gruppi. Quel che ne costituisce l’essenza non è la somiglianza o la dissomiglianza tra i suoi membri, bensì la loro interdipendenza. Esso può definirsi come una totalità dinamica. Ciò significa che un cambiamento di stato di una sua parte o frazione qualsiasi, interessa lo stato di tutte le altre

Secondo Lewin esistono tre tipi di leadership all’interno dei gruppi e lo spazio individuale e relazionale cambia nei vari contesti. Nella leadership autoritaria (fig.1) i membri del gruppo seguono ciecamente la linea proposta dal leader, non esprimono creatività o potenzialità individuali e sono assoggettati alle decisioni del “capo”. La leadership democratica (fig.2) evidenzia una rete di relazioni e di interscambio decisionale che pone in essere una efficace e produttiva collaborazione tra i membri del gruppo. La leadership anarchica (fig.3) invece è caratterizzata da un clima non organizzato e confuso, si creano all’interno del gruppo anche situazioni conflittuali in cui il leader rivela debolezza e incapacità a gestire e indirizzare a buon fine le attività proposte.

leadership autoritaria leadership democratica leadership anarchica
Fig. 1 Fig. 2 Fig. 3

Kurt Lewin definisce le caratteristiche di un gruppo esaminando il contesto spaziale e temporale in cui esso si forma, il senso di appartenenza e di identità ai quali i membri si uniformano. Questi parametri tuttavia sono riferibili non solo alle comunità scolastiche ma anche a nuclei collettivi che interagiscono individualmente in un determinato contesto come ad esempio l’ambiente di lavoro. Le dinamiche per la costituzione del gruppo classe non sono lineari perché subentrano processi che possono rallentare o rimettere in gioco gli obiettivi che ne determinano la sua composizione.

Alla iniziale fase esplorazione e socializzazione, in cui gli alunni si conoscono e cominciano a stabilire rapporti preferenziali con altri compagni, subentra un meccanismo di aggregazione attorno ai ruoli che ogni elemento della classe assume (leader positivo o negativo a livello comportamentale o didattico). Nella definizione dei ruoli si verificano quasi sempre i conflitti che non devono essere considerati fenomeni negativi ma una naturale evoluzione e ridefinizione delle funzioni assunte all’interno del gruppo.

Per superare i conflitti è necessario negoziare, cioè trovare il punto di incontro in cui le norme condivise acquistano un significato di valore per ognuno. Poiché il gruppo classe è quasi sempre eterogeneo il passaggio seguente, cioè la focalizzazione sul compito, richiede molto tempo perché le finalità da raggiungere sono di tipo relazionale, cognitivo e didattico. Nel raggiungimento di questi obiettivi l’orientamento della strutturazione del gruppo può essere di tipo collettivista o individualista. Nel primo caso la centralità e la convergenza sul compito (integrazione, socializzazione e sviluppo delle capacità cognitive) consente la crescita culturale e personale di ogni alunno; nel secondo caso la prevalenza dell’impronta individualista fa emergere competizione tra i pari (frammentazione della classe in sottogruppi e presenza di più leadership a cui fare riferimento). La rete di comunicazione nell’ambito dei gruppi evidenzia un diverso tipo di struttura dello stesso. Il sistema centralizzato fa riferimento a un singolo elemento che instaura un potere direttivo sugli altri, la comunicazione si sviluppa in modo efficiente anche se ci sono regole che non consentono le libere espressioni. Nella rete comunicativa a catena le informazioni si diffondono in maniera non condizionata, per questo il sistema diventa permissivo e caotico. Spesso negli interventi di dialogo educativo si preferisce sistemare i partecipanti in circolo; questa disposizione caratterizza il sistema in cui la comunicazione si sviluppa in modo scambievole consentendo l’integrazione reciproca dei messaggi.

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