Educare.it: rivista online di educazione, pedagogia e psicologia

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#scuola

  • City@rt. Un viaggio alla scoperta di noi e dell’altro

    inclusioneL'evoluzione del concetto di inclusione scolastica ha profondamente ridefinito i paradigmi educativi contemporanei, superando l'approccio tradizionale dell'integrazione per abbracciare una visione sistemica e partecipativa. La trasformazione della scuola in senso inclusivo richiede un cambio di prospettiva che coinvolge l'intera comunità educante. L'efficacia dei processi inclusivi dipende dalla capacità dell'istituzione scolastica di operare una redistribuzione delle responsabilità educative, superando la tradizionale delega al docente specializzato per il sostegno. Tutto questo esige lo sviluppo di competenze professionali specifiche, l'acquisizione di una maggiore consapevolezza pedagogica e l'implementazione di strategie progettuali condivise.

  • Classe inclusiva? 5 regole da rispettare secondo Save The Children

    imgUna classe inclusiva è un luogo dove viene garantita a tutti i bambini la piena fruizione del diritto all'educazione e il rispetto del diritto di non-discriminazione. E' un luogo dove i bambini con bisogni educativi speciali vengono inclusi nell'apprendimento da insegnanti qualificati, capaci di andare incontro alle necessità del singolo bambino.

  • Colori di fine anno scolastico

    coloriTempo di esami e di bilanci, di riflessioni e di ripensamenti, in una estate che tarda ad arrivare e si nasconde forse per paura di essere violata e posseduta senza riserve. I ragazzi sembrano abbastanza sicuri, salutandoli ho accarezzato qualcuno e ho sentito con stupore l'inizio di una barba invisibile agli occhi ma già pronta a maturare con gli ormoni che esplodono in corpi ancora goffi e disarmonici.

  • Come affrontare una diagnosi di DSA

    besUna diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento (o DSA) può lasciare inermi molte famiglie, specie se non hanno già avuto in precedenza esperienze simili con altri figli, e far moltiplicare i dubbi quanto al futuro scolastico del bambino. La buona notizia è che non solo il mondo della scuola è ormai attrezzato per venire incontro alle particolari esigenze di studenti con dislessia, discalculia e via di questo passo ma anche al di fuori non mancano soluzioni adatte ai bisogni formativi – e non solo – dello studente con DSA. Ecco, allora, qualche suggerimento a prova di genitori su cosa fare dopo una diagnosi di DSA.

    Come affrontare una diagnosi di DSA? Due passi e qualche trucco

    Il primo indispensabile passo è cercare alleati all’interno della scuola, tra gli insegnanti che già conoscono e seguono il bambino. Spesso sono del resto proprio maestre e professori ad accorgersi di comportamenti anomali che hanno a che vedere con la sfera dell’apprendimento e a segnalarli ai genitori perché possano provvedere adeguatamente. Anche una volta che il percorso medico con neuropsichiatra, logopedista, eccetera abbia confermato il sospetto di DSA, grazie alla loro esperienza e al fatto che ormai da anni seguono corsi di aggiornamento e fanno formazione specifica sul tema, dovrebbero rimanere un punto di riferimento per l’alunno e la famiglia. Tanto più che a loro tocca proporre in classe attività compensative e misure dispensative che assicurino all’alunno con DSA di raggiungere gli obiettivi formativi prefissati e di poter lavorare sullo sviluppo di apposite competenze e a colmare le più evidenti lacune. Più hanno esperienza nell’insegnamento, più sono dotati di empatia e di capacità di ascolto attivo e più i docenti riescono, però, in un obiettivo altrettanto fondamentale: far in modo che anche il bambino o il ragazzo che presenti disturbi specifici dell’apprendimento possa vivere una normale vita di classe e sia, cioè, perfettamente integrato nel gruppo dei compagni e possa condividere con questi quanto più momenti formativi possibile. Non sottrarsi ai colloqui docenti genitori e, anzi, chiedere di essere aggiornati periodicamente su quanto succede in classe è il modo più semplice per la famiglia per farsi aiutare dalla e aiutare la scuola nell’approccio con l’alunno con DSA. Ciò non esclude che possano essere i genitori a proporre attività ad hoc ai docenti, da svolgere nelle ore scolastiche e in compagnia della classe e in grado di stimolare il bambino o il ragazzo nell’apprendimento.

    Come trovare un tutor per ragazzi con DSA per ripezioni e lezioni private

    È più facile farlo soprattutto se si può contare sull’aiuto di un tutor DSA che segua il proprio figlio a casa, con i compiti, in una serie di attività di rinforzo che non hanno a che vedere solo con i programmi scolastici ma più in generale con lo sviluppo di una serie di competenze e abilità fini. L’insegnante privato di un alunno con DSA è, cioè, il perfetto intermediario tra scuola e famiglia e può proporre a maestri e professori e genitori soluzioni win win e che siano soprattutto proficue per la formazione del bambino o del ragazzo. Forse il secondo passo importante da compiere immediatamente dopo aver ricevuto una diagnosi di DSA per i propri figli è, cioè, cercare qualcuno che possa prendersene cura, almeno per quanto riguardo gli aspetti legati allo studio, nelle ore e nei momenti extra-scolastici.

    Perché affidarsi a un professore privato per la dislessia e gli altri DSA

    Vale tanto per quei genitori che hanno molti impegni personali o di lavoro e poco tempo e quanto per chi con più tempo a disposizione riuscirebbe pure a seguire passo passo i propri figli nei compiti: nel caso dell’alunno dislessico o con altri disturbi specifici dell’apprendimento, un insegnante privato non è un semplice insegnante di ripetizioni ma è un supporto in più per il bambino o per il ragazzo che, del resto, potrebbe aver bisogno di essere motivato innanzitutto psicologicamente a dedicarsi allo studio e farlo con impegno. Più il tutor è un tutor specializzato in DSA e più conoscerà e saprà adottare caso per caso trucchi che invogliano lo studente a mettersi sui libri o, meglio ancora, sarà in grado di inventare attività di studio poco tradizionali, divertenti e capaci di attirare l’attenzione del ragazzo e farlo restare concentrato nello studio, motivandolo e facendo in modo soprattutto che siano i buoni risultati ottenuti a spingerlo a continuare.

    C’è un solo modo, del resto, da genitori e docenti di alunni con DSA per incentivare davvero i loro buoni risultati a scuola: fissare – e meglio se insieme – solo obiettivi realistici, non fare paragoni con gli altri studenti, celebrare ogni importante successo ottenuto.

     

     

  • Come imparare l’inglese bene e velocemente

    imparare ingleseImparare una lingua straniera può sembrare un'impresa molto difficile ma è dimostrato che alcune attività sono più efficaci di altre. Vediamo di scoprire insieme quali sono i metodi migliori per imparare l’inglese e migliorare velocemente.

  • Come l'edificio scolastico influenza l'apprendimento

    fotoIl design delle aule scolastiche influenza sensibilmente le capacità d’apprendimento degli allievi. Ne sono convinti i ricercatori dell’University of Salford di Manchester, giunti a queste conclusioni dopo un studio che ha coinvolto circa 4mila alunni ed ha dimostrato come la conformazione fisica della classe incentiva del 16% in più l’anno le capacità di scrivere, leggere e far di conto degli studenti.

  • Come scoraggiare l'apprendimento

    imgTutti noi, dalla notte dei tempi, "abbiamo sentito parlare di" o assistito a tanti approcci alle lezioni che gli insegnanti forniscono agli alunni. O da genitori, o da educatori di sostegno o titolari di cattedra, siamo stati coinvolti in queste azioni. Come si può essere strumento stimolante di apprendimento? Tutto quanto dipende dallo sguardo degli studenti verso la LIM o il faccione dell'insegnante? Proviamo per questa volta ad andare oltre.

    Ecco alcuni dei tanti modi per ottenere un fantastico insuccesso e far sì che gli  studenti siano scontenti o scoraggiati oppure disarmati e demotivati nell'apprendimento.

  • Compiti per le vacanze, compiti per la vita...

    compitiUn dirigente scolastico ha invitato gli studenti a non eseguire i canonici compiti per le vacanze e in una circolare ha dato queste consegne:

    • Riposatevi e divertitevi
    • Coltivate le amicizie, anche nuove
    • Se potete viaggiare, fatelo
    • Poichè comunque potete ascoltare, guardare, leggere, fatelo: in particolare ascoltate musica, guardate film, leggete libri e fumetti e parlatene con i vostri amici
    • Tenete un diario, scrivete agli amici, preferibilmente lettere o email
    • Pulite un tratto di spiaggia, di prato, di bosco. Nei casi disperati cominciate pure dalla vostra camera
    • Dimenticate spesso il cellulare da qualche parte. Nei casi disperati dimenticatelo una sola volta, nel secchiello del ghiaccio, con molto ghiaccio.

    Questi compiti non saranno valutati. Saranno loro a valutare voi.

  • Composizione e analisi nelle prima fasi di studio dello studio dello strumento musicale

    Emanuele Pappalardoinsegnare alle ombre

    Composizione e analisi nelle prima fasi di studio dello studio dello strumento musicale
    Aspetti cognitivi, creativi, affettivi e relazionali. Una ricerca pedagogico-didattica

    ETS Edizioni, Pisa, 2023
    pag. 268, 29 Euro

  • Comunicare con gioco e movimento: il valore formativo e inclusivo del Sitting Volley

    Nel quadro delle attuali sfide educative, il tema dell'inclusione scolastica richiede un ripensamento delle pratiche didattiche per garantire a tutti gli studenti pari opportunità di partecipazione e apprendimento. Questo contributo si propone di documentare e analizzare criticamente un'esperienza di tirocinio in cui il Sitting Volley, è stato utilizzato come leva educativa e inclusiva, come strumento per promuovere le autonomie e la partecipazione di una studentessa con disabilità grave.

  • Con-tatto

    contatto La tematica della sessualità nelle persone con disabilità intellettiva continua a rappresentare un ambito delicato nel contesto educativo, spesso velato da resistenze culturali e pregiudizi radicati. Atteggiamenti che derivano da visioni stereotipate che tendono a considerare le persone con disabilità come "eterni bambini" privi di impulsi e desideri propri della sfera affettiva e sessuale.È fondamentale, invece, riconoscere la sessualità come componente essenziale dell'identità e come diritto inalienabile di ogni individuo. Essa costituisce uno dei "Cinque pilastri della vita adulta", elementi cardine per lo sviluppo armonico della persona e per il suo pieno inserimento sociale. Per favorire un approccio consapevole e rispettoso, risulta tuttavia indispensabile la collaborazione sinergica tra famiglia e istituzioni scolastiche. Sebbene non esista un curriculum strutturato obbligatorio per l'educazione affettiva, si tratta di una dimensione formativa cruciale per sviluppare competenze relazionali fondate sul rispetto reciproco e sulla comprensione del concetto di consenso.

  • Concorso docenti 2018: nuovo sistema di formazione e reclutamento

    book 791824 960 720In occasione della presentazione del Piano nazionale per la formazione degli insegnanti presentato ad Ottobre 2016 dal MIUR, Andreas Schleicher, Direttore del Directorate of Education dell’Ocse, ha affermato: “La qualità dell’istruzione non può mai prescindere da quella dei docenti […]. Ci aspettiamo che abbiano una profonda conoscenza di ciò che insegnano, che siano appassionati, che sappiano coinvolgere gli studenti, che sappiano rispondere ai loro differenti bisogni, che promuovano l’inclusione e la coesione sociale, che lavorino in team e siano collaborativi con le altre scuole e con le famiglie. Ma per raggiungere questi obiettivi, il sistema di istruzione deve porre la massima attenzione a come i docenti vengono reclutati, alla loro formazione iniziale […]”.

  • Conflitti nella scuola multiculturale: il ruolo dell'insegnante

    pregiudizioL’articolo propone una riflessione su alcuni particolari conflitti che si verificano nei contesti scolastici caratterizzati da eterogeneità sociale e culturale e su come tali conflitti possono essere gestiti dall’insegnante. A partire da una breve premessa riferita ad alcuni approcci teorici, è presentata l’analisi di due conflitti avvenuti in un gruppo di bambini e tra un genitore e l’insegnante, entrambi aventi come elemento in comune la discriminazione dell’altro per la sua diversità (odore e diverso colore della pelle). Nella gestione del conflitto l’atteggiamento assunto dall’insegnante diventa di particolare rilevanza per poter trasformare questo evento in un’occasione evolutiva della relazione e in una maggiore conoscenza tra coloro che ne sono coinvolti. Inoltre, capire quale sia il ruolo assunto dal pregiudizio e come questo venga utilizzato nelle dinamiche relazionali tra persone, può rappresentare, per l’insegnante, un ulteriore tassello interpretativo per la comprensione di quanto accade nel gruppo dei bambini e nella relazione tra adulti.

  • Considerazione inattuale sulla dispersione e l’alternanza scuola-lavoro

    alternanzaL’articolo propone una riflessione critica e costruttiva sull’impatto dell’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro nella didattica. Si affronta in particolare la delicata questione del se e come sia possibile ricondurla a “sistema”, nell'ottica di una scuola per la Democrazia e la Cittadinanza, piuttosto che al novero dei meri obblighi normativi, il cui adempimento acritico rischia a volte di snaturare il significato stesso dell’Autonomia scolastica.

  • Correct IT! – Formazione per la promozione di corretti stili di vita

    Correct ITNell’ambito progetto “Correct it!”, l’Università di Foggia – per l’Italia –, assieme ai partner europei coinvolti nel programma ERASMUS+ KA2, presenta il risultato del lavoro strategico portato avanti negli ultimi due anni: un corso di formazione “blended” sulla prevenzione dell’obesità e sulla promozione di stili di vita sani. Disponibile in versione open access, il percorso formativo, ricco di contenuti interattivi, è disponibile si rivolge a professionisti che si occupano di salute e benessere: nutrizionisti, dietisti, psicologi, infermieri, ostetrici, pedagogisti, insegnanti e istruttori sportivi. 

  • Correlazione fra compiti a casa e successo scolastico

    imgUno studio svolto dai ricercatori della Scuola di Psicologia dell’Universidade do Mlnho, in Portogallo, dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione dell’Universidad de A Coruña, in Spagna, e dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Universidad de Oviedo, in Spagna, pubblicata dalla Rivista Scientifica Frontiers in Psychology , ha voluto indagare la correlazione che esiste fra l’impegno messo nello svolgere i compiti a casa e i traguardi scolastici raggiunti.

  • Corretti stili di vita in classe, al via intesa Miur-Salute

    imgUna proposta educativa continuativa, e non una nuova materia, che ha l'obiettivo di promuovere la salute tra i ragazzi. E' quanto prevede l'intesa tra il Ministero della Salute e il Miur, rinnovato per la terza volta dai ministri Giulia Grillo e Marco Bussetti. L'intesa vuole dare una consapevolezza agli studenti degli istituti di ogni ordine e grado sui corretti stili di vita e sul consumo dell'alcol, tabacco e gioco d'azzardo. Tutte le scuole potranno affrontare, con le modalità ritenute più idonee, i reali bisogni educativi di ogni singolo studente, monitorando l'intero processo educativo.

  • Criticità della progettualità scolastica Erasmus+  

    logo erasmus

    L'articolo ha lo scopo di segnalare alcune frequenti criticità che emergono dalle candidature dei progetti Erasmus+ delle scuole italiane, soprattutto quelli legati allo scambio di buone pratiche (Azione Chiave 2). L’autore, europrogettista e docente con esperienza maturata nel settore della progettualità educativa, ha elaborato una casistica degli ultimi cinque anni di lavoro, in affiancamento a scuole di diverso ordine e grado sul territorio nazionale. L’argomento viene affrontato come un unicum tematicoda cui estrapolare i punti di debolezza ricorrenti, tutelando così la riservatezza delle 37 realtà scolastiche oggetto dell’analisi. Si tratta infatti di una dimensione che investe tutta la scuola italiana, considerato l’imminente avvio del nuovo ciclo di programmazione 2021-2027, che vede l’UE raddoppiare il budget destinato ad Erasmus+. Ad ogni problematica indicata nel contributo, fa seguito una riflessione pragmatica e ragionata nel quadro delle raccomandazioni della Guida al Programma 2020, al fine di elevare la qualità formale delle candidature.

  • Cultura digitale e istruzione superiore: la situazione in Italia e l’esempio del Se@ dell’Università di Ferrara

    competenze digitaliDa diversi anni l'Unione Europea prende provvedimenti per incentivare lo sviluppo delle competenze digitali nei Paesi membri agendo soprattutto in ambito formativo. Si prevede che tra qualche anno tali competenze saranno richieste in quasi tutti i posti di lavoro. Vi sono però da parte delle università ancora grosse difficoltà nel trasmettere cultura digitale. Questo contributo analizza la situazione degli atenei italiani in materia di competenze digitali citando in particolare l'esempio del Se@, il Centro di Tecnologie per la Comunicazione, l'Innovazione e la Didattica a distanza dell'Università di Ferrara che, in un panorama nazionale poco roseo, rappresenta un buon esempio di integrazione tra formazione e tecnologie digitali.

    For several years now, European Union has been taking measures to subsidize the development of digital competence in Europe, acting especially in educational contexts. Today digital competence is a much sought-after competence and it is expected that in a few years most jobs will request it. But University has still today difficulty in transmitting it. This review aims to analyse the current situation of digital culture in Italian universities mentioning the example of Se@ at the University of Ferrara: in a not very promising national context, the Se@ represents a bright example of integration of education and digital technologies.

  • Da collega a collega, dialogo sulla valutazione

    valutazioneQualche anno fa sono stata affiancata come tutor a una collega in anno di formazione. Durante i momenti dedicati all’ascolto e alla consulenza, la collega mi ha subito espresso il suo timore nell’affrontare l’atto valutativo. Cosa significa valutare e soprattutto come compiere questo atto educativo complesso, che pone molti docenti, anche esperti, sulla difensiva perché è esposto alle famiglie e agli studenti?

    Sono d’accordo con la giovane collega, il percorso valutativo è uno dei compiti più importanti e complessi che ci sono affidati ed è svolto all'interno di contesti in continuo cambiamento. Indubbiamente molti insegnanti preferiscono non assumersi rischi e scelgono di rimanere nel territorio più sicuro dei “compromessi delle risposte corrette”, come lo definisce Gardner. Molto spesso sia gli studenti, sia le famiglie preferiscono la tipologia di prove in cui l’alunno dà evidenza di efficacia riproducendo i contenuti del sapere tuttavia questo approccio rischia di generare conoscenza inerte e non mette gli studenti nelle condizioni di confrontarsi con situazioni reali.