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Gli occhi annacquati dal sonno improvvisamente interrotto, sempre persi in pensieri più grandi di lui, pronti a sorridere appena il mio sguardo si incrocia con il suo. E’ un mio alunno, un caro alunno. Abita lontano, in campagna e ora, grazie allo scuolabus, riesce a risparmiare tanta strada che prima percorreva a piedi per raggiungere la scuola. Arriva sempre in perfetto orario, eppure deve “trascinarsi” dietro la sorellina, un minuscolo fringuello con due occhioni azzurri e un tenero sorriso stereotipato sulle labbra.
Le scuole di ogni ordine e grado sono tenute a definire i Patti di Corresponsabilità Educativa, nei quali vengono delineate le modalità di collaborazione con le famiglie. Si tratta di provvedimenti importanti ma che spesso risultano ancora delle formalità burocratiche prive di reale efficacia. Questo articolo delinea alcune proposte concrete che possono guidare lo sviluppo di una costruttiva relazione tra la scuola e la famiglia.
Un pensiero costante nella vita di tutti i docenti è senz’altro quello di arrivare con la propria didattica ad aiutare la migliore espressione di sé di ogni alunna e alunno. A volte ci si chiede se sia davvero possibile farsi differenziali di sviluppo, cioè “aiutare gli alunni ad apprendere con un nuovo contratto educativo dove, in autonomia e con l’aiuto del docente, riescano a risolvere il compito di apprendimento in una condizione in cui non si sentano soli, ma insieme ai compagni e con il supporto dell’insegnante" (D. Lucangeli, 2020).
Ripartono, dopo la pausa natalizia, le attività di formazione del Polo Europeo della Conoscenza I.C. Bosco Chiesanuova, in provincia di Verona, rete di scuole permanente che ogni anno organizza oltre 70 corsi di formazione gratuita per insegnanti, operatori della formazione e genitori.
L’articolo tratta di un caso di amartoma ipotalamico in un bambino di 8 anni, ancora in trattamento. Si tratta di un tumore benigno raro, per il quale la letteratura offre ancora pochi spunti operativi per sostenere, sul versante educativo e didattico, i soggetti che ne sono colpiti e le loro famiglie nel percorso abilitativo (e, talvolta, riabilitativo) necessario. Tale lavoro vuole presentarsi come un contributo a tale settore di ricerca, ancora in via di sviluppo.

L’articolo presenta un’esperienza didattica che consente di comprendere come può essere utilizzato il potente linguaggio matematico dei frattali per descrivere fenomeni naturali e risolvere problemi reali. Si tratta di un approccio sperimentale laboratoriale, basato sui principi del costruttivismo, che permette di attuare una didattica interdisciplinare tra la matematica e le scienze naturali.

Quello delle vacanze studio è un trend sempre più in crescita in Italia, in quanto oramai sempre più genitori decidono di “investire” nel futuro dei figli mandandoli all’estero sin da piccoli a imparare le lingue. Se prima erano soprattutto i ragazzi del liceo a prender parte a questa esperienza, oggi molti alunni iniziano già intorno agli 8-9 anni, età in cui imparare una lingua è sicuramente più semplice.
Elisabetta Patruno
Verso una nuova docenza
Guida per il concorso docenti e TFA sostegno
Erga/Vesepia, Genova, 2020
pag. 318, 17,00 Euro
Si è concluso lo scorso 18 giugno a Murcia, in Spagna, il progetto intitolato “La violenza negli incontri tra i giovani” – acronimo VIDA Youth vedi https://vida-youth.net/- iniziato nell’ottobre 2016 finanziato nell’ambito del programma Erasmus + (codice 2016-1-IT03-KA205-007935) che coinvolge partners europei come Cipro, Grecia, Italia, Portogallo, Repubblica Ceca e Spagna, con l’obiettivo di diffondere nelle scuole e nelle associazioni giovanili un manuale per la prevenzione di situazioni violente tra i giovani, uno scambio di buone pratiche a livello europeo ed occasione di riflessione per studenti ed insegnanti.
Ridurre il ricorso al gergo e allo slang migliora la qualità dell'istruzione e dei risultati scolastici. La dimostrazione arriva dalla Harris Academy Upper Norwood di Londra dove l'idea del corpo docente di bandire parolacce ma anche contrazioni e vocaboli troppo colloquiali si è rivelata vincente.
Dopo aver elaborato la distinzione tra conflitto e violenza, l’articolo approfondisce le diverse forme di violenza presenti nel contesto scolastico. La prospettiva teorica scelta è quella pedagogico-educativa, a partire dai contributi dei progetti nazionali e internazionali sul tema volti alla prevenzione e al contrasto delle forme di violenze a scuola. Infine, sono fornite anche delle possibili strategie da adottare nella pratica scolastica.
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