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#scuola

  • Sono un ragazzo

    alunno

    Sono un ragazzo.
    Vengo a te mio insegnante.
    Ti porto un sussurro.
    Riesci a udirne la poesia?

    Sono un ragazzo.
    Vengo a te mio insegnante.
    Mi dirai cosa pensare,
    o mi mostrerai come farlo?
    Mi insegnerai le risposte oppure la magia del porre buone domande?

  • Stare bene a scuola si può: vademecum per un buon clima in classe

    clima classeIl clima della classe è il frutto di un infinito intreccio di condizioni che possono essere create a partire dalla consapevolezza del docente della propria funzione di guida. In questo articolo si presentano una serie di indicazioni distinte nei diversi momenti di rapporto con la classe, che ogni docente può facilmente applicare durante la sua attività. Nella seconda parte, l’Autrice si sofferma a presentare una serie di attività educative che possono essere messe in atto per favorire un clima di classe positivo.

     

  • Storia dell’arte e restauro: il contributo delle visite guidate

    restauroLe visite guidate rappresentano una modalità didattica molto efficace per avvicinare gli studenti all’affascinante e complesso mondo dell’arte. La focalizzazione sui restauri compiuti nel corso del tempo può favorire una visione più articolata e interessante del patrimonio artistico del nostro Paese. L’articolo si sofferma sulle condizioni per valorizzare le visite guidate in funzione didattica.

     

  • Strategie di intervento per le classi difficili. Una sinergia tra insegnanti e psicologo scolastico.

    copertinaIl Gruppo di Lavoro Nazionale di Psicologia Scolastica presenta in questo ebook i risultati ottenuti dalla sua indagine del 2018 sulla percezione dello psicologo da parte degli insegnanti.

    L'intento era quello di indagare le reali esigenze della scuola, attraverso chi la scuola la vive quotidianamente, in modo da poter pensare ed eleborare delle strategie di intervento che potessero essere veramente utili ed efficaci.

    I bisogni principali che sono emersi da questa ricerca riguardano proprio la gestione delle classi difficili, con particolare attenzione ai temi del bullismo, dello stress lavoro-correlato, dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento e degli altri Bisogni Educativi Speciali.

    E allora come può intervenire efficacemente lo psicologo scolastico?

    Quali strategie possono essere suggerite agli insegnanti, in modo che possano avere strumenti efficaci e concreti per agire?

    Come può svilupparsi una vera sinergia tra psicologi e docenti?

    In questo ebook troverete le risposte. Per poterlo scaricare cliccate sul link: https://gdlpsicologiascolastica.wordpress.com/2019/12/20/ebook-strategie-di-intervento-per-le-classi-difficili/

  • Studente modello querela il prof che gli ha abbassato la media

    imgVoti eccellenti in tutte le materie, ma l'inglese proprio non gli andava giù, infatti si è beccato un votaccio nell'ultima interrogazione: un 3 che gli ha rovinato la media.E' così lo studente modello, un friulano di 16 anni, ha deciso di querelare il professore di lingue straniere. Il caso risale alla scorsa primavera, ma ora è arrivata la decisione del Gip che ha archiviato il caso. La famiglia del giovane si è opposta però all'archiviazione.

  • Studiare con l'ausilio della rete

    pcDizionari, enciclopedie ed altri tradizionali sussidi per lo studio sembrano destinati ad un ruolo sempre più marginale. Oggi si studia con l'ausilio della rete, che offre informazioni, traduzioni, compiti svolti e quant'altro può servire ad uno studente per lo svolgimento delle proprie attività a casa.

  • Studiare troppo non serve a migliorare i risultati scolastici

    studenteBasterebbe un’ora di compiti a casa per un buon successo scolastico. Lo affermano i ricercatori dell’Università spagnola di Oviedo grazie ad un’approfondita ricerca pubblicata sul Journal of Educational Psychology.

  • Studio di uno strumento musicale: motivazioni e pressioni sociali

    strumentiLa percezione sociale della musica a puro svago o a competenza specifica di pochi eletti sta facendo perdere nelle programmazioni educative le enormi potenzialità che tale sapere nasconde (Toto, 2016). Significativa è la constatazione che le ore riservate all’educazione musicale nella scuola secondaria di primo grado sono soltanto due per settimana, e che l’insegnamento della musica nella scuola secondaria di secondo grado è pressoché assente o relegato solo ad alcuni istituti. Quasi imbarazzante è la totale assenza di qualsiasi tipo di insegnamento musicale persino nei licei classici, ove sarebbe doveroso introdurre da parte del legislatore almeno lo studio della storia della musica. Evidentemente il legislatore (e la società civile) ritiene la musica una realtà ancora avulsa dalla cultura, quasi una monade il cui sviluppo è indipendente dai fatti culturali e storici che l’ha generata. In altri termini la musica sembra essere ancora poco riconosciuta come prodotto dell’uomo dall'elevato valore culturale.

  • Sulla poesia a scuola

    poesia a scuolaIn mezzo alla società pochi cenacoli di piccola lirica biografica, scaffali filiformi negli angoli delle librerie, case editrici in gran parte a pagamento. E poco altro. Non si legge poesia, non si vende. Però a scuola è viva e vegeta, anzi è al centro del sapere. Curioso paradosso, ma neanche troppo. Oramai leggiamo trame, le frasi dei libri devono essere trasparenti, ci dà fastidio il periodo lungo: la lettura è vedere, somiglia ai film. Non è più sentire, ascoltare, toccare. Degustare il vestito delle storie.
  • Sulle classi differenziali (dedicato ad un collega insegnante)

    classi differenzialiAvrei giurato che fossero estinti da una vita. Forse è perché ho la fortuna di frequentare generalmente persone di un certo spessore umano. Invece no, mi sono sbagliata: incredibilmente, esistono ancora! Li ho sentiti con i miei orecchi, esistono ancora insegnanti che sono per le classi differenziali. Sì, esattamente: aspirano a un bel ghetto, in cui internare -finalmente liberandocene!- i vari alunni “problematici”, quelli con disabilità, disturbi di apprendimento, difficoltà cognitive, DSA, ADHD, QI sotto a un dato livello e naturalmente handicap di vario tipo. Ma è soprattutto “per loro” che lo vogliono, “per il loro bene”, perché “tanto, in una classe di ‘normali’ sentirebbero sempre la loro ‘diversità’; emergerebbe sempre il divario rispetto agli altri e sarebbe frustrante confrontarsi quotidianamente con loro, con quelli bravi,...poverini”.

  • Tails & Trails: un viaggio in cui ogni percorso apre la strada all’inclusione

    Il progetto “Tails & Trails”, sviluppato in una classe II di un Istituto Tecnico ad Indirizzo Agraria, nasce dall’incontro tra l’osservazione attenta e costante del gruppo classe e l’universo interiore di Tommaso, studente con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico di Livello 1. La sua profonda passione e conoscenza del mondo animale si è trasformata in una straordinaria occasione formativa, capace di orientare la classe lungo un percorso di crescita individuale e collettiva. Attraverso tre fasi progressive, gli studenti hanno intrapreso un vero e proprio viaggio didattico, in cui ogni tappa ha permesso di valorizzare unicità, accendere motivazioni, creare connessioni e rendere tangibile l’inclusione.

  • TAR: nella scuola primaria la bocciatura deve essere un'eccezione

    bambini distrattiIl Tar del Lazio si allinea alle sentenze precedentemente pronunciate da altri Tribunali Amministrativi Regionali e, con la sentenza n. 8686/2024 del 9 settembre, annulla la decisione di una scuola di bocciare un’alunna che, per la seconda volta, si trovava a ripetere la quinta primaria.

    Il ricorso presentato dai genitori della minore, dopo che questi avevano cercato di sostenere la ragazza nel percorso di miglioramento e di crescita, con lezioni pomeridiane e supporto formativo, aveva nello specifico contestato la motivazione portata dalla scuola, circa numerose assenze e scarso rendimento.

     

  • Tecnologie emergenti e inclusione scolastica: un’esperienza didattica con l’intelligenza artificiale

    AIL'articolo presenta un’esperienza di tirocinio realizzata in una scuola secondaria di secondo grado, finalizzata alla promozione dell’inclusione attraverso l’integrazione di metodologie attive, tecnologie digitali e linguaggi espressivi. Il progetto ha coinvolto una studentessa con disabilità all’interno di un percorso interdisciplinare centrato sul tema del monachesimo medievale.
    Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione dei punti di forza dell’alunna — in particolare le competenze digitali — come leva per il potenziamento delle abilità comunicative e relazionali. L’impiego dell’intelligenza artificiale, attraverso strumenti di sintesi vocale e ambienti immersivi, è stato concepito non come fine ma come mediatore didattico, capace di facilitare la partecipazione e ridurre le barriere all’apprendimento. Il contributo intende offrire spunti operativi e riflessioni critiche per una didattica inclusiva che integri in modo consapevole l’innovazione tecnologica.

  • Tecnologie sempre più presenti a scuola

    tecnologia scuolaIl rapporto tra la scuola e la tecnologia è un tema che fa discutere già a partire dall’inizio degli anni 2010. In Italia, infatti, cominciarono a comparire le cosiddette “LIM”, ossia le Lavagne Interattive Multimediali, dove alcuni studenti delle scuole medie e superiori iniziarono a tracciare linee di geometria, svolgere equazioni di algebra e sfogliare pagine di antologia su questo nuovo, rivoluzionario dispositivo tecnologico. Quindici anni dopo, la tecnologia è ormai una parte integrante del tessuto educativo italiano, sebbene alcune scuole risultino maggiormente munite di altre sotto questo punto di vista. Ma qual è il punto della situazione? 

  • Tempo scuola creativo: classi di primaria a 36 ore a Firenze

    imgChe la normativa scolastica non sia esattamente il punto di forza dei dirigenti scolastici lo dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la disinvoltura con cui in certe scuole di Firenze ci si dà al tempo scuola creativo, con classi da 36 ore settimanali: maestre con il venerdì pomeriggio libero e alunni affidati a laboratori doposcuola a pagamento.

  • Tessere relazioni: istruzioni per l’uso

    MoodLa riflessione pedagogica degli ultimi decenni ha evidenziato l'importanza del clima di classe quale strumento in grado di creare “luoghi” che possono influenzare il modo in cui ognuno si pone di fronte alle diversità e dove  tutti gli studenti si possono sentire valorizzati e supportati nel loro percorso di sviluppo.
    Il progetto descritto è un esempio di intervento inclusivo che si è posto l’obiettivo di  stimolare l’acquisizione di competenze comunicative e relazionali tra pari al fine di promuovere un clima positivo e collaborativo che possa sostenere l’apprendimento attraverso le interazioni, l’arte e la creatività. Il coinvolgimento attivo dei  compagni di classe, nella funzione di supporto, non è stato solo a beneficio della studentessa con disabilità, ma anche della convinzione che il contatto con la sua fragilità possa rappresentare un'occasione per maturare alcuni valori civili fondamentali, come la reciproca interdipendenza, la solidarietà e il senso di appartenenza ad un gruppo.

  • The power of creativity: l'importanza della creatività nella formazione delle persone con disabilità

    Power of Creativity web PNG 320x411Secondo il World Report on Disability oltre un miliardo di persone, circa il 15% della popolazione globale, è affetto da qualche forma di disabilità. Trovare il loro posto nella società, manifestare i propri talenti e sentirsi utili risulta, per queste persone, spesso difficile in quanto il sistema tende a definirli come “poco funzionali” e pertanto non impiegabili in attività lavorative o organizzative. Inoltre, le istituzioni pubbliche spesso accompagnano le persone disabili solo fino alla maggiore età, lasciando poi l’onere e la responsabilità in mano alle famiglie che decideranno se tenerli a casa o affidarli a qualche struttura assistenziale privata, soluzioni entrambe che difficilmente aiutano a delineare per queste persone un percorso di maggiore autonomia.

  • Troppo rumore in classe peggiora la pagella

    imgStudenti smemorati, con scarse abilità di linguaggio e di comprensione. La colpa potrebbe non essere solo dei ragazzi, ma del rumore scolastico. Il continuo brusio, lo stridere del gesso sulla lavagna, le sedie e i banchi che strisciano sul pavimento: nelle classi italiane si superano spesso i 70 decibel e studi recenti dimostrano come un eccesso di rumore possa impattare negativamente sul rendimento degli allievi, facendo diminuire le capacità mnemoniche, di comprensione dei testi e delle lezioni.

  • Tutele per gli assistenti alla autonomia e comunicazione degli alunni con disabilità

    disabiliGli assistenti alla autonomia e comunicazione, gli operatori socio educativi che supportano gli alunni con disabilità sensoriali, psicofisiche a scuola chiedono tutele e stabilizzazione.
    Si fa portavoce della richiesta la FIRST (Federazione italiana rete sostegno tutela diritti delle persone con disabilità), e interessa 50mila operatori a sostegno dei processi di inclusione scolastica. Si tratta di una figura professionale prevista dall’articolo 13 della L.104/92, non è attualmente normata, per la quale manca una definizione univoca per quanto riguarda ruoli, funzioni, percorsi formativi e trattamenti economici. 

  • Un messaggio ai giovani che fanno scuola ma non a scuola

    cigno nero... Quando la vita “traballa”, ti attacchi alle cose che sostengono e danno forza. Alle cose che aiutano a definire in cosa consisti. Quando si “trema”, come con il terremoto, allora vuoi la scuola. Vuoi che ci sia per te, che ti aspetti, vuoi potervi rientrare presto. Per riavere il tuo presente e con esso costruire il tuo futuro. Ma il presente ora è diverso...