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L'Apprendimento integrato dei contenuti e della lingua straniera (CLIL) si riferisce all'insegnamento di qualsiasi materia non linguistica che utilizza come lingua veicolare una lingua straniera. L’articolo esplora concretamente le possibilità di un apprendimento delle lingue anche con il contributo dell’Educazione Fisica.
Oggi la conoscenza di una o più lingue straniere ha assunto una rilevanza strategica, soprattutto nel contesto di una società globalizzata e in rapida trasformazione nella quale gli approcci didattici tradizionali non sono più sufficienti. Per queste ragioni la scuola deve dotarsi di nuovi approcci metodologici per l’insegnamento delle lingue straniere: tra questi ricordiamo la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), che consente di svolgere i programmi disciplinari non linguistici in lingua straniera veicolare.
Nel contesto scolastico, una delle maggiori sfide per i docenti riguarda la necessità di strutturare un processo di insegnamento-apprendimento in grado di fornire una risposta adeguata in termini didattici a un gran numero di studenti con bisogni individuali e diverse esigenze. In questa direzione il modello metodologico TGfU (Teaching Games for Understanding) si basa su un approccio “learner centered” e può influenzare in modo significativo la motivazione e l’apprendimento degli alunni. L'articolo intende presentare questa metodologia ed individuare le implicazioni didattiche d’intervento per lo sviluppo di conoscenze e competenze da parte degli alunni nelle attività motorie e sportive.
In the school context, one of the greatest challenges for teachers regards the need to structure a teaching-learning process able to provide an adequate educational response to a large number of students with individual and different needs. In this direction the TGFU "Teaching Games for Understanding" methodological model is based on a "learner centered" approach and can significantly influence pupils’motivation and learning. The main objective of this work is to analyze this methodology and identify the teaching implications of intervention for the development of knowledge and skills of pupils in motor and sport activities.
Il benessere relazionale si fonda sul principio pedagogico del riconoscimento dell’altro come soggetto portatore di una storia, di pensieri e di comportamenti che sono degni della massima attenzione. Per promuovere il benessere a scuola, in questa prospettiva, è necessario pensare alla classe come un gruppo sociale nel quale ciascun alunno trova possibilità positive per sviluppare le proprie peculiarità e, grazie a queste, contribuire alla costruzione di un'identità comunitaria. I docenti che hanno compreso l'importanza di questo aspetto educativo possono sviluppare il gruppo-classe attraverso la narrazione biografica. Si tratta di un processo che rende il gruppo di alunni più coeso e previene la patologia dell’interazione sociale, come emarginazione, discriminazione e bullismo.

Con la "Buona Scuola" la formazione continua degli insegnanti è diventata uno degli strumenti strutturali a sostegno del ruolo docente. Paradossalmente, chi ha fatto della didattica la propria professione rischia di non cogliere l’occasione di utilizzare la formazione per il miglioramento continuo, sia attraverso la riflessione sulle proprie pratiche sia per avviare azioni di ricerca ad ampio raggio, in collaborazione con i colleghi, il mondo accademico, le famiglie e il territorio. L’articolo si addentra su questi temi, sottolineandone criticità ed opportunità.

L’articolo tratteggia alcune difficoltà dei sistemi di istruzione nei Paesi Arabi, con particolare riferimento alla situazione dell’Egitto. Risulta interessante scoprire come le facoltà umanistiche siano preferite a quelle scientifiche in vista di carriere lavorative nelle amministrazioni statali. Le conclusioni depongono a sostegno di una urgente necessità di ammodernamento della didattica e di collegamento della scuola con il mondo produttivo.
Prendendo avvio dal “caso” della ChatGPT, che ha suscitato grande interesse su scala internazionale e dato origine a un dibattito alquanto serrato in vari contesti intellettuali per le sue notevoli potenzialità, questo contributo offre alcuni spunti di riflessione circa le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale (AI), con un approccio dialettico e problematizzante. In particolare, sono affrontate questioni di tipo psico-cognitivo, socioculturale ed etico-politico in merito al rapporto fra le super-macchine informatiche capaci di autoapprendimento e le attività umane legate alla società dell’informazione e della conoscenza.
L’ansia relativa alla matematica si può definire come un’apprensione ed una paura che l’individuo sviluppa nei confronti della matematica. Livelli molto alti di ansia per la matematica hanno delle ripercussioni negative sulla vita quotidiana delle persone. Per esempio, possono far perdere delle opportunità lavorative.
Il clima di accelerazione storica del mondo contemporaneo con i suoi ritmi sempre più frenetici e vorticosi ha investito anche la scuola, che spesso non rispetta i tempi di apprendimento dei bambini e li costringe ad una spasmodica corsa, finalizzata al raggiungimento di sempre più incalzanti obiettivi ed alla realizzazione delle più varie proposte progettuali.
L’immagine che emerge è quella di una realtà fittizia, che rischia di essere divergente rispetto alle reali aspettative dei nostri alunni ed ai loro bisogni essenziali.
Lo scenario comunitario (sociale, educativo, familiare) contemporaneo ha in sé significativi intoppi di natura esistenziale, socio-relazionale ed emotiva che inevitabilmente impattano con il processo di nascita, crescita e sviluppo di qualsiasi tipo di comunità, da quelle provvisorie a quelle più radicate nel tempo come la famiglia.
Nonostante, il personale docente sia continuamente inserito in corsi di formazione, c’è un sottopassaggio sconosciuto a cui i docenti purtroppo ancora non accedono: la formazione su se stessi.
Quante volte abbiamo sentito docenti dire: “io gli parlo e lui non mi ascolta” oppure “è maleducato” oppure “è disinteressato ad ogni cosa”.
L’importanza della qualità della relazione fra insegnante e alunno, come fattore determinante il benessere dello studente, è cosa documentata da tempo. Gli studenti nel primo ciclo dell’istruzione (scuola primaria e scuola secondaria di primo grado) passano circa 7751 ore con i loro insegnanti. I docenti utilizzano queste ore per aiutare i loro allievi ad acquisire le conoscenze e le competenze nell’ambito dei saperi. Inoltre, essi forniscono ai propri discenti la competenza sociale, ovvero quegli strumenti che agevoleranno nel futuro l’ingresso nella società.
La poesia per bambini ha attraversato molte fasi evolutive negli ultimi anni. A partire da Rodari, si è tracciata una strada nuova che ha permesso agli autori di proporre poesia raffinata ma allo stesso tempo divertente, giocosa e capace di mescolare più linguaggi. Eppure, a scuola permangono molte diffidenze verso il testo poetico, visto spesso come antico, noioso, melenso. Gli insegnanti hanno la responsabilità di proporre testi di qualità, su cui far riflettere, giocare, sperimentare, gustare, ascoltare. L’articolo mette a fuoco questi temi, offrendo anche la sintesi di una ricerca che ha coinvolto oltre duecento insegnanti della scuola primaria.

L’articolo affronta, senza pretese di esaustività, il delicato tema della formazione iniziale e continua degli insegnanti, in particolare di coloro che si dedicano alle materie scientifiche. Non manca, nella seconda parte, un riferimento al rapporto tra insegnamento e tecnologie informatiche, che secondo l’autore dovrebbero essere implementate come utili risorse per l’apprendimento.
La grande maggioranza dei genitori tedeschi promuove l’inclusione scolastica dei disabili o, più esattamente, le scuole che praticano l’inclusione. La cosa non era scontata. Il tema è complesso. Uno dei più significativi meriti della scuola italiana è avere intrapreso e realizzato fin dagli anni settanta l’inclusione scolastica dei disabili, gli handicappati si diceva allora. Le resistenze furono molte, ma sono state vinte dall’esperienza. Finalmente nel 2009 l’inclusione è stata sancita dalle Nazioni Unite. Così, dopo l’Italia, anche altri paesi si sono mossi, tra gli altri la Germania e i suoi land. Vittorioso a livello istituzionale, il principio dell’inclusione pareva che continuasse a trovare resistenze nell’opinione pubblica e nelle famiglie.
La tutela dei dati personali è certamente un tema di rilevante importanza, che rischia però di raggiungere livelli parossisitici al punto da "ingessare" attività che avrebbero bisogno di essere svolte con fluidità, come i temi in classe.

La Realtà Aumentata (Augmented Reality) è una tecnologia che consente di aggiungere contenuti virtuali ad un ambiente fisico in forma interattiva e in tempo reale. L’articolo spiega come tale tecnologia possa essere utilizzata a scuola per favorire i processi di insegnamento-apprendimento, esemplificando attraverso un’esperienza didattica per l’insegnamento delle Scienze della Terra.
L’articolo esplora il potenziale della realtà virtuale (VR) come strumento per la didattica inclusiva e lo sviluppo delle competenze socio-emotive negli studenti con bisogni educativi speciali (BES). Attraverso un'indagine su 920 docenti delle scuole superiori, sono state analizzate conoscenze, percezioni ed esperienze sull'uso della VR in ambito educativo. I risultati evidenziano quanto sia necessario investire nella formazione degli insegnanti, nella progettazione di contenuti educativi VR personalizzabili e nel promuovere la collaborazione tra scuole, università e centri di ricerca.
L’articolo propone un’analisi della relazione tra docente ed alunni secondo la prospettiva poco esplorata della simbiosi patologica. Le relazioni simbiotiche sono disfunzionali, per l’alunno ma anche per l’insegnante coinvolto. Per poter districarsi in tali relazioni, l’autrice fornisce i riferimenti essenziali dell’Analisi Transazionale di Eric Berne.
Nell’ambito dei processi di modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, peculiare rilevanza ha assunto la scelta di modelli di trasparenza e comunicazione finalizzati a costruire una relazione dinamica con cittadini ed utenti. In particolare, sotto la spinta dei principi introdotti dalla legge 7.8.1990, n. 241, le amministrazioni hanno cominciato ad utilizzare varie tecniche di rendicontazione sociale. La Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica del 17 Febbraio 2006 ha chiarito che la rendicontazione sociale delle amministrazioni pubbliche ha lo scopo di fornire risposte ai bisogni comunicativi dei diversi interlocutori, siano essi singoli cittadini, famiglie, imprese, associazioni.
Gli strumenti di attuazione della rendicontazione sociale sono diversi e molteplici, ma tra essi il bilancio sociale pubblico può essere considerato il principale. Il bilancio sociale è definibile, pertanto, come il documento, da realizzare con cadenza periodica, nel quale l’amministrazione riferisce, a beneficio di tutti i suoi interlocutori privati e pubblici, le scelte operate, le attività svolte e i servizi resi, dando conto delle risorse a tal fine utilizzate, descrivendo i suoi processi decisionali ed operativi (2).
L’articolo descrive gli elementi necessari alla struttura della riabilitazione a distanza dei disturbi specifici di sviluppo in età evolutiva. Nella seconda parte viene presentata un’esperienza di terapia logopedica pensata e realizzata nel corso del lockdown e delle successive limitazioni, con alcune riflessioni sulle possibilità di mantenere, una volta risolta l’emergenza, un modello integrato di terapia riabilitativa logopedica in età evolutiva, sia in presenza sia a distanza.
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