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L'articolo descrive un progetto multimediale realizzato in una classe terza di un Liceo delle Scienze Umane, incentrato sulla figura di Gino Bartali, Giusto dell'Umanità. Il progetto ha avuto come obiettivo principale il superamento degli individualismi e la costruzione di un gruppo classe coeso e inclusivo, attraverso l'utilizzo di metodologie didattiche attive e strumenti digitali innovativi. La realizzazione di un cortometraggio, frutto del lavoro collaborativo degli studenti, ha costituito il cuore del percorso, portando alla luce talenti inaspettati e favorendo la piena partecipazione di tutti, compreso uno studente con disabilità. Il progetto dimostra come l'intreccio tra tecnologia, narrazione storica ed educazione emotiva possa trasformare una classe in una vera comunità di apprendimento.
La prima volta che ho letto il libro Cuore avevo otto anni: era il regalo della mia maestra per la Prima Comunione. Lei sembrava proprio nata dalla penna di Edmondo De Amicis, perché era buona e paziente, aveva un modo pacato di rapportarsi con noi alunne, che considerava delle figlie, visto che lei non aveva provato la gioia della maternità , ma soprattutto perché era capace di infondere quei buoni sentimenti che non passano mai di moda.
Il racconto di Enrico, il protagonista del libro Cuore, mi appassionava e mi catapultava in una scuola in cui si esaltavano i valori della famiglia, della patria, del rispetto e della solidarietà. Eppure, anche allora non mancavano le criticità: invidia, superbia, reiterati atti vessatori nei confronti di coetanei, che oggi definiremmo “bullismo”, ma c’era il mondo degli adulti pronto a redarguire, a insegnare, a dimostrare, con l’esempio, la sua autorevole capacità di indirizzare le menti dei bambini verso finalità positive.
Il 15% degli studenti italiani non finisce le superiori. Il fenomeno della dispersione scolastica nel nostro Paese, nonostante in forte calo negli ultimi anni, continua a essere preoccupante. E da noi la percentuale dei cosiddetti Early School Leavers è più alta rispetto alla media europea, che si attesta all’11,2%. A lasciare precocemente gli studi sono sempre in maggioranza i maschi, che nel 2014 hanno rappresentato il 15,4% a fronte del 10,2% delle ragazze.
L'introduzione dell'Intelligenza artificiale (AI) nella scuola rappresenta una delle sfide più significative e affascinanti per l'educazione contemporanea. Anche la scuola primaria, nella sua funzione di preparare gli alunni a comprendere e a interagire con il mondo che cambia, ha il compito di educare agli strumenti tecnologici che sempre più spesso plasmano la realtà quotidiana, come l’AI. L’articolo presenta un’esperienza di utilizzo dell’intelligenza artificiale con due classi quinte della scuola primaria, finalizzata a sviluppare abilità trasversali come il pensiero critico, la risoluzione di problemi complessi e la collaborazione tra pari.
L’articolo presenta un progetto inclusivo da rivolgere ad una prima classe della Scuola Primaria in cui è presente un compagno con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico. Utilizzando strumenti alternativi al linguaggio orale, i bambini impareranno che la comunicazione è necessaria per esprimersi, relazionarsi ed entrare in contatto con l’ambiente circostante e che questo è fondamentale anche per chi è impossibilitato ad usare la parola.
Ci sono delle persone che incontri casualmente nel tuo cammino e lasciano un segno indelebile e che t’insegnano, con il loro esempio e le loro qualità, più delle centinaia di libri che hai letto o degli insegnamenti che hai ricevuto in tanti anni di studi. A me è successo con Gianfranco Zavalloni.
In uno studio svolto dai ricercatori della Scuola Universitaria di Ingegneria dell’Università di Osaka, in Giappone, e dai ricercatori dell’Istituto Internazionale di Ricerca in Telecomunicazioni Avanzate del Giappone, pubblicata dalla Rivista Scientifica Frontiers in Psychology, si è saggiato l’effetto dell’introduzione di un robot, che ha una comunicazione simile a quella umana, come sostituto di un insegnate nell’ambito dell’educazione scolastica dei bambini, in particolare nell’educazione all’ascolto. Questa macchina, denominata Hugvie, è stata utilizzata per raccontare ai piccoli delle storie adatte alla loro età. Il robot, inoltre, ha svolto tutte le funzioni di un insegnante, richiamando, anche, i bambini all’attenzione verso quello che stavano ascoltando.
Cara/o lettrice/ore, ci piacerebbe condividere con Te il nostro punto di vista rispetto allo sciopero del Comparto Scuola per dimostrare dissenso sulle prove INVALSI.
Le prove erano programmate per i giorni 5 e 6 Maggio e per evitare che coincidessero con lo sciopero l’INVALSI le ha spostate di un giorno, giovedì 7 Maggio. Per tale motivo, e non unico, numerosi genitori, solidali con i docenti e con la comunità scolastica, hanno ritenuto dare un segnale a chi governa non portando i propri figli a scuola il 7.
È stato chiaro a tutti che spostare una prova già programmata da tempo, contro la quale si è dichiarato uno sciopero, è un comportamento anti sindacale, perciò contrario alla legge.
È possibile imparare a conoscere e riconoscere le emozioni attraverso le arti e il proprio corpo?
Il progetto Emozioni: istruzioni per l’uso, ha avuto l'obiettivo di promuovere l’inclusione scolastica e la valorizzazione del singolo, trasformando l’aula in uno spazio di ascolto, rispetto e consapevolezza. L’esperienza educativa ha intrecciato saperi scolastici, attività creative e modalità di lavoro collaborativo, dando vita a un percorso ricco e stimolante. Gli alunni hanno avuto l’opportunità di esplorare e dare voce al proprio mondo interiore, potenziando le competenze cognitive e metacognitive, le abilità relazionali e la capacità di regolare le proprie emozioni. L’utilizzo mirato di tecnologie digitali ha dato nuova forza ai concetti e alle riflessioni maturate durante il percorso, rendendo le esperienze vissute più fruibili e coinvolgenti.
Nel panorama educativo contemporaneo, la scuola è chiamata a confrontarsi con una sfida sempre più complessa e, insieme, sempre più necessaria: tenere insieme apprendimento disciplinare, inclusione e orientamento al progetto di vita degli studenti. In questa prospettiva si colloca l’esperienza “ETA Viaggi: eco-travel agency”, un percorso didattico realizzato in una classe quarta di un Istituto professionale, nato dall’intento di costruire un’attività capace di integrare educazione civica, competenze digitali e metodologie collaborative, promuovendo partecipazione, autonomia e consapevolezza.
Fin dall’inizio, il progetto non è stato pensato come una semplice sequenza di attività scolastiche, ma come un’esperienza concreta e significativa, in grado di mettere gli studenti nella condizione di agire, scegliere, confrontarsi e costruire insieme un prodotto comune. In questo senso, la proposta si è configurata come un autentico laboratorio di vita, nel quale i contenuti disciplinari hanno trovato senso dentro un compito reale e condiviso.
Generalmente quando si parla di “ambiente di apprendimento” l’immagine che compare immediatamente ai nostri occhi è quello della classe, arredata con banchi, sedie, cattedra e lavagna. L’associazione tra i due termini è immediata forse perché da sempre la classe ha rappresentato il principale luogo dedicato all’acquisizione di contenuti e abilità. Essa però non è certo l’unico ambiente nel quale gli studenti apprendono. Ne esistono tantissimi altri, molti dei quali legati alla vita quotidiana e per tale motivo, negli ultimi tempi, i metodi educativi si stanno evolvendo sempre di più per dare ai bambini un modo di apprendere quanto più possibile vicino all’ambiente che li circonda.
Il Debate, o dibattito regolamentato, è una metodologia attiva, cooperativa e per problemi organizzata secondo un protocollo, ossia l’insieme delle regole che struttura e contraddistingue il dibattito da altre modalità didattiche. L’articolo presenta la concezione modulare del protocollo, ossia come esso possa essere concepito come un insieme di moduli da combinare a seconda delle esigenze, valorizzando la progettualità del docente e le specificità dei contesti di apprendimento.
Sono giorni difficili, i legami familiari si sono allentati per il necessario isolamento che non consente di avere vicino figli, nipoti, amici. Ho contatti email con una mia cara nipotina alla quale invio semplici lezioni cercando di proporgliele con un linguaggio semplice e discorsivo, sperando che questo tempo ingrato riesca a infonderle un pò di serenita' e speranza. Stimolata dalla sua naturale e particolare vena poetica oggi le ho inviato una lezione diversa dalle altre.
Gli occhi annacquati dal sonno improvvisamente interrotto, sempre persi in pensieri più grandi di lui, pronti a sorridere appena il mio sguardo si incrocia con il suo. E’ un mio alunno, un caro alunno. Abita lontano, in campagna e ora, grazie allo scuolabus, riesce a risparmiare tanta strada che prima percorreva a piedi per raggiungere la scuola. Arriva sempre in perfetto orario, eppure deve “trascinarsi” dietro la sorellina, un minuscolo fringuello con due occhioni azzurri e un tenero sorriso stereotipato sulle labbra.
Le scuole di ogni ordine e grado sono tenute a definire i Patti di Corresponsabilità Educativa, nei quali vengono delineate le modalità di collaborazione con le famiglie. Si tratta di provvedimenti importanti ma che spesso risultano ancora delle formalità burocratiche prive di reale efficacia. Questo articolo delinea alcune proposte concrete che possono guidare lo sviluppo di una costruttiva relazione tra la scuola e la famiglia.
Un pensiero costante nella vita di tutti i docenti è senz’altro quello di arrivare con la propria didattica ad aiutare la migliore espressione di sé di ogni alunna e alunno. A volte ci si chiede se sia davvero possibile farsi differenziali di sviluppo, cioè “aiutare gli alunni ad apprendere con un nuovo contratto educativo dove, in autonomia e con l’aiuto del docente, riescano a risolvere il compito di apprendimento in una condizione in cui non si sentano soli, ma insieme ai compagni e con il supporto dell’insegnante" (D. Lucangeli, 2020).
Ripartono, dopo la pausa natalizia, le attività di formazione del Polo Europeo della Conoscenza I.C. Bosco Chiesanuova, in provincia di Verona, rete di scuole permanente che ogni anno organizza oltre 70 corsi di formazione gratuita per insegnanti, operatori della formazione e genitori.
L’articolo tratta di un caso di amartoma ipotalamico in un bambino di 8 anni, ancora in trattamento. Si tratta di un tumore benigno raro, per il quale la letteratura offre ancora pochi spunti operativi per sostenere, sul versante educativo e didattico, i soggetti che ne sono colpiti e le loro famiglie nel percorso abilitativo (e, talvolta, riabilitativo) necessario. Tale lavoro vuole presentarsi come un contributo a tale settore di ricerca, ancora in via di sviluppo.

L’articolo presenta un’esperienza didattica che consente di comprendere come può essere utilizzato il potente linguaggio matematico dei frattali per descrivere fenomeni naturali e risolvere problemi reali. Si tratta di un approccio sperimentale laboratoriale, basato sui principi del costruttivismo, che permette di attuare una didattica interdisciplinare tra la matematica e le scienze naturali.

Quello delle vacanze studio è un trend sempre più in crescita in Italia, in quanto oramai sempre più genitori decidono di “investire” nel futuro dei figli mandandoli all’estero sin da piccoli a imparare le lingue. Se prima erano soprattutto i ragazzi del liceo a prender parte a questa esperienza, oggi molti alunni iniziano già intorno agli 8-9 anni, età in cui imparare una lingua è sicuramente più semplice.
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