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  • Categoria: Racconti

La stella cometa - A B D F H J K L R S T V X Y W... presenti

A B D F H J K L R S T V X Y W... presenti.

“Speravo fossimo di più! Ormai è notte, riposiamo e domani mattina continueremo a cercare le nostre sorelle.”

Il giorno dopo, all’alba erano già tutte sveglie. Erano agitate, anche se cercavano di non darlo a vedere. A volte, litigavano ma non era mai successo che si separassero.

Ognuna aveva un carattere diverso dalle altre o meglio, aveva una ‘Caratteristica’ come aveva confidato la lettera C a Leonardo.

La C era sopraggiunta durante la notte, accompagnata da una Civetta che l’aveva soccorsa e guidata.

“Vedi amico mio, noi tutti abbiamo una Caratteristica. La Caratteristica è qualcosa che ci rende unici e, in qualche modo, originali. La A sembra altera e arrogante ma è sempre in Ansia per noi, ha una grande responsabilità, deve proteggerci perché è la primogenita della nostra grande famiglia.

La H è una grande chiacchierina, te ne sarai accorto! Non riesce a fare a meno di parlare ma, all’occorrenza, sa anche ascoltare. La B balbetta sempre quando è agitata e la T non riesce a sconfiggere la sua timidezza. Siamo fatte così e nessuna di noi vorrebbe essere diversa da quella che è. Ma, dove saranno le lettere ancora disperse? Sono molto preoccupata. Solo tu puoi aiutarci a ritrovarle. Guai se non fossi arrivato! Sei un ragazzino Coraggioso e ti saremo sempre riconoscenti per quello che stai facendo per noi!”

“Ma io non sono Coraggioso anzi, non valgo niente e ho sempre mille paure soprattutto di voi lettere perché non sono Capace a leggere e scrivere.”- disse Leonardo.

“Non è che tu non sia Capace, è che ANCORA non lo sai fare bene - riprese a parlare la lettera C - ma imparerai, è solo questione di tempo e di pazienza e, a volte, servono le Alternative. Se la strada che percorriamo è troppo difficile, dobbiamo prenderne un’altra. Mi dispiace tanto se io e le mie sorelle ti abbiamo spaventato, non era nostra intenzione farti del male.”

Leonardo avrebbe riunito tutte le lettere, non poteva permettere che il mondo perdesse l’alfabeto, era un bene inestimabile.

Tornò di nuovo vicino ai binari poi, in fondo al precipizio e di nuovo nel bosco, questa volta però, accompagnato solo dal suo fedele cane.

Dopo lunghe ore di cammino, finalmente, nascosta dietro un grande albero, Asia trovò la lettera P.

“Chi siete? Ho Paura, non avvicinatevi!”

“Siamo amici delle tue sorelle e sono loro che ci hanno mandati a cercarti. Non temere.”

“Come faccio a sapere che mi state dicendo la verità?”

Leonardo illustrò alla P la ‘caratteristica’ di ogni lettera che aveva già messo in salvo.

“Sì, è vero T è la più timida - esclamò la P che aveva capito di potersi fidare di quel bambino biondo come il grano e di quel cane dolce e protettivo - e la R, come mi manca la sua erre moscia!

Davvero anche Alfa è preoccupata? Lei non perde mai il controllo ed è la più forte di tutte noi.”

“Ti riporteremo da loro ma purtroppo ne mancano ancora tante. - le disse Leonardo. Pensi di sapere dove possano essere?”

“Credo che siano state rapite. Io mi sono rifugiata dietro questo albero quando è arrivato quello strano animale che le ha portate via.”

“Ma è terribile! - esclamò Leonardo. Ti ricordi chi c’era tra loro?”

“Sì: la I e la Z, sono inseparabili, non si muovono quasi mai una senza l’altra poi, ho sentito la voce squillante della U, è inconfondibile, lei non parla, Urla! Infine sono Quasi convinta che ci potesse essere anche la Q perché non sa stare senza la U.”

Intanto, era sopraggiunto il buio. La lettera P aveva visto le sue sorelle andare verso Nord. Allora Leonardo cercò la stella polare che indica il Nord, per essere sicuro di non sbagliare strada. S’incamminarono e, giunti al Nord, in lontananza notarono una capanna di legno. Attraverso un vetro sporco e ricoperto di ragnatele, videro le nove lettere assenti. Erano tutte lì dentro, legate ed imbavagliate. La E stava piangendo.

“E’ così Emotiva!” - disse la P con la lacrimuccia che le scendeva lungo la gambetta.

La I e la Z erano abbracciate e la Q e la U cercavano di aiutarsi a vicenda a togliere i lacci. Quello strano animale di cui aveva parlato la P, in quel momento, non c’era. Era l’occasione giusta per liberare le lettere prigioniere.

Leonardo bussò sul vetro per attirare la loro attenzione. La O fu l’unica ad accorgersene. Era spaventata, farfugliò qualcosa alle altre e diciotto occhietti si misero a fissare Leonardo.

Intanto Asia, su ordine del suo piccolo amico, continuava a scavare sotto la porta per entrare nella capanna finchè, fu dentro.

La G si mise sulla difensiva ma quando vide arrivare anche la sorella P si rasserenò. Loro due non sempre andavano d’accordo perché G era molto Gelosa della P, ma in quel momento, fu così felice di vederla che promise a se stessa che avrebbe sconfitto la sua assurda gelosia. Leonardo si avvicinò alle lettere e tolse loro il bavaglio e i lacci.

“Grazie!”- gridarono tutte insieme.

La M e la N (Leonardo le confondeva sempre e non riusciva mai a ricordare quale avesse due gambette) gli sorrisero. Fecero appena in tempo a scappare prima che arrivasse il mostro del bosco. Lo videro da lontano, canticchiava e fischiettava assaporando già il lauto pasto. Leonardo riportò le lettere dalle loro sorelle. Si sarebbero ricomposte in fretta, erano brave a farlo.

“Sei il nostro eroe!”- lo accolsero entusiaste.

La C gli andò incontro e gli sussurrò all’orecchio: “Sei davvero un ragazzo in gamba. Non ci sono parole per ringraziarti.”

“Rimettetevi in ordine! - ordinò la A. Dobbiamo riprendere il viaggio.”

Si misero tutti al lavoro. Ogni vagone fu riagganciato agli altri e, quando tutto fu pronto la locomotiva con a bordo la lettera Alfa cominciò a fischiare. Prima di ripartire, ogni lettera andò a salutare Leonardo e Asia.

La B Balbettò, la S Sibilò, la P Pianse, la I s’Inchinò ma quella che lasciò tutti di sorpresa fu A che li Abbracciò.

Il treno ripartì per nuove avventure. Anche Asia e Leonardo presero la via del ritorno. Durante il cammino verso casa, incontrarono una formica che trasportava un carico enorme di briciole di pane. Si fermò a guardarli e, prima di entrare nella sua tana, esclamò ad alta voce: “Ero sicura che sarei riuscita a far perdere le mie tracce a quei terribili insetti giganti, non bisogna mai darsi per vinti.”

Leonardo tornò a casa e salì in terrazza ad osservare di nuovo le stelle.

Ripensò alle parole della lettera C: “Non è che tu non sia Capace, è che ANCORA non lo sai fare bene ma imparerai, è solo questione di tempo e pazienza e, a volte, servono le Alternative. Se la strada che percorriamo è troppo difficile, dobbiamo prenderne un’altra.”

Ripensò anche alle caratteristiche delle lettere. Anche lui aveva qualche caratteristica; di sicuro era Timido come la T e capitava che Balbettasse come la B o avesse Paura come la P.

“Forse, - pensò - anche quelle strane parole che non ricordo mai...dis qualcosa, sì insomma le parolacce, sono una mia caratteristica.”

 


copyright © Educare.it - Anno XVII, N. 05, Maggio 2017