Stop the genocide poster

A+ A A-

Riflessioni di un insegnante - Riconoscere i propri maestri

Riconoscere i propri maestri

A questo proposito, non per emulare il dott. Andreoli, ma anch’io ho avuto un grande professore nella mia vita di studente o forse più di uno, ma certamente il prof. Antonio Scordino non lo potrò mai dimenticare, ritengo sia pure un po’ responsabile insieme a mio padre, anche lui uomo di scuola, della mia scelta di diventare insegnante. La sua tecnica di trasmissione dei saperi, la sua metodologia, il suo porre le argomentazioni, sempre intramezzate dal quotidiano, da racconti di esperienze personali o episodi dei quali era stato testimone oculare o meno, ci incantava, nelle sue ore vi era una quiete inimmaginabile, vista la nostra “classica” vivacità di adolescenti, il tempo volava, la passione per la disciplina cresceva, l’attenzione per il docente si moltiplicava. Era il nostro professore di Filosofia, laureato oltre che in questa disciplina anche in Teologia; ricordo ancora il suo arrivo in classe, prima ancora di presentarsi ci ha posto un quesito: “Che cos’è il tempo?”, lasciandoci un po’ tutti attoniti e dopo pochi minuti passati senza alcun commento rispondere da solo: “questo… ma non questo…questo… ma non questo…questo… ma non questo…questo… ecc…..”, era la prima lezione di vita, il carpe diem, cogli l’attimo, il tempo passa e non ritorna, ogni momento è diverso da quello successivo e non lo ritroveremo più.

Spesso racconto questo aneddoto ai miei allievi, sperando di far capire loro l’importanza di far fruttare ogni istante della nostra vita ed a tal proposito quando mi è possibile li invito alla visione di un supporto audiovisivo di grande interesse e sprone per gli adolescenti, il film con Robin Williams “L’attimo fuggente”, interamente girato in un college che vede protagonista un professore anticonformista che tiene più alla formazione dei suoi ragazzi che all’informazione, che ritiene indispensabile trasmettere i saperi che costituiranno le basi dell’uomo di domani e non le “poesie” destinate a rimanere tali, presto i ragazzi incontreranno una realtà diversa da quella attuale, più cruda e dura, dove saranno soli a confrontarsi e dovranno affrontarla con coraggio, ed è nostro compito, lavorando in sinergia con la famiglia, aiutarli a prepararsi a ciò.