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Vivere di scuola

  • Scritto da Daniela Di Pasquale
  • Categoria: Vivere di Scuola

L’osservazione sistematica a scuola ovvero il valore dell’(inter)soggettività

osservazione sistematicaTutti gli insegnanti osservano i propri alunni, ma per un osservazione sistematica che sia in grado di decodificare e comprendere autenticamente i vissuti degli alunni sono necessarie alcune conoscenze che occorre saper applicare. In questo breve articolo si offre un approfondimento guidato da un celebre aforisma di Gregory Bateson:

quando dirigo i miei occhi verso quello che penso sia un albero, ricevo unimmagine di qualcosa di verde. Ma questa immagine non è “allesterno”, crederlo è già una forma di superstizione, perché limmagine è una creazione mia, prodotto di molte circostanze, compresi i miei preconcetti (Dove gli angeli esitano, Adelphi, 1989).

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  • Scritto da Sofia Cardella
  • Categoria: Vivere di Scuola

La DAD e la scuola ai tempi del Coronavirus: riflessioni sull'esperienza

didattica a distanza“La scuola non si ferma”. Con questo slogan la scuola ai tempi del Coronavirus ha sperimentato, improvvisamente e con spirito da pioniere, la trasformazione più grande, dalla classe “vera” alla classe virtuale, dagli alunni in carne ed ossa al video, la DAD. Noi docenti, quelli da tempi formati e quelli che a stento sapevano usare il cellulare, abbiamo saccheggiato la Rete, abbiamo familiarizzato in tempi da record con devices mobili e fissi, con la rete web, abbiamo imparato a interagire con tablet, netbook o smartphone attraverso app da utilizzare come strumenti o ambienti di apprendimento, e lo abbiamo fatto in tempi da record, dimostrando che i vecchi detti non sbagliano mai e “che lo stesso morto insegna a piangere”. Fu vera gloria? Non disponiamo al momento di dati statistici, ognuno di noi si confronta con una platea ridotta: colleghi, amici/colleghi, alunni, figli di amici/alunni, amici dei figli/studenti… troppo ridotta per poter valutare l’impatto della nuova sperimentazione “a tappe forzate”.

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  • Scritto da Anna Rita Palmieri
  • Categoria: Vivere di Scuola

Maria Montessori e le nuove tecnologie

montessoriCome insegnante di Scuola Primaria, ho guardato con molto scetticismo l’istituzione prima di una Casa dei Bambini poi di una classe prima di Scuola Primaria ad indirizzo Montessoriano nell’Istituto Comprensivo dove lavoro. Ho visto bambini sdraiati proni per il corridoio con un libro in mano che svolgevano le attività, ho visto altri che stavano seduti sui banchi e altri che correvano in classe (forse anche Maria Montessori si sarebbe meravigliata), ho visto, erroneamente, il pensiero di Maria Montessori come una “moda”, come un indirizzo scolastico diverso dal tradizionale molto seguito e scelto da famiglie che volevano differenziarsi dal gruppo e che forse iscrivevano i propri figli a questa scuola senza conoscerne gli obiettivi pedagogici.

Ho cercato di capire, ho letto libri, riviste, ho visto sul “campo” (non senza scetticismo, ma questo è un mio limite) la metodologia montessoriana e mi sono chiesta se sia vecchia, superata, non al passo con il tempo e non adatta a formare le nuove generazioni del futuro i cosiddetti nati digitali. Ancora non sono giunta ad una conclusione definitiva ma posso affermare che la metodologia montessoriana non è sorpassata, in quanto essendo basata su solide basi scientifiche, ha tutti i requisiti per formare adeguatamente le generazioni future e permettere l’utilizzo delle nuove tecnologie.

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  • Scritto da Aida Dattola
  • Categoria: Vivere di Scuola

Non è mai troppo tardi per imparare da Alberto Manzi

manziIl Piano Nazionale Scuola Digitale è uno dei pilastri fondamentali de La Buona Scuola (Legge n. 107/2015), ma solo ora che le scuole sono chiuse per evitare il propagarsi dell’epidemia è diventato realtà. Tutti gli insegnanti si stanno misurando con la didattica a distanza, una vera e propria rivoluzione nel modo di insegnare, che oggi avviene attraverso lezioni virtuali grazie alle potenzialità della rete internet. Anche gli alunni hanno bisogno di vedere e sentire i docenti, per dare una scansione alle lunghe giornate in casa, per impegnare positivamente e produttivamente il tempo a disposizione.

In questi giorni ho riflettuto su una figura di maestro che negli anni Sessanta ha rivoluzionato la vita degli italiani promuovendo una didattica a distanza degna di nota. Sto parlando di Alberto Manzi, il maestro romano che con il programma “Non è mai troppo tardi”, trasmesso negli anni tra il 1959 e il 1968, ha insegnato a leggere e a scrivere a milioni di italiani, liberandoli dalla piaga dell’analfabetismo.

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