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Il disegno infantile come paradigma di sviluppo - Il disegno: paradigma evolutivo

Il disegno: paradigma evolutivo

L’attività grafica è stata e continua ad essere motivo di studi, riflessioni e ricerche sia in ambito psicologico, sia psicopedagogico, grafologico e psichiatrico. Il disegno diventa una modalità espressiva, una tecnica terapeutica, un’occasione comunicativa una possibilità di avvicinarsi al piccolo artista per conoscere le sue paure, i suoi desideri, i suoi pensieri ovvero la sua storia.

Il bambino sembra istintivamente attratto dal lasciare una traccia sul foglio, una traccia di sé che si trasforma e modifica quasi magicamente in nuove linee, tratti, puntini fino a diventare forme vicine a quelle realmente osservabili. E così come i segni diventano immagini, il colore permette di dar loro espressività e comunicare attraverso un linguaggio affettivo dai significati precisi.

Il piacere del movimento e il bisogno di fare esperienze coinvolgendosi in attività motorie e manipolative diventano particolarmente indicativi nell’iter evolutivo.
La capacità di gestire e coordinare gesti e azioni non rappresenta soltanto l’idea generale di un processo in divenire ma risulta singolarmente rappresentativa e corrispondente a momenti cronologicamente connotati:

  •  attorno ai quindici mesi i bambini sembrano disegnare per il piacere di lasciare delle tracce; tracce casualmente scoperte compiendo l’azione di muovere la mano con una matita su una superficie che ne può registrare il gesto;
  •  verso i ventidue mesi si affaccia sulla scena l’idea dell’intenzionalità legata all’acquisizione di una maggior padronanza delle capacità visive e motorie: non più occasionale casualità ma impegno programmato e finalizzato in nome di una produzione mirata. Compariranno così tratti verticali, orizzontali e circolari;
  •  avvicinandosi ai tre anni e mezzo compaiono i primi tentativi di rappresentazione della figura umana che a forma tonda con occhietti, bocca, gambe e braccia sarà progressivamente rivisitata fino al suo definirsi in una struttura più vicina all’aspetto reale della persona;
  •  a cinque-sei anni l’attività grafica si arricchirà di nuovi particolari interessandosi anche alla raffigurazione della realtà esterna: case, fiori, alberi e paesaggi;
  •  infine, in continua progressione fino al periodo dell’adolescenza, il disegno acquisterà dettagli, tecnica, sfumature e personalizzazioni soggettive continuando a rappresentare abilità e indicando sentimenti e affettività.

Le numerose ricerche che dall’inizio del ventesimo secolo si sono rivolte al disegno infantile hanno proposto diverse classificazioni dell’espressione artistica in stadi organizzativi tendenzialmente contrassegnati da una progressione lineare dal semplice-disorganizzato (tratti, segni, puntini…) al complesso-strutturato (forme riconoscibili, corrispondenza con il reale…).
Classificazioni appartenenti a teorie sempre più attente all’evoluzione del disegno in relazione allo sviluppo e alle dinamiche adattative del piccolo artista.
Ne sono un esempio gli studi di Goodenough (1926) che attraverso l’analisi del disegno infantile ha proposto di definire una sequenza di stadi evolutivi a cui correlare lo sviluppo dell’intelligenza dei bambini; e di Lowenfeld (1947) [2] che ha definito gli stadi dello sviluppo artistico teorizzando un’analogia di processo con quelli relativi all’organizzazione del pensiero e dello sviluppo delle abilità cognitive ipotizzando l’espressione artistica come indicatore delle abilità emergenti del bambino in aree diverse: motoria, percettivo, linguistica, simbolica, sensoriale, spaziale.

Con l’apporto della teoria psicoanalitica il grafismo acquista valenza proiettiva in relazione all’intenso legame con gli aspetti profondi della personalità: non più sola espressione delle caratteristiche e dell’evoluzione intellettiva ma anche delle dinamiche della vita affettiva ed emotiva.
Possiamo così affermare che il disegno per il bambino abbia diverse funzioni e sia un’attività spontanea progressivamente sempre più coordinata che contribuisce all’evoluzione psicomotoria, intellettiva e affettiva sviluppando aspetti fondamentali per la crescita della personalità:

  •  la consapevolezza e la fiducia nelle proprie capacità; 
  •  la competenza comunicativa interpersonale; 
  •  la competenza narrativa; 
  • il controllo motorio del gesto grafico;
  • i prerequisiti della lettura e della scrittura;
  • la creatività.

Disegnare per acquisire abilità e controllo ma soprattutto per raccontare se stessi e dar forma a pensieri e sentimenti utilizzando una modalità espressiva plastica, flessibile e connotata da ricorrenze cronologicamente e formalmente definite.

Presupponendo di muoversi lungo la linea evolutiva dello sviluppo affettivo percorrendo l’iter segnato da uno stadio iniziale di assoluta dipendenza ad uno finale di piena autonomia, il periodo
3-6 anni, attualmente coincidente nella maggior parte dei casi con la scuola dell’infanzia, è un momento di intensi cambiamenti cognitivi, affettivi e sociali.
Il bambino che inizia la scuola dell’infanzia ancora coinvolto dalle dinamiche della fase orale, entrerà alla scuola primaria al termine della fase edipica [3] con una storia personale che, secondo l’orientamento psicoanalitico, ha già raggiunto un’intensa completezza: alla tranquillità della fase di latenza seguirà infatti l’adolescenza come riedizione, ora pienamente realizzabile perché raggiunta la maturità organica, dei primi anni di vita.

Scarabocchi

2-4 anni

Primi grafismi tendenzialmente basati sul movimento a volte rappresentativi dell’attività mentale

Preschematico

4-7 anni

Iniziale sviluppo di simboli. Prime rappresentazioni della figura umana

Schematico

7-9 anni

Prosegue lo sviluppo dei simboli. Si nota uno schema per le figure umane, gli oggetti, la composizione, il coloreSi afferma l’uso di una linea di base

Realismo

9-11 anni

Sensibile miglioramento dell’abilità di rendere: profondità spaziale e colore della natura. Aumento della rigorosità dell’espressione artistica

Pseudorealismo

11-13 anni

Consapevolezza più critica della figura umana e dell’ambiente Aumento di dettagli e rigorosità dell’espressione artistica. Compaiono le prime caricature

Periodo della decisione

13-16 anni

L’espressione artistica è più sofisticata e dettagliata. Alcuni ragazzi/e non raggiungono questo stadio se non continuano a disegnare o se non sono incoraggiati ad esprimersi artisticamente


Cercare quindi di conoscere le dinamiche evolutive e comunicare con il linguaggio dei bambini permetterà di entrare in un mondo magico di cui forse abbiamo più ricordi di quanto riusciamo o vogliamo ammettere e osservare quel mondo con l’aiuto di disegni, narrazioni, gioco simbolico, attività espressive può rivelarsi per adulti e bambini un’opportunità per costruire insieme una storia e una nuova dimensione di senso.