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Il disegno infantile come paradigma di sviluppo - Storie di fantasmi e vampiri

Storie di fantasmi e vampiri

Aspetto adulto, grande serietà d’immagine, educata disponibilità a scoprire l’attività del Laboratorio di narrazione del fantastico insieme ai compagni, Eugenio, accetta con un battito di ciglia di fare un disegno e poi raccontarlo.
Di seguito verranno riportati i dialoghi e i disegni raccolti al termine dell’incontro [5].

Prima storia, rif. disegno n.1

eugenioEugenio, 5 anni disegno n.1


(C'era una volta nel tuo disegno)
E’ un giorno di sole, ci sono tre fantasmi e stanno andando in giro a far spaventare le persone.

(E ci riescono?)
Si!. Le persone non ci sono (nel disegno) perché non ho avuto spazio. Adesso le disegno qui.

(Sono spaventate?)
Non sono spaventate perché i fantasmi stanno girando e non le hanno ancora viste. Ci sono quattro persone e tre fantasmi. I fantasmi vanno vicino alle quattro persone e le persone dicono: “Ma chi è?”. Le persone sentono che c’è qualcuno ma non le possono vedere (i fantasmi) e vanno via. I fantasmi le seguono e dicono: “Forse si spaventano e vanno via”. Le persone non sono proprio sicure che fossero fantasmi veri, pensavano che fossero finti e poi queste persone dicono: “E’ meglio che stiamo fermi. Ma questi fantasmi mi fanno….

(Queste persone che hai disegnato le conosci?)
Si, sono: nonno, nonna, mamma e papà. Io e Anna non ci siamo perché non c’è troppo spazio…..ho disegnato delle goccioline. Scatta la pioggia. I fantasmi sono aria e quindi non si bagnano. I fantasmi continuano a spaventarli e però poi….

(Come finisce questa storia?)
Finisce che le quattro persone si svegliano perché era solo un sogno.

(Eugenio, invitato a tornare in classe insieme ai compagni, preferisce restare perché “non ha ancora finito”): Non ho ancora finito, poi devo inventare le storie.

(Le storie si inventano?)
E si!. Lasciami il tempo.

(Ma non ti stanchi a stare qui così tanto?)
NO, NO!. Così sento tutte le storie degli altri e magari me ne spicca una in mente in classe.

Seconda storia, rif. disegno n.2

eugenio2Eugenio, 5 anni disegno n.2


(C'era una volta nel tuo disegno)
Questa è una colonna che divide i due vampiri: Dracula (figura di sinistra), maschio e Onilia (figura di destra) femmina, e stanno andando a cacciare le prede. Onilia caccia una preda e le succhia il sangue…io so queste cose! E la fa diventare un vampiro. E poi anche Dracula.

(Ma tu come fai a sapere queste cose? Si può dire?)
Me le ha dette la P…

(E ci si può fidare della P?)
Si!. E’ la mia babysitter.
Poi tornano a casa nelle loro stanze però nelle loro stanze non ci sono luci e non ci sono specchi. Io lo so!. Ai vampiri coloro le goccioline……Dracula caccia una preda donna, Onilia una preda uomo. Poi vanno a fare l’orto dove si coltiva.

(Che cosa coltivano i vampiri?)
Pomodori!. Solo pomodori. Non si coltiva: aglio, cipolla…perché quelli lì non piacciono. Poi arriva un uomo che ci ha un po’ di cipolla che poi…

(Lo conosci l'uomo?)
Si! E’ un cacciatore di vampiri che uccide Dracula e il suo aiutante. Poi va a cercare Onilia che le lancia un fulmine e poi lui la uccide. Onilia si polverizza. Poi la uccide con una pistola laser. E la storia è finita.

(Eugenio avrebbe continuato ma la mancanza di tempo, visualizzata di comune accordo, con l’ultimo spazio disponibile sul foglio su cui scrivevo le storie che venivano narrate, ha risolto velocemente la situazione e la trama del racconto con un finale deciso e sintetico: E la storia è finita!).

L’incontro di pensieri, fantasie, immagini e parole ha dato visibilità a correlazioni e osservazioni commentate insieme alle educatrici al fine di delineare un possibile percorso di lettura delle espressioni dei bambini (grafiche, narrative e immaginative) in relazione alle dinamiche evolutive che ne caratterizzano l’iter di sviluppo (in questo caso al periodo 3-5 anni e alle dinamiche edipiche).

 


Note:

[1] Il termine topico significa teoria dei luoghi. Nel linguaggio filosofico antico con particolare riferimento ad Aristotele, i luoghi sono argomenti di valore logico o retorico da cui si traggono le premesse dell’argomentazione. L’identificazione dell’apparato psichico con la prima e la seconda topica costituisce per Freud la base degli assunti teorici metapsicologici

[2] Schema esemplificativo dei sei stadi dello sviluppo artistico secondo Lowenfeld

[3] Il riferimento è alle tre fasi evolutive dello sviluppo pulsionale: fase orale, fase anale e fase edipica

[4] L'Angolo della fantasia è uno spazio dedicato al laboratorio di narrazione del fantastico allestito, nel caso in questione, nella Sc. dell’Infanzia frequentata dal piccolo autore.

[5] Nella sequenza di domande e risposte le frasi tra parentesi indicano l’intervento adulto, le altre, sono le narrazioni del bambino.


Bibliografia

Canestrari R., Psicologia generale e dello sviluppo, Bologna, CLUEB, 1984.
Freud S. (1899), L’interpretazione dei sogni, trad. it., Boringhieri, Torino, 1981.
Laplanche J., Pontalis J. (1967), Enciclopedia della psicoanalisi, trad.it. Universale Laterza, 1973. Lumbelli L., Comunicazione della Pedagogia Verbale, Milano, Franco Angeli, 1994.


copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 11, Ottobre 2004