- Categoria: Educazione prenatale e prima infanzia
Dolce fermezza ed educazione - Dolce fermezza e educazione speciale
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Dolce fermezza e educazione speciale
Di fronte ad un bambino con disabilità, il tema della disciplina assume connotazioni particolari ed ambigue. Nella società odierna, da un bambino con sindrome di Down o con ritardo mentale non si pretende il rispetto delle regole di convivenza civile così come richiesto a un suo coetaneo.
Per assumere un corretto orientamento pedagogico, occorre chiedersi quale potrà essere il futuro di quella persona a cui non è stata insegnata la compostezza a tavola, il mangiare in modo dignitoso, la cortesia nei rapporti con le persone, il controllo degli sfinteri, … . Da adulto avrà molti handicap in più, dovuti non solo al suo deficit, ma ad una cattiva o mancata educazione. Similmente sarà penalizzato in età adulta il bambino al quale non è stata fatta adeguata riabilitazione perché piangeva e faticava negli esercizi, o non gli è stato insegnato a leggere e scrivere perché si rifiutava di applicarsi, ed è sempre stato giustificato perché “poverino ... è handicappato”.
L'educazione, per definizione, ha il compito di far raggiungere all'educando la maggiore autonomia possibile, aiutandolo a sviluppare tutte le disposizioni insite in lui, per diventare sempre più soggetto capace di vivere nella società.
Coloro che si occupano di educazione speciale, dal pedagogista all'educatore (aiutati in un'ottica interdisciplinare da medici, riabilitatori ed altri professionisti) hanno il dovere di rimuovere gli ostacoli verso il pieno ed equilibrato sviluppo di ogni bambino, anche in presenza di menomazioni strutturali o funzionali, attraverso un giusto atteggiamento di dolce fermezza.
Note:
[1] Bueb B., Elogio della disciplina, Rizzoli, Milano 2007, p. 11.
[2] Ibidem, p. 12.
[3] Ibidem, p. 48.
[4] Ibidem, p. 64.
[5] Ibidem, p. 67.
[6] Ibidem, p. 49.
[7] Ibidem.
[8] Brazelton T.B., Sparrow J., Il tuo bambino e … la disciplina, tr. Marchetti C., Raffaello Cortina Editore, Milano 2003, p. XIII.
[9] Cfr. Cioni G., Paolicelli P.B., Lo sviluppo fisico e motorio, in Camaioni L. (a cura di), Manuale di psicologia dello Sviluppo, ed.Il Mulino, pp. 35-43.
[10] Cfr. Varin D., Lo sviluppo morale, in Camaioni L. (a cura di), op. cit., pp. 443-444; cfr. Oppenheim D., Emde R.N., Hasson M., Warren S., Preschoolers face moral dilemmas: a longitudinal study of acknowledging and resolving internal conflicts, in "International Journal of Psycho-Analysis” 78, 1997, pp. 944-957; cfr. Piaget J., Il giudizio morale del fanciullo, Giunti-Barbera, Firenze 1932.
[11] Brusoni G., Moretto R., Venturelli L., Da 0 a 6 anni. Una guida per la famiglia, Ministero della Salute, Ed. Plada, 2007, p. 60.
[12] Faberi M, Consigli di zio Mario. Consigli utili per la famiglia del neonato, ARC e CSV, p. 60.
[13] Bueb B., op. c.to, p.84.
[14] Faberi M., op. c.to, p. 59.
[15] Larocca F., Pedagogia Speciale, Erickson, Gardolo (TN) 2000, p. 150.
[16] Ibidem p. 151.
[17] Brazelton T.B., Sparrow J.D., op. c.to, p. 3.
[18] Ibidem, p. 4.
[19] Faberi M., op. c.to, p. 60.
[20] Ibidem, p. 58.
[21] Ibidem, p.60-61.
[22] Ibidem, p.61.
[23] Passuello L., op cit.to, p. 184.
[24] Ibidem.
[25] Faberi M., op. c.to, p. 53.
[26] Passuello L., op cit.to, p. 187.
Autore: Matteo Faberi laureato in Scienze dell'Educazione e in Psicologia dell'Educazione (triennale) presso l'Università degli Studi di Verona. Ha pubblicato nel 2007 il volume “Consigli di Zio Mario”, stampato per conto dell'associazione “A.R.C. - I nostri figli”. È vicepresidente dell'associazione “A.R.C. - I nostri figli” di Verona. Web: www.faberi.eu
copyright © Educare.it - Anno VIII, Numero 5, Aprile 2008

