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L'importanza dell'acqua nello sviluppo psico-fisico del lattante - L'utilità dell'acqua nello sviluppo


L'utilità dell'acqua nello sviluppo del bambino

Alla nascita il lattante si trova in una fase di dipendenza completa dalla figura materna tanto che Wallon definisce il neonato un "parassita integrale" dotato di un patrimonio innato di riflessi ma incapace di sopravvivere se abbandonato a se stesso.
Questa sua condizione di "parassita" durerà diverso tempo. Il neonato attraverserà tappe o periodi nei quali (ed attraverso i quali) trasformerà i riflessi in prassie e queste in coordinazioni fino ad arrivare alla completa padronanza e controllo del suo corpo e delle sue emozioni. Ma se è vero che esiste un piano stabilito dalla natura, è altrettanto vero che a declinarlo sarà l'ambiente. L'ambiente dovrà stimolarlo, incoraggiarlo, accoglierlo e proteggerlo ma dovrà anche correggerlo, amarlo e guidarlo; il bambino risponde alle domande del mondo esterno con la misteriosa sapienza di secoli di evoluzione.
Nella diade madre-bambino è scritto e nascosto gran parte del futuro emotivo, sociale e relazionale del neonato. Nei primissimi anni di vita si scrive il maggior sviluppo cognitivo e affettivo dell'uomo.

L'acqua rappresenta in questo contesto un elemento privilegiato all'interno del quale il neonato con i genitori vive un'esperienza fatta di holding, handling, percezione e relazione ma anche sorrisi, piacere, rilassamento in un crescendo di emozionalità intensa e naturale nel contempo. Non certo di coordinazioni e di esercitazioni si dovrà parlare. Tanto meno l'addestramento e il tecnicismo hanno ragione di esistere in questo delicatissimo periodo.

L'istruttore copre il delicato e difficile ruolo di mediatore e svolge un compito definibile di regia educativa, di stimolatore ma nello stesso tempo di moderatore, ridimensionando le aspettative di genitori troppo frettolosi. Ma per svolgere questo compito l'istruttore deve sapere, conoscere e interpretare; come dice la Montessori, deve "attendere osservando" ma è di certo un osservatore consapevole e preparato. Per il resto, come dice F. Leboyer: "Il maestro è, ancora una volta il bambino. Sarà lui ad insegnarvi, a istruirvi. Alla sola condizione che siate modesti".

Attraverso l'acqua si potenzia il "romanzo d'amore" tra madre e bambino che rimane per sempre scolpito nei muscoli ed accompagnerà in futuro tutti i rapporti e le relazioni del bambino-adulto. Scivolamenti e manipolazioni, dialogo tonico e regressioni, piccoli giochi e sensazioni significative verranno engrammate nel corpo del piccolo ma anche della madre e del padre che costruiscono e rafforzano reciprocamente il legame con il figlio.

Bisogna considerare che in questa fase il bambino non è unicamente, come dice Leboyer, uno "spettatore appassionato del suo corpo" ma è anche attore impegnato per il suo benessere, per il suo sviluppo.

L'acqua accarezza la pelle, lascia una traccia sulla superficie corporea (effetto traccia), scivola lasciando nel corpo la sensazione ed il ricordo di questa carezza, stimolando i recettori e creando la percezione del corpo vissuto come unità diversa dall'acqua, cioè di immagine di sé in contrapposizione all'elemento liquido. Le propriocezioni aiutano il bambino ad organizzare e controllare l'immagine del sé che inizia a delinearsi, ad organizzarsi.

In acqua si inizia a regalare al bambino esperienze di piacere sotto forma di engrammi positivi.

La pelle rappresenta il 20% della superficie corporea del neonato e per Anzieu apporta stimolazioni sensoriali ancora più importanti del tono muscolare posturale proposto da Ajuriaguerra. Potremmo definire la pelle il confine tra IO e NON-IO, tra corpo e spazio, tra ciò che appartiene al neonato e ciò che sta fuori. Head definisce l'involucro corporeo usando il termine interfaccia, una sorta di carta tattile che media i rapporti tra ciò che è interno al corpo e ciò che è al di fuori.

Una volta che abbiamo appreso l'importanza che assume la pelle in qualità di involucro sensoriale, possiamo facilmente intuire le innumerevoli stimolazioni che l'acqua è in grado di apportare al neonato. Stimolazioni che hanno il duplice vantaggio di essere al contempo globali (in quanto l'acqua avvolge l'intero corpo) e continue. L'acqua consente al neonato una grande possibilità di movimento il quale favorisce il fenomeno della retroazione cinestetica fondamentale sistema attraverso il quale la motricità e le relative afferenze da essa provocate, danno indicazioni al bambino circa la sua "esistenza". In definitiva, il movimento serve per rivelare al bambino la sua esistenza e la sua presenza al mondo.

La formazione dello schema corporeo rappresenta una tappa fondamentale nel normale sviluppo psicofisico del bambino. Una corretta formazione di tale schema permette al bimbo: "... di disporre di un'immagine del corpo operativa nel senso piagetiano del termine, cioè di un supporto che permette di programmare mentalmente delle azioni, basandosi sugli oggetti circostanti ed anche sul suo proprio corpo". (J.Le Boulch).