- Categoria: La Bacheca dei Lettori
- Scritto da Laura Alberico
L'educazione ai sentimenti
Interessante articolo di U. Galimberti apparso il 27 agosto su Repubblica D.
Il filosofo risponde alle domande di un insegnante che gli chiede cosa controbattere agli alunni quando questi si interrogano sull'utilità della letteratura. Quello che mi ha colpito è la distinzione che fa Galimberti sui termini di "istinto", "emozione" e "sentimento". Egli sostiene che nella società dei consumi i giovani agiscano soprattutto per istinto e che le emozioni siano spesso assaporate mediante un supporto facilitante come le droghe e l'alcol. L'emozione è pur sempre un evento psichico che ha una sua risonanza emotiva ma i sentimenti presuppongono un maggiore coinvolgimento che, secondo Galimberti, non è un tratto naturale ma culturale. "A differenza dell'emozione il sentimento è un elemento cognitivo. Kant dice ad esempio che la differenza tra il bene e il male ognuno la "sente" naturalmente da sè". La letteratura, la narrazione dei miti insegnano a coltivare i sentimenti (amore, dolore, gioia, disperazione), a far sì che li possiamo riconoscere nel nostro stato d'animo. Oggi, forse, di questo hanno bisogno i giovani, dell'educazione ai sentimenti. Racconta la tradizione che quando chiesero ad Aristotele:" A cosa serve la filosofia?" egli rispose:" A nulla perchè la filosofia non è una serva".

