Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

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Next-Level, evento conclusivo a Torino il 12 aprile 2024

MBW NL NEWSLETTER INVITO ESECUTIVO header 1Si conclude a Torino la quarta annualità del progetto Next-Land, che da ottobre 2023 a marzo 2024 ha coinvolto 1309 studenti di 69 classi su 3 differenti regioni: Piemonte, Puglia e Campania. Il 12 aprile si realizza un evento-maratona (dalle 9.00 a 24.00), per celebrare il lavoro svolto a Torino, Napoli e Bari con 13 scuole, 8 università ed enti di ricerca, 18 musei e 80 aziende, attraverso diverse attività pensate per studenti, studentesse e per tutte le realtà coinvolte.

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  • Scritto da silvia
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Plusdotazione: progetto "Adotta un insegnante"

plusdotazioneGli alunni plusdotati rappresentano in Italia il 5% della popolazione studentesca (fonte Università Pavia - LabTalento), ma le loro esigenze e potenzialità uniche sono ancora largamente trascurate o mal comprese. «Nonostante le loro abilità eccezionali, infatti, queste persone, senza un approccio mirato e risorse adeguate, possono incontrare diverse sfide nel sistema educativo tradizionale. Il loro pieno potenziale può essere realizzato solo attraverso un'educazione che riconosca e affronti le loro esigenze uniche» ha spiegato la dottoressa Eva Haberg, coordinatrice didattica della Scuola secondaria di Primo grado dell’Istituto Leonardo da Vinci di Bergamo.

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  • Scritto da Angelo Beozio
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Gli studenti fragili secondo l'INVALSI

alunni fragiliEra sul finire del 2022 quanto l’INVALSI introdusse i nuovi indicatori di fragilità, avviando una profilazione di massa per “individuare precocemente gli studenti che maggiormente sono esposti ai rischi connessi all’insuccesso scolastico”. In seguito, dopo l’accertamento della preparazione in italiano, matematica e, per alcune classi, inglese attraverso le note prove standardizzate, l’INVALSI ha inviato a tutti gli Istituti i dati sulla fragilità/disagio (classificati con livello 1 o 2 o disagio potenziale) di ogni studente che abbia fallito i test. Il “bollino” si guadagna se si ricade nella coda dei peggiori nello svolgimento delle prove, il cui contenuto non è noto a nessuno, se non a colui che ha svolto il test e a coloro (chi sono?) che lo hanno corretto (semiautomaticamente). Se l’intento è dichiaratamente “preventivo”, vi sono alcune questioni rimaste a lungo aperte: il bollino di fragilità resterà nel curriculum scolastico, visto che è associato al codice SIDI? Influenzerà l’accesso all’Università? Cosa accadrebbe se i dati personali della supposta fragilità di apprendimento venissero utilizzati all’esterno delle scuole? Le famiglie i cui figli risulteranno schedati dall’INVALSI come potranno esercitare un controllo su questa sorta di “certificazione di disagio”? Inoltre, è stato osservato che gli studenti che ricevono la patente di disagio e fragilità di Stato sono in larga percentuale appartenenti a precise categorie sociali, aggravando la legittimità dell’operazione.

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