- Scritto da AIDR
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Accessibilità senza privacy è una truffa civile: così il digitale tradisce i più fragili
Per troppi anni l’accessibilità digitale è stata raccontata come una conquista, mentre in troppi casi è rimasta una messinscena. Siti, app e servizi online dichiarati “inclusivi” che, nei fatti, continuano a distinguere, esporre e perfino rendere riconoscibili gli utenti più fragili. È qui che cade la maschera dell’ipocrisia digitale.

Non sempre il percorso scolastico di una persona è lineare. Sono infatti numerosi coloro che hanno interrotto gli studi in giovane età. I motivi sono diversi: a volte si è trattato di scelte un po’ affrettate, mentre in altri casi hanno avuto un peso situazioni personali, problemi di salute oppure difficoltà con il sistema scolastico tradizionale. Col tempo, però, molte persone sentono l’esigenza di rimettersi in gioco. Ottenere un diploma diventa importante per migliorare la propria posizione lavorativa o per completare un percorso lasciato in sospeso. Questa scelta riguarda sia i più giovani sia gli adulti.
Oggi la scuola online riveste un'importanza crescente nell'istruzione del nostro Paese. Grazie a piattaforme dedicate alla formazione a distanza, è possibile conseguire titoli di studio riconosciuti dal MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito), dalla licenza media alla laurea. Di fatto, quella che possiamo definire “digitalizzazione dei processi didattici” ha reso possibile una maggiore flessibilità organizzativa, offrendo soluzioni pensate per lavoratori, sportivi agonisti e adulti che vogliono completare un percorso di studi interrotto anni prima, senza rinunciare agli impegni personali e professionali.
Anche se è il titolo di un famoso film, quello che è accaduto la notte di Capodanno non ha nulla a che vedere. L'irragionevole e tragica fine di tante giovani vite che si erano riunite per festeggiare il passaggio al nuovo anno ha sconvolto l'opinione pubblica, mettendo in risalto le scarse misure di sicurezza del locale adibito alla festa.