- Scritto da Laura Alberico
- Categoria: La Bacheca dei Lettori
Il vagabondo
Erano anni che lo incontrava nel quartiere. Aveva con sé un grosso zaino dove riponeva le sue cose, piccoli oggetti di uso quotidiano, ma soprattutto coperte per ripararsi alla meglio durante la notte. Estati e inverni,in un ciclo continuo, lo vedevano protagonista della strada, una presenza che sembrava compenetrarsi silenziosa sui marciapiedi, agli angoli delle strade, al margine della vita degli altri. Per un po' di tempo era sparito dalla circolazione, forse era tornato nel suo paese o aveva finalmente trovato una dimora stabile per vivere in modo più confortevole, al riparo delle intemperanze del tempo meteorologico. Lei se lo augurava, ma nello stesso tempo ne sentiva la mancanza e osservava con curiosità i luoghi dove giornalmente il vagabondo trascorreva il suo tempo cercando segnali di un suo passaggio. Nell'attesa di vederlo ricomparire, immaginava le parole che avrebbe potuto rivolgergli, domande da fargli, con semplicità, rispetto, consapevole che il suo mondo, nel bene e nel male, era lontano anni luce da quella normalità frenetica che avvolgeva persone, cose, eventi del tempo reale.

Nel mondo globalizzato di oggi, esiste una competenza molto richiesta da imprese, istituzioni e organizzazioni internazionali. Parliamo della comunicazione multilingue, che comprende il saper tradurre, interpretare e adattare messaggi tra lingue e culture diverse.
Ci sono molte strade per costruire il futuro. Noi abbiamo scelto l’educazione.
L’inglese è ritenuto da tutti la lingua internazionale del business; indipendentemente dalla nazione di origine quando si creano occasioni lavorative questa è la lingua che viene scelta: universale, semplice nella struttura grammaticale, ormai diffusa in tutto il mondo è sicuramente l’arma vincente per emergere in ambito lavorativo.