- Scritto da Laura Alberico
- Categoria: La Bacheca dei Lettori
L'anno che verrà
La nascita di un nuovo anno è alle porte: come bambini timorosi ci lasciamo trasportare dall'intima curiosità di trovarci di fronte a un dono misterioso con il quale imparare a giocare scoprendo pian piano regole e procedimenti. Siamo soli, nonostante tutto, ad accettare questa sfida, pronti a mettere in campo esperienza, volontà, ottimismo, lasciando da parte risentimenti e insofferenza, bagagli di recriminazioni e malessere che hanno appesantito relazioni e progetti di vita.


Ci sono lettere mai spedite, parole senza mittente e destinatario, emozioni che restano avvolte da sottili ragnatele che il tempo ha lentamente tessuto nel profondo di noi stessi. C'è una carta assorbente sulla quale l'inchiostro ha disegnato un codice segreto fatto di mille pensieri e sentimenti che avremmo voluto condividere e donare agli altri senza aspettare nemmeno una risposta. Queste lettere sono fatte di giorni grigi e tristi, di momenti di gioia e serenità, di ricordi e speranze, di passato e futuro, sono farfalle colorate libere di volare senza mai essere catturate né possedute da nessuno.
La pandemia serpeggia ancora come monito per chi pensava ormai superata la soglia di un evento sanitario globale senza precedenti, capace di stravolgere regole, convinzioni, relazioni, la quotidianità che tutto rende più normale e accettato come tale. Politica e sanità, uniti sotto lo stesso fronte, hanno, di volta in volta emesso ordinanze e restrizioni tese a monitorare e contenere la diffusione del virus con il sostegno puntuale e costante degli organi di informazione dai quali la collettività ha assorbito con obbedienza nuove regole e prescrizioni. Il pensiero critico e divergente ha subito attacchi ed emarginazione, che, soprattutto nei mass media, hanno trovato un bacino ideale per instillare sentimenti contrastanti e intransigenti, spesso non supportati da certezze, adeguata razionalità e buon senso.