- Scritto da Vincenzo Caluori
- Categoria: La Bacheca dei Lettori
L'educazione come priorità assoluta
L'Italia è attraversata da una grande emergenza. Non è quella politica e neppure quella economica - a cui tutti, dalla destra alla sinistra, legano la possibilità di ripresa del paese - , bensì qualcosa da cui dipendono anche la politica e l'economia. Si chiama "educazione". Riguarda ciascuno di noi, ad ogni età, perchè attraverso l'educazione si costruisce la persona, e quindi la società.
Non è solo un problema di istruzione o di avviamento al lavoro. Sta accadendo una cosa che non era mai accaduta prima: è in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli. Per anni dai nuovi pulpiti - scuole, università, giornali e televisioni - si è predicato che la libertà è assenza di legami e di storia, che si può diventare adulti senza appartenere a niente e a nessuno, seguendo semplicemente il proprio gusto o piacere.

Il contesto del film menzionato è la prima guerra mondiale ma questo titolo mi spinge a guardare con amarezza al presente nel quale gli schieramenti sono diventati il pane quotidiano da condividere in solitudine solo con se stessi. La strada in discesa è ormai il segno di leggi coercitive sempre più stringenti che inaspriscono e rendono estremamente difficile il confronto di opinioni, la libera e necessaria autonomia di giudizio che in un sistema sociale avanzato fonda le proprie radici.
Tra le grida e le rincorse dei bambini A. se ne stava in disparte, silenziosa e triste. All'improvviso l'ho vista piangere, mi sono avvicinata e l'ho abbracciata, sentivo il bisogno di rassicurarla e farle sentire la mia vicinanza, qualunque cosa fosse ciò che l'aveva turbata. Dopo la festa, nei giorni seguenti, ho pensato molto a lei scoprendo che quella tristezza aveva accompagnato molti anni della mia infanzia, il nido nel quale mi ero rifugiata e che mi proteggeva dall'indifferenza e dalla mancanza di calore affettivo. In questi giorni le prime luci del Natale accendono speranze,ricordi, emozioni, tutto ritorna a far emergere dal profondo aspettative di una nuova vita, la lunga attesa che apre le porte alla stagione dei sentimenti ritrovati e riscoperti alla luce della rinascita. La corsa ai regali renderà questo periodo frenetico e stressante, il desiderio di compensazione e di accoglienza spingerà tutti a rinsaldare legami, affetti, relazioni, con le solite buone intenzioni che acquieteranno come sempre la coscienza di non aver fatto tutto e bene.
Sulla torre civica restaurata di Norcia appare questa scritta che non esisteva prima del terremoto. Sono parole dense di significato, c'è un'osmosi di sentimenti ed emozioni che pervadono i simboli essenziali della vita e delle sue manifestazioni. Il terremoto pandemico ha infranto e corroso priorità che mai prima d'ora avevamo messo in discussione e con le quali convivevamo in una routine di normalità senza sussulti.