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Sulla filosofia e la sua necessità

filosofiaNei dibattiti televisivi, sull'unico argomento che polarizza l'attenzione quasi voyeuristica dei media, i filosofi non si espongono, d'altronde chi fa del pensiero un atto libero, dinamico e dialettico non può sottoporsi a una gogna mediatica che procede ormai con sempre maggiore forza a separare i buoni dai cattivi con faziosità e spirito di portabandiera.

La filosofia può sembrare una disciplina astratta, un bagaglio di conoscenze lontano dalla realtà, soprattutto questa che sul metodo scientifico dibatte ormai da tanto tempo imponendo soluzioni e verità incontestabili. Ma le radici del pensiero logico non possono essere ignorate, su di esse si fonda la necessità di scoprire nessi, relazioni, contraddizioni che prevaricano l'omogeneità e l'appiattimento del pensiero, l'unico atto di fede che esclude libertà di giudizio e di interpretazione.

Una bellissima frase di Aristotele riesce a dare senso a tutto questo: "La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perchè priva del legame di servitù è il sapere più nobile". Il buon senso comune, che normalmente invita a prendere le cose con filosofia non è l'anticamera di un sapere spicciolo e privo di coinvolgimento mentale perchè sollecita la riflessione e l'introspezione, il criterio di giudizio avulso da condizionamenti che hanno soltanto lo scopo di erigere sovrastrutture limitando l'esercizio della libertà di scelta. La filosofia, da sempre, ha illuminato e dato impulso al pensiero critico, anche A.Einstein credeva nella sua integrità morale: "La filosofia è come una madre che ha dato vita e ha assegnato una dote a tutte le altre scienze. Quindi non si dovrebbe disprezzarla per la sua nudità e povertà, ma si dovrebbe piuttosto sperare che una parte del suo ideale da Don Chisciotte continui a vivere nei figli in modo che essi non cadano nel filisteismo".