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Un segnale contro i "buoni" della scuola

scioperoCara/o lettrice/ore, ci piacerebbe condividere con Te il nostro punto di vista rispetto allo sciopero del Comparto Scuola per dimostrare dissenso sulle prove INVALSI.

Le prove erano programmate per i giorni 5 e 6 Maggio e per evitare che coincidessero con lo sciopero l’INVALSI le ha spostate di un giorno, giovedì 7 Maggio. Per tale motivo, e non unico, numerosi genitori, solidali con i docenti e con la comunità scolastica, hanno ritenuto dare un segnale a chi governa non portando i propri figli a scuola il 7.

È stato chiaro a tutti che spostare una prova già programmata da tempo, contro la quale si è dichiarato uno sciopero, è un comportamento anti sindacale, perciò contrario alla legge.

Si potrebbe essere d’accordo sull’importanza di valutare il sistema, ma questa è, senza dubbio, la parte finale di un processo globale di crescita della scuola, che dovrebbe partire dall’attenzione posta sulle persone, sugli edifici, sui luoghi nei quali i nostri figli vivono le prime ed importanti esperienze formative, sui materiali e gli strumenti, che mancano a causa dei tagli.

Non si sente, quindi, il bisogno di prove standardizzate per riconoscere alcune criticità del sistema scolastico, come non è necessaria una ulteriore “riforma” travestita da “Buona scuola” per rendere ciò che c’era prima “Cattivo”.

Sarebbe importante, invece, domandarsi quale idea di scuola abbiamo.

Per quanto ci riguarda siamo convinti che la scuola debba essere per tutti e per ciascuno, contestualizzata, aperta al dialogo, accogliente, un luogo di cura, non solo di apprendimento. Una scuola frequentata da bambini reali, in carne ed ossa, con una propria singolarità e complessità, una articolata identità, delle aspirazioni, capacità e fragilità. Bambini persona, cittadini attivi, il nostro futuro, sul quale è necessario scommettere e investire, non solo misurare e tagliare.

Cordiali saluti,

i genitori

Myriam Perseo

Maria Pilosu

 

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