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Bullismo e dintorni. I minori a rischio

imgNel numero monotematico di newsletter psicologia dell'Agenzia di stampa nazionale DIRE.it si affrontano le problematiche relative al bullismo e ai minori a rischio. Esiste per gli psicologi una vera e propria emergenza bullismo che può essere contrastata in maniera decisiva a partire dall'intervento a scuola. Da Nord a Sud dell'Italia gli episodi sono in aumento e il rischio è altissimo.

Come afferma Calvani, presidente dell'Ordine Regionale degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia, l'emergenza è permanente e indica la necessità di predisporre un programma di prevenzione del bullismo a scuola con l'introduzione della figura dello psicologo nel contesto scolastico in modo da contribuire alla promozione delle risorse e delle potenzialità dei ragazzi in un fase particolarmente delicata come quella dello sviluppo.

Il fenomeno del bullismo, come afferma Davide Galassi, (psicologo e psicoterapeuta dell'infanzia e dell'adolescenza),  si configura come due facce di una stessa medaglia, il bullo e la vittima sono entrambi vittime di un deficit di empatia e di assenza di educazione affettiva ed emotiva, che rappresenta, dal punto di vista sociologico, una patologia dell'ambiente, della scuola e della società, un contesto attuale  esageratamente richiestivo e narcisistico.

Dal "Rapporto giovani 2016" dell'Istituto Toniolo di Milano si evidenzia che esiste una vasta platea di spettatori di atti di bullismo sui banchi di scuola, ragazzi testimoni anche di consumo e spaccio di stupefacenti in ambito scolastico. I fenomeni di bullismo che possono avere conseguenze anche molto gravi, come il suicidio della vittima, aprono uno scenario più ampio, come sostiene Roberto Collovati dell'Associazione Italiana Mediatori Familiari: "Il fenomeno aderisce in un territorio dove esistono delle fragilità giovanili che riflettono una regressione comportamentale di tutta la società, nella quale, purtroppo, dilagano diverse forme di violenza diffusa".

Il cyberbullismo, secondo lo psicoterapeuta Widmann, costituisce  un ambito quasi elettivo del narcisismo, egli  stigmatizza con questa frase il fenomeno: "A fronte di una persona imponente c'è un Io impotente", la prepotenza si configura come un meccanismo compensativo della grande fragilità interiore del bullo. La distanza emotiva tra vittima e persecutore definiscono un rapporto asimmetrico che si instaura tra due opposte personalità, entrambe bisognose di aiuto psicologico. Fragilità e solitudine esistenziale possono spingere bambini o adolescenti a usare droghe, alcol, psicofarmaci o gioco d'azzardo o a isolarsi dal resto del mondo. Questo ultimo fenomeno pone in evidenza i cosiddetti "reclusi sociali" (hikikomori), ragazzi cioè che tagliano i ponti con l'ambiente esterno. Gli hikikomori esistono in Giappone da circa 20 anni ma in Italia, come afferma Lancini (presidente della fondazione Minotauro), i primi dati risalgono a 15 anni fa. Per lo psicologo il mancato riconoscimento nel gruppo dei pari porta il ragazzo ad alzare barriere di isolamento e di contatto con gli altri. Questi adolescenti i sostituiscono la realtà con la virtualità e la dipendenza da Internet, la rete che diventa rifugio e protezione dal mondo esterno.

Fonte: DIRE - Notiziario settimanale Psicologia, 10/05/2016