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Libri di testo: Il boa constrictor dei tetti di spesa

imgI Consigli di classe di tutt’Italia, o giù di lì, si stanno dibattendo con le costrizioni dei tetti di spesa imposti ai libri di testo della scuola secondaria. Intanto i tetti sono fermi all’a.s. 2012/13, i prezzi –un euro qua, due euro là- sono costantemente in aumento e parallelamente si abbatte la scure della riduzione del budget. Ma un'altra insidia informatica minaccia i portafogli dei genitori e la tranquillità delle scuole. 

Come noto, i tetti di spesa delle scuole secondarie di primo e secondo grado sono ridotti del 10% nelle classi in cui tutti i testi sono stati adottati per la prima volta a partire dall’anno scolastico 2014/2015 e realizzati nella versione mista cartacea e digitale; la riduzione si innalza al 30% in presenza di una dotazione libraria solo digitale. Fin qui nulla di nuovo, a parte il fatto che scuola per scuola si è costretti a prendersi la responsabilità di uno sforamento annunciato. Il problema si complica quando Società di tutto rispetto, che forniscono programmi di gestione accreditati, si permettono di aggiungere paletti a paletti, nella fattispecie impediscono di riconfermare i libri cartacei, nonostante alcuni di essi siano particolarmente graditi agli insegnanti.

La conseguenza del costringere a passare da un libro cartaceo a un’edizione mista non è banale:

  • Gli insegnanti debbono rinunciare a testi che apprezzano;
  • Le famiglie spendono di più;
  • La scuola, complice l’abbattimento del 10%, sfonda il tetto di spesa e ne assume le relative responsabilità.

E sì che la norma (Legge 6 agosto 2008, n. 133, art. 15 c. 2) dice testualmente: "A partire dall'anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista". Si parla quindi di nuove adozioni e infatti il sito dell'Associazione Editori AIE ha sempre consentito di mantenere libri cartacei, se ancora disponibili. Per aggiungere la beffa al danno, sempre la stessa Società fornitrice di programmi per le segreterie non consente di mettere i libri come consigliati se questi non sono già in possesso degli alunni.

A nulla è valso citare le norme e chiedere modifiche; le segreterie che ci hanno provato, hanno ricevuto risposte interlocutorie del tipo: “Se è necessario, potrete inserire delle vecchie edizioni di libri, sarà però doveroso inserire anche la spunta alla voce “in uso” in quanto questo testo potrebbe non risultare essere acquistabile da un alunno. Per quanto riguarda però le cedole librarie e la gestione del tetto spesa, queste andranno gestite a parte perché essendo questi volumi considerati come già in uso non compariranno nel tetto di spesa”. Eh già, ma allora a cosa serve tutta questa procedura? E la legge? sta lì per caso?

L’approccio più drastico è quello di togliersi da ogni responsabilità, del tipo: “le impostazioni del programma sono finalizzate a un invio consono alle richieste dell'AIE”. Posto che il sito dell’AIE consente tranquillamente di riconfermare libri cartacei e di consigliare libri non già in possesso dell’alunno, dove sta la verità? Intanto le famiglie pagano e le scuole non sono messe nelle condizioni di rispettare le norme. Come Associazione Genitori A.Ge. Toscana, ci siamo sentiti in dovere di informare tutti i Dirigenti scolastici della nostra Regione.

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