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Educare con il Metodo WAL

Metodo WAL 2Il Metodo WAL è l'unica disciplina attualmente esistente in Italia ad integrare attività fisica e cognitiva nello stesso allenamento. Il principio del Walk and Learn (impara e cammina) si basa sulla plasticità neurale, facoltà cerebrale che permette al cervello di auto-rigenerarsi nel tempo, anche a seguito di lesioni gravi come ictus o derivanti dall'invecchiamento.

La fondatrice del Metodo WAL, Annamaria Crespi, laureata in Filosofia e Psicologia ed ex- insegnante nelle scuole medie superiori, si è concentrata sullo studio delle scienze cognitive e psico-motorie, della pedagogia e delle più recenti ricerche mediche per creare una disciplina in grado di curare mente e corpo allo stesso tempo. La doppia attività fisica e cognitiva, quando praticata all'unisono, aumenta infatti i benefici dei singoli allenamenti.

L'allenamento fisico consiste in una camminata sul tappeto in microfibra realizzato appositamente per stimolare la riflessologia plantare, accompagnare il passo sostenuto alleviando il peso del corpo, tonificare i muscoli e regolare la postura. L'attività cognitiva è indotta dall'ascolto degli AudioWAL, documenti culturali mp3 udibili in cuffie wireless che trattano vari argomenti e stimolano memoria, apprendimento, concentrazione e capacità linguistiche. Una sessione WAL dura circa 1 ora; inizia con lo stretching, prosegue con la camminata/ascolto Audio per 40 minuti (il clou della pratica WAL) e termina con stretching emozionale e discussione dell'Audio.

Il Metodo WAL si pone a fianco dell'educazione infantile tradizionale come metodo integrativo, che aiuta bambini e ragazzi a sviluppare le funzioni cognitive sopra indicate ma non solo. Il pregio del Walk and Learn, che lo rende una disciplina unica nel suo genere, consiste nella cura dell'intero organismo. E' importante che i ragazzi instaurino un buon contatto con sé stessi, soprattutto nell'età della formazione e dello sviluppo; ciò vuol dire che imparino a conoscere il proprio corpo (resistenza, respirazione, forza, equilibrio, flessibilità) e le proprie emozioni.

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Muoversi per apprendere

Carla Hannaford, biologa, scrittrice ed insegnante americana, nel suo libro Smart Moves spiega l'importanza del movimento per l'apprendimento. L'educazione scolastica tradizionale costringe i ragazzi ad imparare seduti sulla stessa sedia per ore, unico movimento previsto: scrivere.

In un tipico giorno di scuola, fatto di 5 ore, i ragazzi entrano in classe, si siedono e lì restano per tutta la mattinata. All'educazione fisica si dedica un'ora a settimana. In totale abbiamo circa 29 ore a settimana di sedentarietà, alle quali seguono quelle del dopo scuola; pomeriggi passati a fare i compiti seduti. Un ragazzo in età scolare ha, invece, necessità di imparare con tutto il corpo; anzi, più ci si muove meglio è per lo sviluppo delle capacità cognitive. Nel nostro articolo "L'attività fisica nell'Infanzia", per esempio, abbiamo parlato di come l'apprendimento in gioventù abbia un impatto positivo per tutta la vita.

“E' essenziale per il processo di apprendimento permettere ai bambini l'esplorazione di ogni aspetto del movimento e dell'equilibrio all'interno del proprio ambiente, che si tratti di camminare sul bordo di qualcosa, di arrampicarsi o di saltare sui mobili...La ricerca mostra che le attività muscolari, soprattutto quelle coordinate, gli esercizi di equilibrio, sembrano stimolare la produzione di neutrofine, come la dopamina, sostanze naturali capaci di stimolare la crescita delle cellule nervose esistenti e incrementare il numero di nuove cellule nervose, nonché delle connessioni neurali cerebrali”.

A questo proposito Hannaford riporta uno studio canadese che conferma l'efficacia del movimento nel processo di apprendimento. Fra 500 bambini esaminati, coloro che praticavano più di un'ora di movimento al giorno presentavano un rendimento scolastico migliore di bambini meno attivi. I benefici dell'attività fisica a livello cognitivo valgono ugualmente per gli adulti. Lo stesso studio ha esaminato infatti uomini e donne fra i 50 e 60 anni, notando l'incremento del 10% nei risultati di test cognitivi da parte di coloro che si erano impegnati in un programma di camminata veloce per quattro mesi.

Ma l'effetto più sorprendente del movimento nei processi di apprendimento è stato scoperto da una ricerca medica che ha coinvolto 13.000 adulti e bambini dislessici fra Australia, Sud Africa e Nord America. Per sei mesi, i soggetti hanno lanciato una pallina morbida da una mano all'altra per 10 minuti due volte al giorno, stando in equilibrio su una tavola basculante. Alla fine del sesto mese, tutti i partecipanti hanno visto i sintomi della dislessia scomparire o calare enormemente.

“Poiché il cervello è un organo di riconoscimento degli schemi, coinvolgere gli studenti in un'attività di movimento, che abbia uno schema ben preciso come la Brain Gryn e una 'pausa ritmica' ogni 30-60 minuti, tiene il cervello sveglio e attento e aiuta ad aumentare la durata dell'attenzione”, chiarisce Hannaford.

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5 punti e 1 Metodo per educare con il movimento

Giovanni Sapucci, direttore del CEIS (Centro Educativo Italo Svizzero) di Rimini, in un articolo del 2013 per uppa.it presenta 6 punti fondamentali per indirizzare lo sviluppo cognitivo infantile nella direzione giusta (qui riassunti in 5):

1. Individualizzazione. Aiutare il bambino ad acquisire auto-consapevolezza. Ciò che dicevamo all'inizio: comprendere il proprio corpo e le proprie emozioni.

2. Socializzazione. Il bambino impara a conoscersi distinguendosi dall'altro. Per questo motivo il confronto tramite le relazioni sociali, intessute a scuola e durante le attività ricreative, è fondamentale.

3. Operatività. Concretizzare individualizzazione e socializzazione attraverso l'insegnamento, non solo scolastico. Il Metodo WAL integra entrambi i punti grazie all'attività psico-fisica praticata in un contesto di gruppo.

4. Motivazione. Aiutare il bambino a vivere il processo di apprendimento come una motivazione personale. Come? Con il gioco, il divertimento e il coinvolgimento. —“Il gioco è lo strumento principe attraverso il quale il bambino esprime la propria identità e sviluppa le proprie conoscenze, anche le più complesse”. Giovanni Sapucci

5. Organicità. Considerare e praticare l'educazione come un sistema organico, che include educazione cognitiva, intellettuale, fisica e sociale.

Il Metodo WAL promuove questo tipo di educazione trattando l'individuo come un organismo da curare in ogni singola parte. Nel WAL attività cognitiva e motoria sono strettamente connesse, così come il benessere psico-emotivo e fisico.

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Imparare con il corpo

L'esperienza fisica, tattile, organica, è fondamentale per l'apprendimento dei ragazzi. Ashley Montagu, antropolgo e saggista inglese classe 1905, ha dedicato gran parte della sua carriera ad approfondire le dinamiche dello sviluppo infantile utilizzando l'approccio somatopsichico, “ovvero il modo in cui, attraverso l'esperienza tattile o la sua mancanza influisce sullo sviluppo del comportamento, e cioè della 'memoria della pelle'”. Ne Il linguaggio della pelle, Montagu mette in luce l'importanza del contatto fisico per il corretto sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino, a partire dalla relazione con la madre sino a quella con gli oggetti e gli altri.

Vediamo così come la scienza, la medicina, la filosofia e l'antropologia sottolineino l'importanza del movimento all'interno del processo educativo e di sviluppo dei bambini; perché allora la scuola (per lo meno quella italiana) si basa ancora su un approccio puramente didattico? La lettura e l'insegnamento di concetti non bastano da soli a nutrire un organismo complesso, per questo motivo il Metodo WAL offre un percorso formativo che integra le componenti necessarie, assenti nelle nostre scuole.

WAL, Cammina, Impara, Cresci

www.walexperience.com - www.elenamencarelli.com 

Bibliografia

  • Carla Hannaford, Smart Moves, why learning is not all in your head. Great River Books, 2005
  • Giovanni Sapucci, L'importanza del gioco nel processo di apprendimento, giugno 2013 (https://www.uppa.it/educazione/scuola/importanza-del-gioco-nell-apprendimento/)
  • Ashley Montague, Touching: The Human Significance of The Skin, William Morrow Paperbacks, 1971

 

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