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La Pedagogia è un prontosoccorso per la scuola e la comunità

imgLo scenario comunitario (sociale, educativo, familiare) contemporaneo ha in sé significativi intoppi di natura esistenziale, socio-relazionale ed emotiva che inevitabilmente impattano con il processo di nascita, crescita e sviluppo di qualsiasi tipo di comunità, da quelle provvisorie a quelle più radicate nel tempo come la famiglia.
Nonostante, il personale docente sia continuamente inserito in corsi di formazione, c’è un sottopassaggio sconosciuto a cui i docenti purtroppo ancora non accedono: la formazione su se stessi.
Quante volte abbiamo sentito docenti dire: “io gli parlo e lui non mi ascolta” oppure “è maleducato” oppure “è disinteressato ad ogni cosa”.

Nelle aule si deve privilegiare uno stile comunicativo in cui si possano esprimere sentimenti, emozioni, stati d’ animo e questo significa investire sulla crescita di ogni essere umano, nessuno escluso, e neanche il docente. L’insegnante è chiamato acreare le condizioni che favoriscano lo sviluppo personale dell’alunno mentre apprende. L’incapacità di fermarsi e di riscoprire la ricchezza dell’ incontro con il cuore delle persone, conduce all’isolamento emotivo e di conseguenza apprenditivo.
In questa prospettiva, la Pedagogia può essere "un pronto-soccorso" per le famiglie, per la comunità e per la scuola.
Gli ambienti relazionali, cioè gli spazi deputati alla scambio vicendevole di affetto, stima, informazioni, hanno la responsabilità di contribuire alla costruzione dell’Identità. L’Identità è generata dal mescolarsi di tutti gli incontri che facciamo da quando nasciamo.
Tutti questi contatti umani, condizionano, nutrono, ostacolano, definiscono, dirigono le nostre scelte, affettive, formative e lavorative, dando loro una direzione piuttosto che un’altra.
La scuola ha il compito di formare soggetti in armonia con la loro sfera emotiva, cognitiva e comportamentale.
La scuola ha il compito di formare soggetti in armonia con la loro sfera emotiva, cognitiva e comportamentale.
Che foto è quella della nostra scuola-società? E’ un’immagine della nostra ipocrisia? Perché non ci sforziamo, in qualità di esperti nelle scienze umane, di creare ambienti di crescita personale, entro cui metterci in gioco e comunicare i nostri limiti e le nostre risorse?

Sara Macchioni  De Angelis, Pedagogista, Mediatrice familiare, Esperta in Dsa,e  Presidente dell'Associazione  di promozione sociale "Pensiero Laterale"

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