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Belgio: la televisione nemica della diversità

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La televisione belga non riflette l’eterogeneità e le differenze in seno alla società. E’ questa la conclusione di uno studio del CSA (Conseil supérieur de l’audiovisuel), secondo cui gli anziani, le donne, i disabili e le persone di origine straniera sono troppo poco presenti in TV, sia nel ruolo di protagonisti (presentatori, giornalisti ecc) che in quello di spettatori (pubblico, testimoni, ecc).

Tra tutte le persone “in onda”, per esempio, solo il 31,4% appartiene al gentil sesso. E questo non solo nelle trasmissioni sportive, ambito tradizionalmente appannaggio degli uomini, ma anche nei programmi di intrattenimento e nei telegiornali. Vittime della sottorappresentazione mediatica sono anche i senior over-65 e i diversamente abili, quasi del tutto assenti dal piccolo schermo, con una presenza rispettivamente del 2,68% per i primi e dello 0,33% per i secondi. A ciò si aggiunge il fenomeno della ghettizzazione tematica. Gli anziani, i disabili e gli stranieri, infatti, sono il più delle volte invitati a comparire per parlare esclusivamente dei problemi che li riguardano da vicino: vecchiaia, salute, handicap, immigrazione e discriminazione.

WestInfo, 04/05/2011

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