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Meno ore per i disabili Gelmini condannata

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Tagliare le ore di sostegno per gli studenti disabili è una «discriminazione inaccettabile», che viola la legge che tutela i portatori di handicap e, prima ancora, l’articolo 3 della Costituzione, che stabilisce l’impegno della Repubblica al pieno sviluppo della persona umana.

A ricordarlo al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini è stato un giudice del tribunale della Spezia, Valentina Rascioni, che ha accolto il ricorso presentato dai genitori di uno studente sedicenne di una scuola media superiore spezzina affetto da una disabilità grave e ha condannato il ministero a ripristinare le ore di sostegno «negate» all’inizio dell’anno al ragazzo. Non solo, il dicastero dell’Istruzione, unico ad essere stato condannato nonostante la famiglia del disabile avesse citato anche la scuola del figlio, l’ufficio provinciale scolastico e quello regionale, dovrà anche pagare le spese legali e processuali (1.200 euro).

«Questa sentenza ha reso giustizia a uno studente e alla sua famiglia, ma costituisce anche un precedente per la tutela di tanti studenti disabili penalizzati dai tagli imposti dal ministero» dice l’avvocato Isabella Benifei, che ha promosso la causa richiamando la legge 67 del 2006. Legge che consente di citare in giudizio l’amministrazione pubblica quando si ritiene che un suo atto ponga un portatore di handicap in una posizione di svantaggio rispetto ad altre. «E’ mutuata dalla legge di tutela degli immigrati, contro le discriminazioni» spiega il legale.

E di «condotta discriminatoria» parla anche il giudice spezzino, puntando l’indice contro il provvedimento con il quale, all’inizio dell’anno scolastico, per far quadrare i conti con le risorse disponibili, alla Spezia erano state dimezzate le ore di sostegno riconosciute allo studente di Ragioneria nel cosiddetto piano educativo individuale elaborato dall’équipe medicoscolastica: gliene erano state assegnate 9 anziché 18. «In questo modo è stato limitato il suo diritto allo studio, all’integrazione, allo sviluppo della persona» ripete l’avvocato Benifei, che si richiama ancora una volta la Costituzione. «Il provvedimento ministeriale ha leso tale diritto, tanto che gli stessi tagli erano già stati riconosciuti inconstituzionali nel caso dei portatori di handicap gravi, e ha negato il principio della parità di trattamento».

La famiglia ha parlato, prima di ricorrere al tribunale, con il preside? «Sì, certo. Ma che cosa può fare la scuola? I tagli sono stati imposti dal ministero, il monte ore di sostegno a loro disposizione s’è ridotto e hanno dovuto dividerlo gioco forza tra i ragazzi aventi diritto...». «I tagli sono generalizzati e non si fermano nemmeno di fronte ai casi di alunni con disabilità particolarmente gravi. Gli stessi uffici scolastici regionali appaiono disorientati rispetto alla possibilità di applicare deroghe» commenta amaro il presidente della Consulta provinciale disabili della Spezia, Mauro Bornia.

Ora, però, c’è una sentenza: il ministro Gelmini ha 30 giorni di tempo per restituire le ore negate allo studente disabile spezzino. Un momento: il ministero potrà impugnare la sentenza. «Potrà - dice l’avvocato Benifei -. Ma mi auguro che ci si fermi qua, per il bene del ragazzo».

LaStampa.it, 28/03/2011

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