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Secondo Rapporto di Tuttoscuola sulla qualità della scuola italiana
Il 5 Maggio 2011 a Roma, presso la sede dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Il Direttore di Tuttoscuola, Giovanni Vinciguerra, ha presentato il 2° Rapporto sulla qualità nella scuola italiana.
Tuttoscuola è il mensile per insegnanti, genitori e studenti che ha realizzato una graduatoria delle Province e delle Regioni in base alla qualità del sistema istruzione.
Le graduatorie sono state ricavate elaborando migliaia di dati con 96 indicatori, ciò ha permesso una profonda radiografia del sistema scolastico italiano.
Il Rapporto è uno strumento unico per avere una consapevolezza dei limiti e delle potenzialità del sistema scolastico e per aiutare e meglio individuare le priorità di intervento. Il 1° Rapporto di Tuttoscuola venne stilato nel 2007, quindi ora è possibile fare anche un raffronto di dati.
Regioni: il Piemonte si classifica al primo posto della graduatoria e, rispetto al 2007 guadagna 3 posizioni. Dietro al Piemonte si colloca il Friuli Venezia Giulia che sale dal 5° posto. La Lombardia si merita la medaglia di bronzo, seguita dall’Emilia-Romagna, Basilicata e Veneto. Ultima la Sicilia, preceduta da Sardegna, Campania, Molise e Abruzzo. La Liguria risale all’11° posto e la Toscana è al 10°. I peggioramenti si evidenziano per le Marche, che perdono 5 posizioni, e della Calabria che passa dall’8° al 12° posto.
Sud: il sistema scolastico del Sud è in netta ripresa, secondo gli indicatori di Tuttoscuola, si registrano miglioramenti nelle attrezzature didattiche, dotazione di libri e uffici, in questi ambiti le scuole del sud precedono la Lombardia. In Puglia si trovano le scuole più informatizzate. Il grado di precarizzazione del personale scolastico è pari alla metà di quello che si registra al Nord. Le difficoltà del Mezzogiorno restano l’edilizia fatiscente e la dispersione scolastica.
Province: Biella e Torino sono sul podio più alto, seguite da Lodi, Verbano e Udine. Tra le grandi città Milano è stabile al 7° posto, Bologna sale al 23° , Venezia al 40°, Firenze al 62°, Genova al 56°. Peggiora Roma che scende al 71°, cala anche Palermo al 96° posto e Napoli terz’ultima al 98° posto. Tra le prime venti province in classifica, del sud c’è solo Potenza alla 19° posizione, Benevento sale al 29° posto e Vibo Valentia al 31°.
La classifica delle città lombarde: Milano 7°, Lecco 9°, Cremona 11°, Varese 17°, Bergamo 20°, Brescia 26°, Pavia 30, Como 37°, Mantova 49°, Sondrio 63°.
Il Ministro Gelmini è intervenuta dicendo “…è necessario poter disporre di rapporti come quello che viene presentato oggi in grado di fornire una significativa base di dati, raccolta su una serie di indicatori significativi. Trattandosi inoltre della seconda edizione, il rapporto permette anche di leggere i cambiamenti e lo sviluppo del sistema” poi ha evidenziato i progressi registrati dalle scuole del Sud e il corretto utilizzo dei fondi comunitari che hanno contribuito ad innalzare alcuni parametri strutturali delle scuole. Il Ministro ha dichiarato che “oltre 310mila docenti hanno seguito iniziative di formazione in servizio per migliorare la qualità dell’insegnamento sulle competenze di base, 1milione e 139mila studenti sono stati coinvolti nelle diverse iniziative contro la dispersione scolastica, di 12mila laboratori sono state dotate le scuole del Sud” poi ha sostenuto che “la scuola è un sistema complesso caratterizzato da una diversità di risultati e parametri non uniformi sul territorio…e la qualità dell’insegnamento, che varia all’interno della stessa scuola, determina i risultati degli apprendimenti”. Su questo punto ha insistito il Ministro “la professionalizzazione degli insegnanti dovrà costituire la prossima tappa del nostro percorso riformatore e che è uno strumento imprescindibile per un sistema scolastico efficiente e all’avanguardia. Le capacità professionali dei docenti sono alla base di qualunque progetto di miglioramento della qualità del sistema. Il suggerimento di aprire in Italia un nuovo capitolo che riguardi l’intera filiera ‘formazione iniziale – reclutamento – formazione in servizio – valutazione – carriera – merito’ è al centro delle azioni di governo”. Conclude il Ministro “vogliamo portare il sistema-scuola a un miglioramento e un’efficienza che ancora non ha raggiunto, grazie all’aiuto di tutti, delle forze politiche, come delle forze presenti nella società, degli insegnanti e degli studenti, che costituiscono il cuore e la mente del mondo dell’istruzione. Dobbiamo confrontarci con pacatezza, promuovendo il dialogo e l’impegno”.
Dibattito: Patrizio Bianchi ha posto l’accento sulla valorizzazione dell’apporto delle regioni e degli enti locali alla realizzazione dell’offerta formativa più corrispondente alle esigenze dei giovani e delle imprese, con particolare riferimento alla formazione tecnica e professionale.
Giuseppe De Rita ha obiettato che non è scontato che il federalismo scolastico si riveli uno strumento di perequazione e riequilibrio più efficace del tradizionale centralismo scolastico.
Massimo Di Menna ha sostenuto che la riqualificazione della spesa per l’istruzione a tutti i livelli deve essere prioritaria.
Giuseppe Desideri ha mostrato che il Rapporto di Tuttoscuola è in ritardo sul fronte della diffusione delle nuove tecnologie, dove il problema più grosso è la formazione dei docenti, iniziale e in servizio.
Davide Guarneri ha evidenziato che la scuola italiana, pubblica e privata, è rigida: dovrebbe aprirsi di più al territorio e a una collaborazione più diretta con le famiglie, inoltre ha sottolineato che è necessario un sistema di valutazione nazionale che dia conto della qualità dell’offerta formativa in tutti i suoi aspetti.
Leccoprovincia.it, 07/05/2011

