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UE: nuove sostanze psicoattive

La quantità di sostanze psicoattive segnalate all’Unione Europea nel 2010 è risultata doppia rispetto al 2009: 41 nuove sostanze rispetto alle 24 dell’anno precedente. Sarebbe questa quindi la priorità da affrontare secondo la Relazione di valutazione presentata dalla Commissione Europea.

La relazione valuta il meccanismo istituito dall’UE nel 2005 (Council Decision 2005/387/JHA), che prevede un sistema di allarme rapido (dell’Osservatorio Europeo sulle Droghe e le Tossicodipendenze e l’Europol) fra Stati membri sulle nuove sostanze, la valutazione dei rischi che esse comportano e, quando necessario, il loro assoggettamento a misure di controllo in tutta Europa.

Il mercato delle droghe sintetiche – si apprende da un comunicato stampa della Commissione Europea - avrebbe subito una crescita notevole soprattutto per la possibilità di bypassare i controlli attraverso il loro acquisto su Internet. Inoltre, le sostanze smerciate, spesso non sono ancora vietate dalla legge ma restano comunque pericolose come le droghe tradizionali, e la situazione è casomai aggravata dal fatto che gli stessi effetti collaterali delle nuove sostanze, spesso, non sono facilmente riconoscibili dal personale medico perché non ancora studiate. L’intenzione della Commissione con la Relazione di valutazione quindi, è di rafforzare le norme vigenti per contrastare la vendita di queste sostanze sul mercato.

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In concomitanza con la relazione della Commissione Europea è stato pubblicato il sondaggio Eurobarometro, secondo il quale, gli effetti delle droghe “nuove” sarebbero sempre più simili a quelli delle droghe “vecchie”. Dal sondaggio si apprende che il 5% degli intervistati ha ammesso di fare uso di droghe sintetiche, di rifornirsi da amici (54%), durante feste o in club (37%), in appositi negozi (33%) o su Internet (7%). I paesi con le percentuali più alte di consumo delle nuove sostanze tra i giovani, sempre secondo Eurobarometro, sarebbero l’Irlanda con il 16% di consumatori, seguita da Polonia e Lettonia con il 9%, Regno Unito all’8% e Lussemburgo al 7%. Dati preoccupanti, anche se dal sondaggio emerge un aspetto importante secondo il quale in tutti e 27 gli Stati membri la grande maggioranza dei giovani tra i 15 e i 24 anni risulta essere a favore del divieto di tali sostanze.

La Commissione sta esaminando il modo in cui rendere più efficaci le norme dell’UE e presenterà una serie di opzioni al riguardo, in quanto uno dei suoi ruoli è quello di proporre agli Stati membri di mettere sotto controllo le nuove droghe. Tali proposte vengono recepite anche dall’Italia attraverso il Dipartimento Politiche Antidroga che con il Sistema Nazionale di Allerta Precoce (N.E.W.S. www.allertadroga.it) acquisisce e scambia rapidamente informazioni sulle nuove droghe a livello nazionale ed europeo e valuta i loro rischi per la salute intervenendo, quando necessario, con azioni di controllo, quali ad esempio, l’inclusione in tabella I delle nuove sostanze stupefacenti (D.P.R. 309/90 e s.m.i.).

Fonte: Commissione Europea

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