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Scuola, nuovo anno al via tra le proteste

Le vacanze sono finite e a tornare sui banchi di scuola, se pur a scaglioni, sono 7.830.650 studenti che hanno rimesso sulle spalle zaini e cartelle. Oltre un milione sono gli alunni della scuola dell'infanzia, 2.571.949 quelli della primaria, 1.689.029 della secondaria di I grado, mentre 2.548.189 quelli della secondaria di II grado. La gran parte rientra a scuola oggi, anche se qualche studente ha concluso prima le vacanze.

In ogni caso a varcare la soglia degli edifici scolastici sono gli studenti di Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lomabardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto e delle province autonome di Trento e Bolzano. Domani sara' la volta dell'Abruzzo, il 14 della Campania e della Toscana, il 15 Puglia, Sardegna e Sicilia. Gli ultimi a tornare in classe saranno i ragazzi di Basilicata ed Emilia Romagna. Le prossime vacanze estive arriveranno dopo il 9 giugno 2012, ultimo giorno di lezione, tranne in Sicilia dove le scuole finiranno il 12 giugno, il 13 in Piemonte e il 16 in provincia di Bolzano e Basilicata. I maturandi faranno il primo scritto di italiano il 20 giugno prossimo. Invece, le prossime festivita' degne di nota saranno quelle natalizie che inizieranno tra il 23 e il 24 dicembre e termineranno il 7 gennaio (tranne Sardegna e Molise dove finiranno il 6 e Veneto e provincia di Bolzano dove sono posticipate fino all'8). E poi la Pasqua tra il 2 e il 5 aprile 2012 e fino il 10-11 aprile. Come ogni anno, oltre a Pasqua e Natale, saranno giorni di festa anche il 1* novembre, l'8 dicembre, il 25 aprile, il 1* maggio, il 2 giugno e la festa del Santo Patrono.


NUOVO ANNO COMINCIA TRA PROTESTE. STUDENTI, 7 OTTOBRE IN PIAZZA.

In questi giorni riaprono le scuole in tutta Italia, da Bolzano a Palermo passando per Padova, Venezia, Bologna e Roma, e fin dal suono della prima campanella sono iniziate le proteste degli studenti. La Rete degli studenti stamane si e' presentata davanti ad alcuni istituti della Capitale e altre citta' italiane, armata di scontrini, calcolatrici, volantini e numeri giganti per presentare ''il conto al governo e al ministro Gelmini, facendo vedere i danni'', provocati ''all'Italia che conta: gli studenti e i giovani di questo Paese''. ''I numeri - spiegano gli studenti - sono evidenti: agli 8 miliardi di euro che sono stati tagliati alla scuola pubblica, si sommano i tagli agli enti locali di questa manovra, l'eliminazione di 30 mila insegnanti e tutto questo senza toccare ad esempio l'evasione fiscale di 50 miliardi di euro. Dietro queste cifre si nasconde la distruzione della scuola pubblica: viene negato il diritto allo studio, aumentano vertiginosamente i costi a carico di studenti e famiglie, dai libri di testo al contributo 'volontario', siamo costretti a studiare in edifici fatiscenti che continuano a crollarci addosso e in classi pollaio da 30 alunni, i programmi sono fermi a 50 anni fa, non c'e' nessun investimento sull'innovazione ma il ministro Gelmini continua a parlare di 'rigore e merito' e punirci con provvedimenti come il voto di condotta o il limite di assenze''. ''Non vogliamo subire i danni - aggiunge la Rete degli studenti - di un governo che da i numeri, ma essere noi a contare, facendo vedere le priorita' da cui ripartire per rimettere in piedi la scuola pubblica e il Paese che vogliamo: Welfare studentesco, Edilizia scolastica, Diritto allo studio, Innovazione, Valutazione non punitiva, Collegamento col mondo del lavoro'', per questo il 7 ottobre ''saremo in piazza, per riprenderci il Paese e riscrivere la scuola che vogliamo''.

FEDERAZIONE STUDENTI: NEL POMERIGGIO PROTESTA SOTTO MIUR.

In occasione della riapertura delle scuole, oggi pomeriggio, alle 16, la Federazione degli Studenti sara' sotto il Miur con uno striscione con su scritto ''Saremo ovunque per salvare una generazione''. ''Il movimento dell'Onda del 2008, - ricorda il portavoce di FdS, Dario Costantino - le manifestazioni dell'ultimo anno, le occupazioni dei monumenti e le lotte congiunte tra lavoratori e studenti sono la dimostrazione di un paese che si mobilita, una generazione che si riscopre. Dietro alla cortina di indifferenza che ricopre l'Italia ci siamo noi, i ragazzi della dispersione scolastica, quelli della disoccupazione giovanile: persone di cui questo governo non si interessa, problemi da mettere da parte oppure da zittire, con la falce dei tagli o con il silenzio colpevole che appiattisce tutto. Saremo ovunque per rendere chiara a tutti la condizione di chi vive in scuole fatiscenti, nell'ansia del domani, nella precarieta' dell'oggi''. ''La politica - aggiunge Guido Staffieri, responsabile mobilitazione di FdS - deve rendersi conto che le nostre problematiche sono le crepe che fanno tremare il paese, le nostre sfide sono le stesse che dovremmo mettere al primo posto nell'agenda della politica nazionale. Non ci stiamo piu' ad essere considerati l'ultima ruota del carro: anche quest'anno saremo ovunque''.

ASCA, 12/09/2011