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Nuove scoperte sul funzionamento del cervello
Poter intervenire sulla plasticità a seguito di lesioni celebrali è uno degli obiettivi più ambiziosi delle neuroscienze. Va in questa direzione la scoperta di un gruppo di ricercatori coordinato da Tommaso Pizzorusso, docente dell'ateneo fiorentino, che studiando la corteccia visiva ha individuato un fattore chiave implicato nei processi di modificazione del cervello.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sull'ultimo numero della rivista scientifica ''Nature Neuroscience''. E' noto da molto tempo che durante lo sviluppo del cervello fino alla fase adulta la formazione delle connessioni cerebrali è particolarmente influenzabile dall'esperienza, tuttavia ancora molto poco si sa di come gli stimoli esterni riescono a incidere sullo sviluppo delle connessioni tra i neuroni.
Tommaso Pizzorusso e i colleghi dell'Istituto di Neuroscienze di Pisa e della Scuola Normale Superiore di Pisa Paola Tognini, Elena Putignano e Alessandro Coatti, hanno individuato un importante mediatore della plasticità cerebrale, ovvero un fattore capace di far crescere - o perdere - le sinapsi fra le cellule del tessuto nervoso. "Identificare certi fattori - spiega Pizzorusso, associato di Psicobiologia e psicologia fisiologica - è un prerequisito fondamentale per delineare strategie farmacologiche capaci di promuovere la plasticità cerebrale in tutti i casi, come ad esempio nel declino cognitivo o per potenziare gli effetti della riabilitazione a seguito di lesioni cerebrali, in cui favorire la plasticità potrebbe avere effetti favorevoli nei pazienti."
Quotidiano.net, 21/09/2011

