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Una buona alimentazione della mamma protegge il nascituro
La dieta è importante, ormai lo sappiamo. È uno dei pilastri della buona salute e, oggi, grazie a un nuovo studio, lo diventa ancora di più per la donna in gravidanza e il bambino che porta in grembo. Seguire infatti una dieta sana può ridurre fino al 34 per cento il rischio di difetti alla nascita quali schisi oro-facciali (malformazioni congenite caratterizzate da fessurazione delle labbra e/o del palato come il labbro leporino) e difetti del tubo neurale.
I ricercatori dell’Università di Stanford in California (Usa), coordinati dalla dottoressa Suzan L. Carmichael, hanno condotto uno studio in cui sono stati analizzati i dati relativi al National Birth Defects Prevention Study con lo scopo di valutare se una più alta qualità della dieta seguita dalla donna immediatamente prima e durante la gravidanza potesse essere associata a un ridotto rischio di difetti alla nascita.
Nel totale, i casi esaminati riguardavano 6.807 donne che avevano partorito bambini sani e 3.824 che avevano partorito bambini affetti da labbro leporino o palatoschisi. In base a ciò, gli scienziati hanno poi sviluppato due scale di valutazione della qualità della dieta basate su un parametro di paragone che prendeva a esempio la dieta mediterranea.
I risultati dello studio sono poi stati pubblicati sulla versione online dell’Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine. Qui, i ricercatori, suggeriscono che seguire una dieta sana che includa una buona fonte di fibre e sia povera di grassi possa ridurre il rischio di difetti alla nascita.
«Aumentare la qualità della dieta basata su entrambi gli indici è risultata associata con ridotti rischi per i difetti alla nascita studiati – scrivono i ricercatori – Sulla base dei due indici di qualità della dieta, una maggiore qualità della dieta materna durante l’anno prima della gravidanza era associata a un più basso rischio di difetti del tubo neurale e schisi oro-facciali. Questa scoperta persisteva anche dopo l’aggiustamento per diversi potenziali fattori confondenti quali l’assunzione materna di vitamine/minerali».
I risultati, dunque, suggeriscono che un approccio dietetico corretto sia prima che durante la gravidanza potrebbe portare a un’ulteriore riduzione dei rischi di difetti maggiori alla nascita. Gli sforzi delle istituzioni preposte dovrebbero essere concentrati nell’incoraggiare ad alimentarsi correttamente, con l’obiettivo di contrastare sempre più i rischi di questo genere, concludono i ricercatori.
Fonte: La Stampa, 05/10/2011

