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Bambini e anziani con problemi di udito
L'aumento della popolazione anziana implicherà un incremento dei disturbi all'udito nella popolazione, in quanto la prevalenza di tali disturbi è legata all'età. Di questo si è appunto parlato al convegno Age & Hearing, che si è svolto ad Amburgo.
Secondo uno studio condotto dall'US-National Center for Health Statistics, la prevalenza specifica dell’ipoacusia nella fascia d'età over-65 è pari a circa il 30%. Ciò significa che circa un terzo della popolazione con età superiore ai 65 anni presenta disturbi all’udito.
La perdita dell'udito implica per le persone anziane un allontanamento sempre più marcato dalla società, nonché una crescente perdita di contatti a livello sociale che può degenerare in casi di vero e proprio isolamento.
Lo stesso vale per l’ipoacusia in età pediatrica: un’ipoacusia severa o profonda presente alla nascita, se non diagnosticata e trattata in epoca molto precoce, può seriamentecompromettere l’acquisizione del linguaggio e può tradursi in uno svantaggio difficilmente rimediabile, caratterizzato da difficoltà comunicative, relazionali, emotive e scolastiche.
Lo screening uditivo neonatale ha accelerato i tempi diagnostici permettendo il trattamento, la presa in carico e la prescrizione dell’apparecchio acustico già dai 3-6 mesi di vita. Anche la ricerca genetico-molecolare e lo studio dei geni-malattia hanno migliorato le conoscenze sulle caratteristiche e la storia naturale delle ipoacusie, tanto da consentire la presa in carico del bambino in tempo utile e in modo efficace.
Fonte: Sanihelp, 02/11/2011

