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La vita sessuale delle persone con disabilità
La sessualità delle persone disabili continua ad essere un tabù. Pur interpellando in maniera forte genitori ed educatori, ancora si stenta a trovare un pensiero che offra al contempo giustificazioni affettive, etiche, legali ad una dimensione della personalità che non accetta di essere negata.
In Francia il problema è arrivato a un punto tale da obbligare ad intervenire, come si propone il rapporto parlamentare che a breve sarà presentato. La questione è tanto semplice quanto complicata. Al pari di Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svizzera e Svezia, anche Oltralpe si tratta di capire se è arrivato o meno il momento di istituire la figura dell’operatore sessuale. Che, da quanto visto nei paesi che ne hanno già fatto esperienza, dovrebbe avere una professionalità tale da aiutare i disabili fisici e psichici a misurarsi con il sesso, senza però spingersi fino ai rapporti completi. In Svizzera, per esempio, un’ora di massaggi, carezze, esperienze sensuali e giochi erotici costa circa 100 euro.
In Francia, avere scoperchiato questa pentola, tuttavia, ha scatenato feroci querelles. Soprattutto da parte di chi ritiene che questo tipo di interventi non siano terapeutici ma sconfinino nella prostituzione. O per ragioni opposte dalle donne disabili che si sentono doppiamente escluse visto che gli assistenti sembrano riservati principalmente agli uomini. Posizioni contro le quali i sostenitori argomentano, forse a ragione, che laddove esiste il sesso è impossibile negarlo. Puntando ad accompagnarlo alla tenerezza, al rispetto e all’ascolto per provare a colmare un vuoto che in molti fingono di non vedere.
Che ne pensano i lettori di Educare.it?
Fonte: West.eu, 01/12/2011

