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Gli emisferi cerebrali si attivano secondo bisogno

Ci si è rotti un braccio o si è stati vittima di un ictus e, questo braccio, non può essere usato? In questi casi, il cervello si regola con rapidità e supplisce a ciò attivando diverse aree in un caso e diminuendo l’attività nell’altro.

Se, per esempio, a causa di un infortunio siamo costretti a usare soltanto la mano sinistra, ecco che l’emisfero destro si attiva maggiormente, mentre quello sinistro – deputato alla parte destra del corpo – si limita. Questo, in sostanza, quanto appurato da un nuovo studio condotto dai ricercatori svizzeri dell’Università di Zurigo.

«Questi risultati sono particolarmente interessanti per la terapia di riabilitazione per le persone che hanno subito un ictus o altri problemi – spiega il dottor Nicolas Langer, autore principale dello studio – Un tipo di terapia frena l’inalterato, o “buono “, braccio per rafforzare il braccio colpito e aiutare il cervello imparare nuovi percorsi. Questo studio dimostra che ci sono sia effetti positivi che negativi di questo tipo di trattamento».

Le conclusioni tratte dai ricercatori sono state presentate alla rivista Neurology dopo aver studiato gli effetti dell’inibizione dell’uso di un braccio da parte di un gruppo di volontari sani e senza diagnosi di lesioni cerebrali, malattie mentali o lesioni dei nervi.
I partecipanti, tutti destrimani, sono stati oggetto di immobilizzazione del braccio destro per 14 giorni a causa di un incidente o lesione. Durante questo periodo potevano solo utilizzare braccio e mano sinistra, e così hanno fatto per le loro attività quotidiane: dal mangiare allo scrivere, al lavarsi.

Durante il periodo di follow-up a tutti i partecipanti sono state eseguite due scansioni del cervello con la tecnica MRI (risonanza magnetica per immagini) per misurare la quantità di materia grigia e bianca. La prima due giorno dopo l’incidente e la secondo entro 16 giorni da quando il braccio era stato immobilizzato. Sempre durante questo periodo, i soggetti sono stati sottoposti anche a una serie di test con cui valutare le abilità motorie, compresa la velocità di risposta delle articolazioni polso e dita, i movimenti del braccio.

Le immagini delle scansioni hanno mostrato che durante questo periodo la quantità di materia grigia e bianca nell’emisfero sinistro del cervello era diminuita del 19 percento; allo stesso tempo era invece aumentata nella parte destra, o emisfero, del cervello.
«Abbiamo osservato anche una migliore capacità motoria nella mano sinistra non ferita – sottolinea Langer –  che è direttamente correlata a un aumento di spessore nella parte destra del cervello. Questi cambiamenti strutturali nel cervello sono associati al trasferimento di competenze dalla mano destra alla mano sinistra».
Ancora una volta il nostro organismo dimostra di possedere un’intelligenza intrinseca naturale che forse non si può spiegare a parole ma che non manca mai di stupirci.