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Studenti e professori puniti in Cile

Il presiedente del Colegio de Profesores de Chile, Jaime Gajardo, ha assicurato che esiste una “operación castigo” contro i 3.000 studenti, espulsi dalle rispettive scuole, e i 4.000 docenti, che hanno perso il proprio lavoro, per aver partecipato alle manifestazioni del 2011 e alle proteste studentesche contro la riforma dell’educazione voluta dal governo, riporta Telesur.

Gajardo ha precisato che “tali misure obbediscono agli ordini emessi dai sindaci ed eseguiti dai direttori delle istituzioni educative”.

“Ci sono funzionari che hanno il compito di portare a termine un vero e proprio castigo contro gli studenti e i docenti che appoggiarono il movimento sociale per l’educazione pubblica e gratuita”, continua Gajardo.

Il Consiglio del Colegio de Profesores de Chile ha avuto all’inizio della settimana un incontro con il ministro dell’Educazione, Harald Beyer. Tema della riunione l’esame del progetto di legge sulla Carriera d’Insegnamento Professionale, prima che esso venga inviato al Congresso il prossimo marzo.

Gajardo ha dichiarato che “il ministro Beyer ha acconsentito ad un altro vertice entro l’ultima settimana di febbraio, prima che il Ministero dell’Istruzione presenti il progetto al Congresso Nazionale”.

“Finalmente si parla di nuove relazioni lavorative. Nel progetto, ha detto il ministro, si vuole porre molta enfasi sulle competenze e sugli incentivi. E ciò è un bene, il progetto non può e non deve significare per il Colegio de Profesores de Chile la perdita dei diritti”.

Fonte: Prensa Latina, 19/01/2012