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Quale sessualità per le persone disabili?
In Germania esistono vere e proprie “case chiuse” dedicate ad una speciale categoria di clienti: disabili ed anziani. Un inedito servizio che da diversi è una realtà nella federazione tedesca.
Nel paese guidato dalla cancelliera Merkel, dopo la legalizzazione della prostituzione nel 2002, si sta, così, dimostrando che anche questo inossidabile tabù può essere superato. All’interno di queste “supermercati del sesso” sono state eliminate le barriere architettoniche e assunto personale specializzato per aiutare chi ha particolari necessità, come quelle di coloro che sono costretti a vivere in sedia a rotelle.
Pare che nella “locomotiva d’Europa” ci siano anche assicurazioni che stiano considerando la possibilità di far rientrare l’assistenza sessuale nelle polizze di pensione o invalidità.
L’esempio tedesco non è l’unico ma è stato seguito anche da Austria e Svizzera. Nel paese elvetico esiste inoltre un sito web dedicato al tema www.sexualassistenz.ch. In queste realtà vengono organizzati appositi corsi professionali per preparare gli addetti alla sexualassistenz. Questo tipo di formazione è ritenuta importante perché chi vive sulla propria pelle la presenza di una disabilità spesso è sottoposto a continue invasioni della propria dimensione corporea senza che si tengano in considerazione gli aspetti emozionali. Mai come nel terreno della disabilità si palesa il bisogno di affermare che la sessualità non è solo cosa che appartiene al campo del rapporto genitale corporale, ma è una dimensione affettiva più ampia che comprende vari livelli di sensibilità. Come l’esperienza dei Sexualassistenz dimostra, quella dei disabili non è una sessualità speciale, diversa dagli altri esseri umani, diverso è il modo in cui essa si concretizza a causa dei limiti funzionali del corpo.
In Spagna, l’associazione Discapacidad y Sexualidad ha di recente promosso un programma di formazione ad hoc per assistenti sociali, educatori e genitori di persone diversamente abili. L’obiettivo è di attivare un circolo virtuoso che, attraverso il dialogo, permetta a questa speciale categoria di cittadini di vivere il rapporto col sesso in modo sereno e senza ansie.
Fonte: West, 30/04/2012

