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Lavorare a gestazione avanzata rallenta la crescita del feto

I neonati che sono nati da madri che hanno lavorato anche durante la gravidanza hanno mostrato di crescere più lentamente nel grembo materno, secondo i dottori Marco Francesconi, Emilia Del Bono e John Ermisch, gli economisti dell’University of Essex (UK) che hanno condotto lo studio.

Dai dati raccolti, si è scoperto che, in media, i neonati delle donne lavoratrici pesavano circa 230 grammi in meno rispetto agli altri nati da madri che non avevano lavorato durante la gravidanza o avevano smesso prima dei 6-8 mesi di gestazione.

Il basso peso alla nascita può sembrare un fattore di poco conto, tuttavia è dimostrato anche da precedenti studi che i bambini che presentano queste condizioni sono a maggiore rischio di soffrire problemi di salute durante la vita.
I ricercatori hanno scoperto che vi erano differenze riguardo agli effetti del lavoro sui nascituri sia in base al tipo di lavoro – se più intellettuale o che comportava sforzi fisici – che in base all’età della madre: in quest’ultimo caso, più la mamma era anziana più gli effetti del lavoro sul peso alla nascita erano marcati.

Le informazioni su cui si sono basati gli autori dello studio provenivano da tre studi sanitari nazionali e internazionali: il British Household Panel Survey, il Millennium Cohort Study e il US National Survey of Family Growth. In totale, sono state coinvolte quasi 30mila donne che avevano partorito tra il 1970 e il 2005.
All’analisi condotta ciò che è apparso evidente era proprio il collegamento tra il lavorare il gravidanza e le condizioni di peso alla nascita. Gli autori, infatti, si augurano che i politici prendano in considerazione la possibilità di offrire degli incentivi ai datori di lavoro affinché possano concedere dei congedi di maternità più flessibili, partendo dal presupposto che le future madri hanno necessità di riposo prima che il figlio nasca, piuttosto che dopo.

«Sappiamo che un basso peso alla nascita è un predittore di molti avvenimenti che accadono in seguito, come anche minori probabilità di completare con successo la scuola, ottenere salari più bassi e una maggiore mortalità – spiega Marco Francesconi nel comunicato dell’Università di Chicago – Abbiamo bisogno di pensare seriamente al congedo parentale, perché (come questo studio suggerisce) i possibili benefici del congedarsi in modo flessibile prima della nascita potrebbero essere molto alti».
Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Labour Economics, una pubblicazione dell’Università di Chicago.

Fonte: LaStampa.it, 31/07/2012